Firmati a Udine i verbali di consegna per immobili e
infrastrutture in otto Comuni
Udine, 20 mag - "La stabilità dell'interlocuzione con il
Governo e il lavoro della Commissione paritetica ci hanno
consentito di portare a casa risultati importanti. Ora dobbiamo
utilizzare questa fase per restituire ai territori aree che hanno
perso la loro funzione originaria e che i Comuni chiedono per
progetti di interesse pubblico".
Lo ha affermato oggi a Udine l'assessore regionale al Patrimonio
e demanio Sebastiano Callari, nella sede della Regione, in
occasione della firma dei verbali di consegna di beni statali
alla presenza dei sindaci, dei funzionari regionali e dei
referenti dell'Agenzia del demanio.
Il trasferimento, reso effettivo con la sottoscrizione dei
verbali, riguarda beni nei Comuni di Malborghetto-Valbruna,
Pontebba, Fagagna, Tarvisio, Bordano, Cavazzo Carnico, Verzegnis
e Cormons.
Nel dettaglio, i beni trasferiti sono: l'aliquota della caserma
D'Incau a Malborghetto-Valbruna; l'ex deposito munizioni di San
Leopoldo e l'ex strada militare 133 a Pontebba; l'area del
demanio militare a Fagagna; l'ex fortino-casermetta difensiva di
confine a Camporosso, nel Comune di Tarvisio; la strada
Bordano-Cavazzo Carnico-Venzone nel tratto di Bordano; la strada
ciclabile Cavazzo-Pioverno, l'ex strada militare Sot Clapiz, l'ex
strada militare 91, la fortificazione di Cesclans-Cuel di Mena e
l'aliquota dell'ex fortificazione permanente di Palude Vuarbis a
Cavazzo Carnico; le ex strade militari 86, 88, 89, 90 e 91 a
Verzegnis; l'ex campo sportivo di Brazzano a Cormons.
Il passaggio avviene in attuazione del decreto legislativo 5
agosto 2025, numero 114, che dispone il trasferimento alla
Regione autonoma Friuli Venezia Giulia di beni immobili
rientranti nel demanio pubblico dello Stato, ramo difesa
esercito, con possibilità di successivo trasferimento gratuito ai
Comuni che ne abbiano fatto richiesta.
"Lasciare ferme queste aree sarebbe un errore - ha aggiunto
Callari -. Il fatto che i Comuni le chiedano è un segnale
positivo. Per questo la Direzione ha predisposto anche una norma
che consente di finanziare eventuali studi di fattibilità: molti
enti locali, dopo aver ricevuto i beni, rischiano di restare
bloccati per carenza di risorse o di personale. La Regione vuole
accompagnare il riuso concreto di questi patrimoni".
Le finalità indicate dai Comuni riguardano percorsi ciclabili e
naturalistici, viabilità locale, sicurezza, valorizzazione
storico-turistica, gestione silvo-pastorale, funzioni sociali,
attività sportive e aree di protezione civile.
Callari ha richiamato anche la possibilità, da valutare caso per
caso, di utilizzare alcune aree già infrastrutturate per impianti
fotovoltaici, "in situazioni compatibili e con minore impatto sul
territorio".
Nel corso dell'incontro è stato evidenziato anche il lavoro
amministrativo necessario per arrivare alla consegna dei beni. I
procedimenti, soprattutto quando riguardano beni militari,
richiedono verifiche tecniche, passaggi ministeriali e il
coinvolgimento di più soggetti istituzionali. È stata confermata
la collaborazione tra Agenzia del demanio, Regione e
amministrazioni locali, con l'obiettivo condiviso di procedere
con la massima celerità possibile.
"L'obiettivo - ha concluso Callari - è facilitare il risultato:
trasformare beni statali ormai privi della funzione originaria in
occasioni concrete per i Comuni e per le comunità locali".
ARC/PT/ep
L'assessore regionale Callari alla firma dei verbali di consegna dei beni statali nella sede della Regione
L'assessore regionale Callari alla firma dei verbali di consegna dei beni statali nella sede della Regione alla presenza dei sindaci
L'assessore regionale Callari alla firma dei verbali di consegna dei beni statali nella sede della Regione
L'assessore regionale Callari alla firma dei verbali di consegna dei beni statali nella sede della Regione