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12.05.2026 14:11

Confcooperative: Rosolen, Fvg più attrattivo con innovazione sociale

Palmanova, 12 mag - "Negli ultimi dieci anni oltre 7mila laureati hanno lasciato la nostra regione e ne sono rientrati poco più della metà: un deficit che ci ha imposto di agire sulle cause profonde che spingono i giovani a cercare altrove opportunità di vita e di lavoro. Innovazione sociale, politiche per la famiglia, accrescimento delle competenze sono le leve su cui abbiamo agito".
Lo ha affermato l'assessore regionale al Lavoro, istruzione e famiglia, Alessia Rosolen, intervenendo questa mattina a Palmanova all'assemblea delle cooperative del settore Lavoro e Servizi di Confcooperative Fvg.
L'incontro, aperto dal presidente regionale Daniele Castagnaviz, è proseguito con la tavola rotonda "Dai Ccnl tradizionali all'innovazione nella contrattazione. Nuove e innovative visioni del lavoro tra legislazione regionale e nuove prassi", alla quale hanno partecipato, oltre a Rosolen, la segretaria regionale Cisl Fvg Renata Della Ricca, il vicepresidente nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi Giovanni Di Nunno e l'avvocato Fleur Casanova.
Al centro dell'intervento dell'assessore la recente legge regionale per l'innovazione sociale, indicata dai partecipanti come un unicum nel panorama italiano.
"Quando chiediamo ai giovani perché scelgono di andare all'estero - ha spiegato Rosolen - emergono tre fattori chiave: qualità e stabilità dei contratti, percorsi di crescita e formazione continua e un sistema di servizi capace di sostenere concretamente i progetti di vita e di famiglia. È su questi tre pilastri che abbiamo costruito la legge sull'innovazione sociale: non un insieme di misure isolate, ma una strategia che mette in relazione lavoro, formazione e welfare in un quadro coerente".
L'assessore ha sottolineato come il provvedimento nasca dall'esigenza di superare interventi frammentati: "Per anni le politiche del lavoro sono state spesso scollegate tra loro, con il risultato che a pagare il prezzo più alto sono stati i salari e la stabilità dei percorsi professionali. Oggi abbiamo scelto di definire un obiettivo chiaro e condiviso".
"Questa legge mette nero su bianco una responsabilità collettiva - ha aggiunto -: Regione, imprese, sindacati, enti locali e sistema della cooperazione concorrono insieme a costruire un ambiente più attrattivo e inclusivo".
Tra gli esempi concreti citati da Rosolen, le misure a sostegno della conciliazione vita-lavoro e della natalità: "Non parliamo più di bonus episodici, ma di servizi strutturali che incidono sul potere d'acquisto delle famiglie, come la gratuità degli asili nido o l'integrazione al reddito per le madri lavoratrici nel primo anno di vita del figlio".
"L'obiettivo finale - ha concluso - è trattenere e attrarre giovani e donne nel nostro mercato del lavoro, offrendo non solo occupazione, ma prospettive di crescita e qualità della vita. Questa è la vera innovazione sociale". ARC/SSA/ma