L'assessore illustra in IV Commissione il nuovo disegno di legge
80. "Nuovi strumenti per edilizia sociale, fascia intermedia e
rigenerazione urbana"
Pordenone, 15 mag - "La nuova legge regionale sulle politiche
abitative nasce dalla consapevolezza che il tema della casa non
possa più essere considerato un aspetto secondario, ma
rappresenti oggi una vera e propria infrastruttura sociale,
indispensabile per garantire qualità della vita, coesione delle
comunità e sviluppo dei territori. Negli ultimi anni sono
cambiati profondamente i bisogni abitativi e l'accesso al mercato
immobiliare è diventato più difficile anche per ampie fasce della
popolazione che in passato non vivevano particolari criticità.
Per questo servono strumenti nuovi, più flessibili e capaci di
integrare politiche abitative, pianificazione urbana e sviluppo
del territorio".
Lo ha affermato oggi l'assessore regionale alle Infrastrutture e
territorio, Cristina Amirante, illustrando in IV Commissione
consiliare il Disegno di legge 80 contenente disposizioni in
materia di politiche abitative regionali.
Come ha spiegato Amirante, il provvedimento aggiorna il sistema
regionale delle politiche della casa introducendo un modello
innovativo che mette in relazione pubblico e privato per
rispondere in modo più efficace ai nuovi bisogni abitativi,
emersi anche attraverso il percorso di ascolto e confronto
sviluppato tra il 2024 e il 2025 con Comuni, Ater, soggetti
pubblici e privati e realtà del territorio.
Tra gli elementi centrali della riforma vi è il rafforzamento
dell'edilizia sovvenzionata, agevolata e convenzionata, con
particolare attenzione al social housing e alle nuove forme di
abitare sociale. La legge punta infatti a incrementare il
patrimonio immobiliare destinato all'edilizia convenzionata e
all'affitto sostenibile, rivolgendosi in particolare alla
cosiddetta "fascia grigia" o "fascia intermedia" della
popolazione: cittadini e famiglie che, pur non rientrando nei
requisiti tradizionali dell'edilizia sovvenzionata, incontrano
comunque difficoltà nell'accesso al mercato immobiliare.
"Per la prima volta - ha evidenziato Amirante - vengono
introdotti strumenti specifici pensati per dare risposta a questa
parte crescente della popolazione, attraverso incentivi,
premialità e nuove formule abitative che favoriscano alloggi
accessibili a canoni sostenibili".
L'assessore ha inoltre ricordato come, sul fronte dell'edilizia
sovvenzionata, la Regione abbia sostenuto in modo significativo
le Ater regionali, in particolare negli ultimi due anni, con
importanti risorse destinate alla manutenzione, al recupero e al
miglioramento del patrimonio edilizio esistente.
Uno degli assi strategici del disegno di legge riguarda, inoltre,
il collegamento tra politiche abitative e rigenerazione urbana.
La casa viene riportata all'interno dei processi di
pianificazione e riqualificazione del territorio, anche
attraverso masterplan e progetti di partenariato pubblico-privato
che prevedano quote dedicate alla "casa pubblica" e all'edilizia
sociale.
"La direzione che vogliamo seguire - ha spiegato Amirante - è
quella di riportare la funzione abitativa dentro quartieri, paesi
e città, mantenendo il tradizionale policentrismo caratteristico
e qualificante del territorio regionale, come elemento vivo e
integrato con i servizi, la qualità urbana e la vita delle
comunità. La casa non deve essere considerata soltanto una
risposta a un bisogno abitativo, ma una leva strategica per
costruire territori più inclusivi, attrattivi e sostenibili".
Il disegno di legge prevede inoltre nuovi strumenti di
programmazione territoriale e rafforza il ruolo dei Comuni e
delle Ater nella rilevazione del fabbisogno abitativo e nel
coordinamento dei tavoli territoriali, con l'obiettivo di rendere
il sistema regionale più efficace e maggiormente aderente alle
diverse caratteristiche del Friuli Venezia Giulia.
ARC/LIS/pph
L'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, illustra in IV Commissione il Ddl sulle politiche abitative