Udine, 23 apr - "Il Rapporto Oasi della Bocconi promuove il
nostro servizio sanitario regionale, indicando dove ci siano
margini di miglioramento. Il tema più forte che emerge è la
necessità di riorganizzazione, concentrando la complessità negli
ospedali hub, e l'investimento sul capitale umano".
Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, a conclusione del convegno di presentazione del
Rapporto Oasi 2025 del Cergas-Centro di ricerche sulla Gestione
dell'Assistenza sanitaria e sociale della Sda Bocconi che si è
tenuto nell'aula Perraro del Santa Maria della Misericordia di
Udine nel corso del convegno "La sanità italiana tra narrazioni
consolatorie, criticità governabili e una doppia genda
manageriale".
L'analisi restituisce un ritratto di un un sistema che funziona,
caratterizzato da ottimi livelli di qualità dell'assistenza in
termini di esiti di salute e aspettativa di vita, con un
finanziamento per paziente superiore di circa 60 euro rispetto
alla media nazionale, una condizione che impone la responsabilità
di utilizzare al meglio le risorse.
In questo senso i margini di miglioramento indicati dai
ricercatori si concentrano, come fa emergere il dato del nuovo
sistema di garanzia, sull'assistenza territoriale e sulla
prevenzione. Tra le indicazioni per migliorare i risultati, gli
esperti del Cergas indicano che non è sufficiente lavorare solo
sulla riduzione delle liste d'attesa, ma serve puntare con
decisione sull'appropriatezza delle visite per governare
l'accesso dei pazienti contrastando il fenomeno per cui l'offerta
genera una domanda impropria, lavorare sulle reti ospedaliere,
concentrando la complessità negli hub per garantire sicurezza
attraverso alta casistica trattata e attrattività per i giovani
medici.
Il rapporto smentisce inoltre le polemiche sul peso della sanità
privata, confermando che il Friuli Venezia Giulia segue un
modello a larghissima trazione pubblica, dove la componente
privata rimane assolutamente minoritaria rispetto ad altre realtà
nazionali e internazionali.
In questo quadro di eccellenza, spiccano i dati sull'assistenza
alle persone non autosufficienti, dove la regione mostra una
capacità di presa in carico nettamente superiore alla media:
l'indicatore di investimento sulla residenzialità sociosanitaria
e sociale è infatti pari al 16 per cento, ovvero il doppio
rispetto alla media nazionale dell'8 per cento. Il primato si
estende anche all'Assistenza domiciliare integrata (Adi), dove il
territorio regionale raggiunge il 73 per cento di investimento a
fronte di una media italiana del 31 per cento, consolidando la
strategia di presa in carico della fragilità direttamente al
domicilio.
Il tema del capitale umano, e in particolare del reclutamento e
della selezione del personale infermieristico, è stato l'altro
cardine. I ricercatori hanno indicato la valorizzazione delle
retribuzioni, delle competenze e l'accompagnamento dei
professionisti nei primi anni di lavoro come leve per contrastare
la scarsa attrattività.
"La tendenza che vediamo confermata anche dai dati illustrati
oggi è che la carenza di infermieri resta un tema di grande
preoccupazione nell'intero paese e quindi anche qui: in generale,
l'attrattività nei confronti delle nuove generazioni rispetto a
quelle professioni è molto bassa. Su questo - ha ribadito
Riccardi - noi abbiamo assunto delle decisioni importanti sul
versante dell'incentivazione retributiva da una parte, e
dall'altra stiamo sostenendo le nostre università ma anche
lavorando ad accordi con atenei di altri Paesi, in particolare in
Argentina, favorendo l'allineamento dei titoli di studio, la
mediazione linguistica, strumenti di welfare e opportunità di
ricongiunzione familiare".
Il rapporto ha confermato - grazie a un'analisi comparata di casi
di studio che hanno riguardato oltre al Friuli Venezia Giulia, la
Valle d'Aosta e la Liguria - come le reti cliniche rappresentino
oggi il principale dispositivo di governo per superare la forza
degli assetti istituzionali e garantire percorsi di cura
coerenti.
Nel suo intervento "Rete clinica o rete di offerta" la direttrice
master Emmas e Network Dasp del Cergas Valeria Tozzi ha citato il
caso della Rete oncologica regionale del Friuli Venezia Giulia
come un modello di efficienza allocativa in cui la rete è stata
usata come strumento per ridisegnare l'offerta sanitaria, in
particolare la chirurgia oncologica, mettendo forte enfasi sui
criteri tecnici (volumi/esiti, accessibilità) per riallocare
attività e concentrare servizi, facendo diventare la rete un
"canale di implementazione delle decisioni regionali, mediando
tra interessi locali e obiettivi di sistema".
ARC/EP/ma
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi interviene alla presentazione del Rapporto Oasi 2025 del Cergas-Centro di ricerche sulla Gestione dell’Assistenza sanitaria e sociale della Sda Bocconi a Udine
Il pubblico in aula Perraro a Udine
Il convegno di presentazione del Rapporto Oasi 2025 del Cergas-Centro di ricerche sulla Gestione dell’Assistenza sanitaria e sociale della Sda Bocconi
Riccardi interviene al Santa Maria della Misericordia di Udine