Palmanova, 12 mag - "Negli ultimi dieci anni oltre 7mila
laureati hanno lasciato la nostra regione e ne sono rientrati
poco più della metà: un deficit che ci ha imposto di agire sulle
cause profonde che spingono i giovani a cercare altrove
opportunità di vita e di lavoro. Innovazione sociale, politiche
per la famiglia, accrescimento delle competenze sono le leve su
cui abbiamo agito".
Lo ha affermato l'assessore regionale al Lavoro, istruzione e
famiglia, Alessia Rosolen, intervenendo questa mattina a
Palmanova all'assemblea delle cooperative del settore Lavoro e
Servizi di Confcooperative Fvg.
L'incontro, aperto dal presidente regionale Daniele Castagnaviz,
è proseguito con la tavola rotonda "Dai Ccnl tradizionali
all'innovazione nella contrattazione. Nuove e innovative visioni
del lavoro tra legislazione regionale e nuove prassi", alla quale
hanno partecipato, oltre a Rosolen, la segretaria regionale Cisl
Fvg Renata Della Ricca, il vicepresidente nazionale di
Confcooperative Lavoro e Servizi Giovanni Di Nunno e l'avvocato
Fleur Casanova.
Al centro dell'intervento dell'assessore la recente legge
regionale per l'innovazione sociale, indicata dai partecipanti
come un unicum nel panorama italiano.
"Quando chiediamo ai giovani perché scelgono di andare all'estero
- ha spiegato Rosolen - emergono tre fattori chiave: qualità e
stabilità dei contratti, percorsi di crescita e formazione
continua e un sistema di servizi capace di sostenere
concretamente i progetti di vita e di famiglia. È su questi tre
pilastri che abbiamo costruito la legge sull'innovazione sociale:
non un insieme di misure isolate, ma una strategia che mette in
relazione lavoro, formazione e welfare in un quadro coerente".
L'assessore ha sottolineato come il provvedimento nasca
dall'esigenza di superare interventi frammentati: "Per anni le
politiche del lavoro sono state spesso scollegate tra loro, con
il risultato che a pagare il prezzo più alto sono stati i salari
e la stabilità dei percorsi professionali. Oggi abbiamo scelto di
definire un obiettivo chiaro e condiviso".
"Questa legge mette nero su bianco una responsabilità collettiva
- ha aggiunto -: Regione, imprese, sindacati, enti locali e
sistema della cooperazione concorrono insieme a costruire un
ambiente più attrattivo e inclusivo".
Tra gli esempi concreti citati da Rosolen, le misure a sostegno
della conciliazione vita-lavoro e della natalità: "Non parliamo
più di bonus episodici, ma di servizi strutturali che incidono
sul potere d'acquisto delle famiglie, come la gratuità degli
asili nido o l'integrazione al reddito per le madri lavoratrici
nel primo anno di vita del figlio".
"L'obiettivo finale - ha concluso - è trattenere e attrarre
giovani e donne nel nostro mercato del lavoro, offrendo non solo
occupazione, ma prospettive di crescita e qualità della vita.
Questa è la vera innovazione sociale".
ARC/SSA/ma
L'assessore regionale al Lavoro, istruzione e famiglia, Alessia Rosolen, prima a sinistra, all'assemblea delle cooperative del settore Lavoro e Servizi di Confcooperative Fvg
L'assessore regionale al Lavoro, istruzione e famiglia, Alessia Rosolen, prima a sinistra, all'assemblea delle cooperative del settore Lavoro e Servizi di Confcooperative Fvg