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05.05.2026 15:36

Multisettoriale: Amirante, più scuolabus e meno burocrazia per Comuni

In IV Commissione illustrate le modifiche su trasporto scolastico e semplificazioni urbanistiche
Pordenone, 5 mag - "Con queste modifiche interveniamo su due aspetti molto concreti: da un lato ampliamo e rendiamo più inclusivo il trasporto scolastico nei piccoli Comuni, dall'altro introduciamo semplificazioni urbanistiche attese da anni dagli enti locali, riducendo tempi e adempimenti". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, illustrando oggi in IV Commissione consiliare le proposte di modifica normativa nell'ambito dell'esame delle Disposizioni multisettoriali per l'anno 2026.
Entrando nel merito del trasporto scolastico, Amirante ha evidenziato come la norma aggiorni e modernizzi il servizio nei Comuni con meno di 3 mila abitanti. "Abbiamo ampliato la platea dei beneficiari degli scuolabus - ha spiegato - includendo anche i bambini della scuola dell'infanzia, finora esclusi, rispondendo così a un'esigenza reale delle famiglie e delle amministrazioni locali".
"La scelta - ha aggiunto l'assessore - tiene conto della differenza tra i servizi dedicati: gli scuolabus comunali sono pensati per i più piccoli, che necessitano di accompagnamento e mezzi adeguati, mentre il sistema del trasporto pubblico locale del Tpl Fvg è strutturato per rispondere alle esigenze e agli orari degli studenti delle scuole superiori, includendo anche i ragazzi dei primi anni fino all'obbligo scolastico. In questo modo rendiamo il sistema più coerente e vicino ai bisogni dei territori".
Accanto a questo intervento, l'assessore ha posto l'accento sulle semplificazioni urbanistiche, definite "un risultato molto atteso dai Comuni del Friuli Venezia Giulia". La modifica alla legge regionale 5/2007 introduce infatti misure concrete per snellire le procedure legate agli strumenti di pianificazione.
"In particolare - ha sottolineato Amirante - abbiamo eliminato l'obbligo della relazione asseverata nei casi in cui le varianti urbanistiche non riguardino beni sottoposti al Piano paesaggistico regionale. Si tratta di un passaggio che alleggerisce il lavoro degli uffici e accelera i tempi, senza ridurre le tutele".
Non solo. "Per le varianti che invece interessano beni tutelati - ha aggiunto - abbiamo definito, in accordo con il ministero della Cultura, un termine perentorio di 60 giorni per l'espressione del parere sulla relazione asseverata. Decorso questo termine, si applica il principio del silenzio assenso. Anche questo rappresenta un passo avanti importante in termini di certezza dei tempi e semplificazione amministrativa". ARC/LIS/al