50mo Sisma: Riccardi, in Pa serve comunicazione ad altezza complessità
Rosolen: l'intelligenza umana guidi l'uso delle tecnologie
emergenti Udine, 9 mag - "Nella Pubblica amministrazione il tema di una
comunicazione che riesca a costruire consapevolezza e fiducia
nella credibilità delle scelte delle istituzioni, oltre che a
gestire le fasi di rischio e di emergenza, è cruciale soprattutto
in un ambiente mediatico dominato dai social: la PA, soprattutto
nei servizi primari, deve investire sulla formazione di profili
di alta competenza perché la qualità della comunicazione
determina anche la comprensione delle scelte pubbliche e la
fiducia nei servizi, contribuendo a contrastare narrazioni
distorte". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Protezione civile
Riccardo Riccardi intervenendo oggi - assieme all'assessore
all'Università e Ricerca Alessia Rosolen - al convegno
"Pianificazione dell'emergenza e comunicazione del rischio:
proposte di lavoro a 50 anni dal terremoto e dalla grande
risposta del Friuli". Il convegno è organizzato dal master in "Intelligence and
emerging technologies" con il Centro alti studi della difesa e
dedicato ai temi della pianificazione dell'emergenza e della
comunicazione del rischio a cinquant'anni dal terremoto del
Friuli. L'obiettivo è mettere a fuoco in un contesto segnato dalla
moltiplicazione delle minacce - ambientali, belliche, sanitarie,
tecnologiche, terroristiche - le competenze dell'analisi
intelligence possono essere decisive per anticipare scenari
critici, coordinare risposte istituzionali e comunicare
efficacemente l'incertezza alle comunità. Nel suo intervento Riccardi ha sottolineato come la competenza di
creare connessioni e costruire fiducia rappresenti un elemento
decisivo tanto nelle situazioni straordinarie quanto nella
quotidianità. "La capacità di mettere in contatto le persone e di capire ciò
che accade nei teatri di rischio è determinante. Le tecnologie
emergenti ci offrono strumenti nuovi e molto avanzati, ma il
punto centrale resta la qualità della relazione con le persone e
la capacità di fornire una comunicazione che trasmetta
consapevolezza" ha osservato l'esponente della Giunta Fedriga. "È importante fare il lavoro tecnico e ingegneristico, ma è
altrettanto importante saperlo raccontare, spiegando le
conseguenze delle scelte e orientando correttamente i
comportamenti attraverso una comunicazione adeguata" ha aggiunto
l'assessore, evidenziando la necessità di sviluppare nuove
competenze professionali anche nella Pubblica amministrazione. Per Riccardi il tema non riguarda soltanto le emergenze: "C'è un
grande deficit anche nella comunicazione ordinaria" ha indicato
Riccardi, richiamando la celebre riflessione di Umberto Eco
sull'impatto dei social network: "Con l'avvento dei social
abbiamo dato la parola a milioni di imbecilli che prima parlavano
al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno la stessa visibilità
di un premio Nobel". Una provocazione che, secondo l'assessore,
mette in evidenza "quanto i nuovi strumenti di comunicazione
possano orientare o deformare convinzioni e comportamenti delle
persone e quanto sia necessario che le istituzioni promuovano una
narrazione di qualità della complessità". L'assessore Rosolen ha incentrato il suo intervento con un focus
sul tema dell'intelligence, evidenziando il valore strategico
dell'investimento e dalla collaborazione attivata da Regione,
Università di Udine e Centro alti studi della difesa. "Fin dalla nascita del master la Regione è al fianco
dell'Università di Udine in un percorso che affronta i temi
dell'intelligence e delle tecnologie emergenti, ma soprattutto la
riflessione sul loro utilizzo" ha spiegato Rosolen, sottolineando
il ruolo degli atenei "nel delicato equilibrio tra rischi e
opportunità legati allo sviluppo tecnologico". Secondo l'assessore, la sfida centrale resta quella di
valorizzare l'intelligenza umana nella lettura della complessità
contemporanea. "Oggi non abbiamo bisogno di più dati, perché ne
abbiamo già moltissimi, ma dell'intelligenza necessaria a
sistematizzarli, interpretarli e renderli realmente fruibili alla
società". Rosolen ha quindi evidenziato come il lavoro sviluppato
all'interno del master rappresenti un contributo concreto anche
per il sistema produttivo e istituzionale regionale. "L'Università di Udine sta lavorando da anni per costruire
risposte che servano alla società e accompagnino le strategie
europee sulle tecnologie STEM, puntando sulla capacità di rendere
leggibili e interpretabili i dati che abbiamo a disposizione". L'assessore ha inoltre ribadito che le tecnologie emergenti
devono restare "coordinate dall'intelligenza umana", perché
l'intelligence contemporanea non riguarda più soltanto scenari
militari o geopolitici, ma la capacità di "anticipare le crisi,
interpretare i segnali e supportare decisioni rapide" in contesti
sempre più complessi. Al convegno, assieme agli interventi - tra gli altri - del
responsabile organizzazione e coordinamento, Francesco Zucconi, e
del componente del consiglio scientifico, Gianluigi Sechi, è
intervenuto il direttore centrale della Protezione civile
regionale, Amedeo Aristei, illustrando le peculiarità che
distinguono il sistema regionale nel panorama nazionale e
transfrontaliero. La giornata ha visto anche il contributo di
Manuela Farinosi, docente dell'Ateneo friulano e membro del
Consiglio scientifico del master, coordinatrice del progetto
europeo Sonar-Cities, guidato dall'Università di Udine.
ARC/EP/gg
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