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14.05.2026 18:46

Gender gap: Rosolen, 200 domande in un giorno per sostegno maternità

L'assessore alla tavola rotonda organizzata dalla Federazione italiana donne arti professioni affari Trieste, 14 mag - "Sulle politiche afferenti alla parità di genere è necessario intervenire su criticità strutturali: oggi una donna, quando sul lavoro va in maternità obbligatoria, perde il 20% del proprio stipendio. È una politica che va radicalmente modificata. Proprio per questo, tra le ultime misure regionali, abbiamo introdotto un intervento per la copertura del salario non riconosciuto durante questo periodo. Si tratta di una misura che riteniamo fondamentale e che ha già raccolto 200 domande in un solo giorno".
Lo ha detto l'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen nella Sala Maggiore della Camera di commercio della Venezia Giulia a Trieste, dove si è tenuta una tavola rotonda dal titolo "Eccellenze" organizzata dal Distretto Nord Est della Federazione italiana donne arti professioni affari (Fidapa), in collaborazione con le sezioni Tergeste e Trieste storica e con il Comitato per l'imprenditoria femminile della Camera di commercio della Venezia Giulia.
Come ha spiegato la rappresentante della Giunta regionale, Il Friuli Venezia Giulia registra uno dei divari di genere più bassi d'Italia grazie a interventi per l'occupazione varati dalla Regione, che è impegnata a superare ogni barriera tra giovani e meno giovani, tra uomini e donne, affinché ogni scelta di vita sia sostenuta da un sistema di welfare e da politiche salariali forti.
I risultati conseguiti non sono casuali: anche perché a Trieste, ad esempio, la partecipazione delle donne alla vita sociale ha radici profonde. La città vanta infatti il più basso gender gap su scala regionale e nazionale, con una presenza femminile ai vertici di numerose istituzioni e articolazioni dello Stato.
"Già un secolo fa, le donne triestine - ha sottolineato Rosolen - sceglievano percorsi di studio non solo letterari, ma si misuravano con discipline allora precluse, eccellendo in ambiti dove oggi la loro presenza è consolidata. In questi anni, il numero di donne laureate in materie scientifiche e tecniche continua a crescere costantemente".
Infine, secondo Rosolen, certi traguardi non si raggiungono per legge: "Ritengo infatti che, più delle quote, siano efficaci quegli strumenti e quelle azioni capaci di rimuovere concretamente gli ostacoli che hanno penalizzato la componente femminile". ARC/GG/ma