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20.04.2026 22:48

Salute: Riccardi, serve riorganizzazione per rispondere a cronicità

L'assessore ha partecipato ad una seduta pubblica nella sala consiliare del Municipio di Gorizia
Gorizia, 20 apr - "Il sistema sanitario attuale non è più pienamente adeguato ai bisogni di salute dei cittadini, sempre più orientati alla gestione della cronicità piuttosto che dell'acuzie. Ciò comporta la necessità di una riorganizzazione strutturale del sistema, attraverso un percorso che non prevede la chiusura di ospedali ma una loro revisione secondo standard nazionali, con l'obiettivo di garantire maggiore qualità, sicurezza delle cure e migliori esiti clinici".
È questa la riflessione al centro dell'intervento compiuto oggi a Gorizia dall'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi che ha partecipato ad una seduta pubblica in sala consiliare su temi dedicati alla salute nel territorio isontino. Oltre al sindaco Rodolfo Ziberna, alla giunta comunale e ai consiglieri, all'incontro era presente anche il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana e numerosi medici responsabili delle varie strutture dell'azienda giuliano isontina.
Nel corso del suo intervento Riccardi ha ribadito il principio del rispetto dei ruoli, sottolineando come alla politica spetti il compito di assumere decisioni sulla base delle indicazioni tecniche, mentre ai professionisti compete fornire gli elementi scientifici e operativi. "Non stiamo facendo altro - ha chiarito l'assessore regionale - che mettere in atto i contenuti del Dm70, applicando criteri che la scienza e la tecnica ci mettono a disposizione, senza avere la presunzione di entrare dentro a questa delicata partita".
L'assessore ha quindi evidenziato come il sistema sanitario, storicamente costruito per rispondere alle emergenze, debba oggi confrontarsi con una crescita significativa dei bisogni legati alla cronicità, cambiamento che non è stato accompagnato nel tempo da riforme sufficientemente incisive, anche a causa di resistenze e difficoltà decisionali. Da qui la necessità di intervenire in modo strutturale, attraverso una revisione della rete ospedaliera e dei modelli organizzativi, chiarendo che non si tratta di chiudere strutture ma di riorganizzarle per garantire maggiore qualità e sicurezza delle cure. "In questa prospettiva - ha spiegato ancora Riccardi - diventa fondamentale concentrare alcune attività in centri adeguati, in grado di assicurare volumi e competenze tali da migliorare gli esiti clinici. Noi dobbiamo riuscire a entrare nella logica in cui la risposta più appropriata al bisogno di salute non ha un confine territoriale".
Tra le criticità evidenziate anche quella legata alla carenza di personale sanitario, seppur il Friuli Venezia Giulia sia una tra le regioni italiane a soffrire meno di questo problema, tema che non dipende esclusivamente dalle risorse economiche investite, ma anche dalla difficoltà di rendere le organizzazioni attrattive per le nuove generazioni di professionisti. Nel suo intervento Riccardi ha inoltre richiamato il percorso di rafforzamento della sanità territoriale, anche attraverso l'applicazione del DM 77, indicato come uno degli strumenti per intercettare i bisogni dei cittadini prima che si trasformino in emergenze. Un cambiamento che richiede tempo ma che rappresenta una risposta concreta all'evoluzione della domanda di salute.
L'assessore ha infine sottolineato come le scelte in ambito sanitario siano spesso complesse e non sempre popolari, ma necessarie per garantire la sostenibilità del sistema, ribadendo l'importanza di rafforzare l'integrazione sociosanitaria e il ruolo dei Comuni, superando una visione esclusivamente ospedale-centrica. ARC/AL/ep