Imprese: Bini-Rosolen, serve percorso condiviso per Kito Weissenfels
Gli assessori al tavolo con la proprietà Usa del sito di Tarvisio
che ha dichiarato 19 esuberi: "La Regione chiede garanzie sul
piano industriale e propone ricorso ad ammortizzatori sociali" Pordenone, 19 mag - "Nell'incontro odierno i rappresentanti
della nuova proprietà dell'azienda Kito Weissenfels hanno
quantificato in 19 il numero delle eccedenze dichiarate sul sito
di Fusine. Inoltre, hanno riferito dell'avvio di un confronto con
le organizzazioni sindacali sulle modalità di gestione degli
esuberi, con il primo incontro calendarizzato per il prossimo 29
maggio". Lo comunicano gli assessori regionali Sergio Emidio Bini
(Attività produttive) e Alessia Rosolen (Lavoro), al termine del
vertice convocato oggi pomeriggio dalla Regione per fare il punto
sulle prospettive del sito produttivo ex Weissenfels di Tarvisio,
che occupa circa cento dipendenti ed è specializzato nella
produzione di catene e accessori per il sollevamento.
Recentemente la proprietà è passata dal gruppo giapponese Kito
Grosby alla multinazionale statunitense Columbus McKinnon. All'incontro, oltre alla società, erano presenti Confindustria
Udine, la Rsu di stabilimento, le segreterie territoriali di Fim
e Fiom e il Comune di Tarvisio. "Se il confronto proseguirà - hanno aggiunto gli assessori -
esprimiamo apprezzamento per avere recepito l'invito della
Regione a non intraprendere iniziative unilaterali. Ricordiamo
anche però che la gestione del personale va contestualizzata
rispetto al piano industriale e agli investimenti previsti e che
va ricercato un percorso condiviso di gestione delle eccedenze
che, auspichiamo, porti al ricorso allo strumento maggiormente
condiviso dalle parti sociali, datoriali e dei lavoratori,
insieme all'Amministrazione regionale: il contratto di
solidarietà, sostenuto anche da un contributo regionale dedicato". "La Regione - concludono Bini e Rosolen - rimane a disposizione
per illustrare gli interventi di politica del lavoro e gli
strumenti disponibili a sostegno di un piano industriale fondato
sulla continuità produttiva e occupazionale. Solo un piano
industriale chiaro e ben sostenuto da investimenti, infatti, può
garantire la competitività di uno stabilimento strategico come
quello di Tarvisio e la tenuta della filiera produttiva locale".
ARC/LIS/ep
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