Udine, 4 mag - "Ho ascoltato tutte le posizioni che le sigle sindacali hanno rappresentato in merito alla proposta di riforma della Medicina generale. Il percorso procederà e vedremo quale sarà la sua evoluzione."
Così l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha commentando l'esito dell'incontro richiesto dai rappresentanti regionali delle organizzazioni sindacali dei Medici di medicina generale (Mmg) - Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Federazione medici territoriali (Fmt), Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), Sindacato medici italiani (Smi) - svoltosi nella sede della Regione di Udine in merito alla riforma del ministro Schillaci.
Nel corso del tavolo, alcune sigle hanno avanzato alcune loro proposte comunque tese a garantire il rapporto fiduciario con il paziente anche popolando le Case della Comunità. Unanime la criticità espressa dalle sigle sul 'doppio binario' tra lavoro dipendente e convenzionato, che secondo i sindacati presenta rilevanti problemi applicativi, soprattutto per la scarsa attrattività di questa strada, che richiederebbe di incentivare la volontarietà.
La necessità prospettata dalla riforma del titolo di specializzazione per la scelta dipendente comporterebbe anche una questione di discriminazione e - allo stato attuale - di mancato reperimento di personale, perché attualmente molti medici di medicina generale non avrebbero i requisiti per il passaggio alla dipendenza pubblica, poiché il loro titolo abilitante non è considerato equipollente a una specializzazione ospedaliera.
Oltre alla questione generale dell'equipollenza dei titoli attuali, in prospettiva di una possibile trasformazione in specialità, emergono dubbi inoltre su eventuali percorsi integrativi e sul riconoscimento dei titoli già acquisiti: resta poco chiaro quale valore avrà il titolo Ceformed per chi lo sta frequentando, per chi lo ha già conseguito e per chi intende iniziarlo. ARC/EP/ma