L'assessore alla tavola rotonda organizzata dalla Federazione
italiana donne arti professioni affari
Trieste, 14 mag - "Sulle politiche afferenti alla parità di
genere è necessario intervenire su criticità strutturali: oggi
una donna, quando sul lavoro va in maternità obbligatoria, perde
il 20% del proprio stipendio. È una politica che va radicalmente
modificata. Proprio per questo, tra le ultime misure regionali,
abbiamo introdotto un intervento per la copertura del salario non
riconosciuto durante questo periodo. Si tratta di una misura che
riteniamo fondamentale e che ha già raccolto 200 domande in un
solo giorno".
Lo ha detto l'assessore regionale al Lavoro, formazione,
istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen nella
Sala Maggiore della Camera di commercio della Venezia Giulia a
Trieste, dove si è tenuta una tavola rotonda dal titolo
"Eccellenze" organizzata dal Distretto Nord Est della Federazione
italiana donne arti professioni affari (Fidapa), in
collaborazione con le sezioni Tergeste e Trieste storica e con il
Comitato per l'imprenditoria femminile della Camera di commercio
della Venezia Giulia.
Come ha spiegato la rappresentante della Giunta regionale, Il
Friuli Venezia Giulia registra uno dei divari di genere più bassi
d'Italia grazie a interventi per l'occupazione varati dalla
Regione, che è impegnata a superare ogni barriera tra giovani e
meno giovani, tra uomini e donne, affinché ogni scelta di vita
sia sostenuta da un sistema di welfare e da politiche salariali
forti.
I risultati conseguiti non sono casuali: anche perché a Trieste,
ad esempio, la partecipazione delle donne alla vita sociale ha
radici profonde. La città vanta infatti il più basso gender gap
su scala regionale e nazionale, con una presenza femminile ai
vertici di numerose istituzioni e articolazioni dello Stato.
"Già un secolo fa, le donne triestine - ha sottolineato Rosolen -
sceglievano percorsi di studio non solo letterari, ma si
misuravano con discipline allora precluse, eccellendo in ambiti
dove oggi la loro presenza è consolidata. In questi anni, il
numero di donne laureate in materie scientifiche e tecniche
continua a crescere costantemente".
Infine, secondo Rosolen, certi traguardi non si raggiungono per
legge: "Ritengo infatti che, più delle quote, siano efficaci
quegli strumenti e quelle azioni capaci di rimuovere
concretamente gli ostacoli che hanno penalizzato la componente
femminile".
ARC/GG/ma
L'assessore durante il suo intervento