Riccardi, se abbiamo superato crisi come la pandemia è perché si
è attinto alla lezione del "Modello Friuli" oggi ascoltato dai
protagonisti
Udine, 27 apr - "Oggi io credo che la grande sfida sia quella
dell'autonomia, che non può essere ideologizzata né da una parte
né dall'altra: sicuramente la gestione post terremoto '76 è un
esempio di fortissima autonomia, molto pratica, in grado di dare
risposta ed è il principio su cui deve essere ispirata anche
l'autonomia odierna: la domanda che dobbiamo porci, in estrema
sintesi, non è: che competenze mi piacerebbe avere? Ma quali
competenze posso esercitare al meglio per rispondere più
velocemente e in modo più efficace alle esigenze dei cittadini
che rappresento".
Con questa sollecitazione il governatore Massimiliano Fedriga ha
chiuso il convegno inserito nel programma di eventi per il
cinquantenario del sisma, dedicato al "Modello Friuli" svoltosi
in auditorium Comelli nella sede della Regione di Udine in
collaborazione con l'Associazione dei Consiglieri Regionali del
Friuli Venezia Giulia e l'Associazione dei Comuni e dei Sindaci
del terremoto.
Attraverso le testimonianze di protagonisti della vita politica e
amministrativa regionale, il convegno ha ricostruito le scelte
che hanno guidato la ricostruzione, evidenziando gli elementi
distintivi del "Modello Friuli": responsabilità istituzionale,
autonomia decisionale e visione di lungo periodo.
Sottolineando come la capacità di reazione della Regione derivi
ancor oggi da una "paternità civile" che si ritrova nell'operato
dei sindaci, Fedriga ha analizzando con franchezza il quadro
normativo, rimarcando come "la normativa nazionale sia totalmente
cambiata: oggi alcune scelte non saremmo nella possibilità di
poterle adottare. Viceversa, io credo - ha osservato il
governatore - si debba fare una legislazione in cui si possa
agire: poi se uno sbaglia deve pagare, ma non si può avere
l'accusa preventiva addirittura prima dell'errore".
Il governatore ha infine denunciato "un blocco della struttura
centrale dello Stato che non vuole nemmeno sentire parlare di
riduzione di competenze, quando invece le Regioni cercano
semplicemente di dare risposta più veloce alle esigenze dei
cittadini".
L'assessore alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha
approfondito la lezione del 1976 citando due pilastri
fondamentali della ricostruzione. "La prima lezione è il
comportamento della classe dirigente, quella che continuava a
dividersi al mattino sui provvedimenti ordinari e il pomeriggio
trovava le convergenze necessarie per assumere tutti i
provvedimenti importanti che hanno fatto segnare il successo
della ricostruzione all'unanimità".
"Il secondo elemento - ha evidenziato Riccardi - è la catena
della politica: c'erano i partiti, c'erano le relazioni e i
rapporti istituzionali che hanno consentito a quella classe
dirigente di esprimere la propria credibilità nei confronti di
coloro che governavano e che stavano in Parlamento. È
l'esaltazione di quel modello che considero ancora strategico e
vincente: il processo legato alla sussidiarietà, quella catena di
governo che ha visto lo Stato, il ruolo della Regione, e la
scelta della Regione coerentemente a quell'impostazione, fino
alla figura del sindaco funzionario delegato".
Riccardi ha inoltre ribadito che questa eredità è stata
fondamentale per affrontare le crisi moderne: "Ogni evento
tragico porta con sé una lezione di coesione e responsabilità;
abbiamo vissuto la pandemia e, se è stata superata, è perché si è
attinto a questa lezione che oggi abbiamo ascoltato dai
protagonisti".
A margine del convegno, l'assessore alle Finanze Barbara Zilli ha
ribadito l'eccezionalità del percorso friulano. "Il Modello
Friuli è un esempio unico, mai replicato a livello
internazionale, fondato sulla delega ai sindaci e su una catena
istituzionale efficace coordinata da Zamberletti. Ma c'è stato
anche un ingrediente essenziale: la tenacia dei friulani, che
hanno trasformato la disperazione in un impegno instancabile per
ricostruire. Oggi questo patrimonio ci consegna gratitudine e la
responsabilità precisa di continuare a lavorare insieme
nell'interesse delle comunità".
L'evento, condotto da Paolo Mosanghini, condirettore NEM -
Messaggero Veneto, ha vito gli interventi di Dario Barnaba,
presidente dell'Associazione Consiglieri, di Roberto Dominici,
già assessore regionale alla ricostruzione, e di Giancarlo
Cruder, già sindaco di Tarcento e, in tempi successivi, già
presidente della Giunta regionale.
L'incontro ha anticipato inoltre i contenuti di un volume in
corso di pubblicazione, che raccoglierà leggi regionali,
documenti tecnici e contributi di analisi, con l'obiettivo di
mettere in luce le scelte di governance che si sono rivelate
vincenti nel processo di ricostruzione.
ARC/EP/al
Fedriga interviene al convegno inserito nel programma di eventi per il cinquantenario del sisma, dedicato al “Modello Friuli” svoltosi in auditorium Comelli nella sede della Regione di Udine in collaborazione con l’Associazione dei Consiglieri Regionali del Friuli Venezia Giulia e l’Associazione dei Comuni e dei Sindaci del terremoto.
L'intervento del governato Fedriga al convegno per il 50mo del terremoto sul Modello Friuli
L'intervento dell'assessore Riccardi al convegno sul Modello Friuli a Udine
Fedriga e Riccardi intervengono in un gremito auditorium Comelli
Fedriga e il moderatore Paolo Mosanghini (Gruppo Nem)
L'assessore Barbara Zilli in platea