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23.04.2026 16:52

Sanità: Riccardi, Rapporto Oasi Bocconi promuove Sistema Fvg

Udine, 23 apr - "Il Rapporto Oasi della Bocconi promuove il nostro servizio sanitario regionale, indicando dove ci siano margini di miglioramento. Il tema più forte che emerge è la necessità di riorganizzazione, concentrando la complessità negli ospedali hub, e l'investimento sul capitale umano".
Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, a conclusione del convegno di presentazione del Rapporto Oasi 2025 del Cergas-Centro di ricerche sulla Gestione dell'Assistenza sanitaria e sociale della Sda Bocconi che si è tenuto nell'aula Perraro del Santa Maria della Misericordia di Udine nel corso del convegno "La sanità italiana tra narrazioni consolatorie, criticità governabili e una doppia genda manageriale".
L'analisi restituisce un ritratto di un un sistema che funziona, caratterizzato da ottimi livelli di qualità dell'assistenza in termini di esiti di salute e aspettativa di vita, con un finanziamento per paziente superiore di circa 60 euro rispetto alla media nazionale, una condizione che impone la responsabilità di utilizzare al meglio le risorse.
In questo senso i margini di miglioramento indicati dai ricercatori si concentrano, come fa emergere il dato del nuovo sistema di garanzia, sull'assistenza territoriale e sulla prevenzione. Tra le indicazioni per migliorare i risultati, gli esperti del Cergas indicano che non è sufficiente lavorare solo sulla riduzione delle liste d'attesa, ma serve puntare con decisione sull'appropriatezza delle visite per governare l'accesso dei pazienti contrastando il fenomeno per cui l'offerta genera una domanda impropria, lavorare sulle reti ospedaliere, concentrando la complessità negli hub per garantire sicurezza attraverso alta casistica trattata e attrattività per i giovani medici.
Il rapporto smentisce inoltre le polemiche sul peso della sanità privata, confermando che il Friuli Venezia Giulia segue un modello a larghissima trazione pubblica, dove la componente privata rimane assolutamente minoritaria rispetto ad altre realtà nazionali e internazionali.
In questo quadro di eccellenza, spiccano i dati sull'assistenza alle persone non autosufficienti, dove la regione mostra una capacità di presa in carico nettamente superiore alla media: l'indicatore di investimento sulla residenzialità sociosanitaria e sociale è infatti pari al 16 per cento, ovvero il doppio rispetto alla media nazionale dell'8 per cento. Il primato si estende anche all'Assistenza domiciliare integrata (Adi), dove il territorio regionale raggiunge il 73 per cento di investimento a fronte di una media italiana del 31 per cento, consolidando la strategia di presa in carico della fragilità direttamente al domicilio.
Il tema del capitale umano, e in particolare del reclutamento e della selezione del personale infermieristico, è stato l'altro cardine. I ricercatori hanno indicato la valorizzazione delle retribuzioni, delle competenze e l'accompagnamento dei professionisti nei primi anni di lavoro come leve per contrastare la scarsa attrattività.
"La tendenza che vediamo confermata anche dai dati illustrati oggi è che la carenza di infermieri resta un tema di grande preoccupazione nell'intero paese e quindi anche qui: in generale, l'attrattività nei confronti delle nuove generazioni rispetto a quelle professioni è molto bassa. Su questo - ha ribadito Riccardi - noi abbiamo assunto delle decisioni importanti sul versante dell'incentivazione retributiva da una parte, e dall'altra stiamo sostenendo le nostre università ma anche lavorando ad accordi con atenei di altri Paesi, in particolare in Argentina, favorendo l'allineamento dei titoli di studio, la mediazione linguistica, strumenti di welfare e opportunità di ricongiunzione familiare".
Il rapporto ha confermato - grazie a un'analisi comparata di casi di studio che hanno riguardato oltre al Friuli Venezia Giulia, la Valle d'Aosta e la Liguria - come le reti cliniche rappresentino oggi il principale dispositivo di governo per superare la forza degli assetti istituzionali e garantire percorsi di cura coerenti.
Nel suo intervento "Rete clinica o rete di offerta" la direttrice master Emmas e Network Dasp del Cergas Valeria Tozzi ha citato il caso della Rete oncologica regionale del Friuli Venezia Giulia come un modello di efficienza allocativa in cui la rete è stata usata come strumento per ridisegnare l'offerta sanitaria, in particolare la chirurgia oncologica, mettendo forte enfasi sui criteri tecnici (volumi/esiti, accessibilità) per riallocare attività e concentrare servizi, facendo diventare la rete un "canale di implementazione delle decisioni regionali, mediando tra interessi locali e obiettivi di sistema". ARC/EP/ma