50° sisma: Zilli, il concerto di Artegna è una preghiera per chi resta
L'assessore ha assistito a Requiem for the Living con oltre cento
artisti Artegna, 8 mag - "Il 6 maggio è una cicatrice nel cuore del
Friuli che la musica del concerto di stasera può trasformare in
memoria consapevole e in radici profonde, capaci di sostenere il
futuro con la stessa dignità e speranza di chi, il giorno dopo il
terremoto, trovò la forza di ricostruire". È il commento dell'assessore alle Finanze Barbara Zilli che
stasera, nella Pieve di Santa Maria Nascente ad Artegna, ha
assistito al concerto "Requiem for the Living" del compositore
contemporaneo Dan Forrest, appuntamento inserito nel programma
delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del
terremoto del 1976.
L'opera, composta nel 2013, propone una lettura moderna del
Requiem nell'intento, espresso fin dal titolo, di esprimere una
memoria consapevole del dolore della perdita e della
ricostruzione rivolgendosi ai vivi, a chi ha saputo rialzarsi
dopo la tragedia. Protagonisti della serata sono stati il Coro Panarie e il Coro
del Rojale, accompagnati da un'orchestra da camera diretta dal
maestro Paolo Paroni. Complessivamente sono saliti sul palco
quasi cento tra coristi e musicisti. "È per me un onore e una profonda emozione essere qui in una
serata così densa di significato - ha sottolineato Zilli -. La
Pieve di Santa Maria Nascente è una splendida cornice
architettonica, un simbolo vivente della nostra identità e della
capacità di rinascita della comunità di Artegna". Zilli ha quindi rimarcato il valore della scelta artistica:
"Ascoltare un autore contemporaneo come Dan Forrest consente alla
memoria del terremoto di parlare anche il linguaggio del
presente. Questo Requiem for the Living non è una musica per la
fine, ma una preghiera per chi resta: un abbraccio alla nostra
terra e a chi ha saputo rialzarsi". Il Coro Panarie, nato ad Artegna nel 1975 per custodire la
tradizione musicale friulana e della villotta, ha
progressivamente ampliato il proprio repertorio verso la musica
colta, barocca e contemporanea. Il Coro del Rojale, fondato nel
1976 a Reana del Rojale, si è distinto negli anni per il lavoro
sulla polifonia sacra e contemporanea. La collaborazione tra le
due realtà corali rappresenta un simbolo della coesione sociale
che caratterizzò il "modello Friuli" durante la ricostruzione
post sisma. L'assessore regionale ha inoltre evidenziato il forte significato
collettivo dell'esecuzione: "Vedere quasi cento persone tra
coristi e orchestrali condividere questo palco è l'immagine più
bella di un Friuli che sa fare squadra. Coordinare due cori e
un'orchestra richiede armonia, disciplina e coesione: le stesse
qualità che cinquant'anni fa permisero alle nostre comunità di
rinascere dalle macerie". "In serate come questa comprendiamo quanto la cultura e la musica
siano strumenti essenziali per tenere unite le generazioni: chi
c'era nel 1976 e i giovani che oggi cantano queste note. Dove le
parole si fermano, perché il ricordo o il dolore sono troppo
grandi, la musica continua a camminare", ha conluso Zilli.
ARC/SSA/ma
50° sisma: Zilli, il concerto di Artegna è una preghiera per chi resta