50mo Sisma: Zilli, monumento Artegna simbolo di memoria e rinascita
Artegna, 2 mag - "Il Colle di San Martino è custode della
nostra identità: con quest'opera onoriamo i cinquant'anni dal
sisma ed esaltiamo la forza di un popolo che ha saputo
ricostruire il futuro sulle proprie radici, offrendo al mondo un
esempio di tenacia e solidarietà." Con queste parole l'assessore regionale alle Finanze, Barbara
Zilli, è intervenuta oggi ad Artegna in occasione della cerimonia
di inaugurazione e benedizione del nuovo monumento dedicato al
mezzo secolo dal terremoto del 1976. L'opera sorge sul Colle di San Martino, un luogo dal profondo
valore simbolico. "Un luogo ancor più significativo all'indomani del 6 maggio 1976
data - ha osservato Zilli - che segna uno spartiacque nella
storia di questa porzione di territorio profondamente segnata da
questa immane tragedia. Il Castello di Savorgnan che svetta e
domina l'abitato di Artegna, è diventato un simbolo della
rinascita e del modello di ricostruzione basato sulla tenacia del
popolo friulano, sulla lungimiranza della politica nazionale e
locale e sull'immensa solidarietà che da tutte le parti del mondo
è arrivata. Oggi è dunque giusto che sia proprio il Colle di San
Martino, dal quale all'indomani del 6 maggio si apriva la visuale
verso una città distrutta, a diventare un luogo della memoria e
del ricordo, del silenzio e della riflessione, elementi che
vengono rappresentati qui quest'oggi dall'opera commemorativa che
il Comune di Artegna ha voluto realizzare" ha aggiunto Zilli. Alla cerimonia, introdotta dal sindaco Alessandro Marangoni,
hanno preso parte - tra gli altri - il vescovo di Parma mons.
Enrico Solmi, il delegato dal Vescovo di Vicenza, il vicario
episcopale per l'Evangelizzazione nelle unità pastorali don
Flavio Marchesini, e il vicario generale e vicario per la Forania
della Pedemontana dell'Arcidiocesi di Udine don Dino Bressan.
È seguito l'intervento dell'artista Giovanni Basso, autore
dell'opera - finanziata anche con il sostegno di PrimaCassa - che
ha illustrato come la sua creazione raffiguri una donna
sofferente, simbolo del Friuli provato dal sisma, l'aquila ferita
e un germoglio che torna a fiorire rigoglioso dopo le difficoltà. Sullo sfondo del monumento è stata incisa la celebre frase
dell'onorevole Giuseppe Zamberletti - "Un popolo non muore con il
crollo delle case e il Friuli è vivo perché sono vivi i valori
che ne costituiscono l'anima" - sull'anima del Friuli. "È una citazione di uno dei più grandi protagonisti della
ricostruzione, un modello che tutti quanti citano e invidiano in
termini di efficacia e tempestività nel formulare risposte
concrete e tangibili ai bisogni delle comunità locali" ha
commentato Zilli. "Trasmettiamo così ai nostri giovani i grandi principi della
solidarietà, dell'aiuto al prossimo e della dignità della nostra
gente" ha concluso l'esponente della Giunta.
ARC/EP/gg
L'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli interviene ad Artegna
La cerimonia di inaugurazione e benedizione del nuovo monumento dedicato al mezzo secolo dal terremoto del 1976.
La cerimonia sul colle di San Martino
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