L'assessore ha partecipato ad una seduta pubblica nella sala
consiliare del Municipio di Gorizia
Gorizia, 20 apr - "Il sistema sanitario attuale non è più
pienamente adeguato ai bisogni di salute dei cittadini, sempre
più orientati alla gestione della cronicità piuttosto che
dell'acuzie. Ciò comporta la necessità di una riorganizzazione
strutturale del sistema, attraverso un percorso che non prevede
la chiusura di ospedali ma una loro revisione secondo standard
nazionali, con l'obiettivo di garantire maggiore qualità,
sicurezza delle cure e migliori esiti clinici".
È questa la riflessione al centro dell'intervento compiuto oggi a
Gorizia dall'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi
che ha partecipato ad una seduta pubblica in sala consiliare su
temi dedicati alla salute nel territorio isontino. Oltre al
sindaco Rodolfo Ziberna, alla giunta comunale e ai consiglieri,
all'incontro era presente anche il direttore generale di Asugi
Antonio Poggiana e numerosi medici responsabili delle varie
strutture dell'azienda giuliano isontina.
Nel corso del suo intervento Riccardi ha ribadito il principio
del rispetto dei ruoli, sottolineando come alla politica spetti
il compito di assumere decisioni sulla base delle indicazioni
tecniche, mentre ai professionisti compete fornire gli elementi
scientifici e operativi. "Non stiamo facendo altro - ha chiarito
l'assessore regionale - che mettere in atto i contenuti del Dm70,
applicando criteri che la scienza e la tecnica ci mettono a
disposizione, senza avere la presunzione di entrare dentro a
questa delicata partita".
L'assessore ha quindi evidenziato come il sistema sanitario,
storicamente costruito per rispondere alle emergenze, debba oggi
confrontarsi con una crescita significativa dei bisogni legati
alla cronicità, cambiamento che non è stato accompagnato nel
tempo da riforme sufficientemente incisive, anche a causa di
resistenze e difficoltà decisionali. Da qui la necessità di
intervenire in modo strutturale, attraverso una revisione della
rete ospedaliera e dei modelli organizzativi, chiarendo che non
si tratta di chiudere strutture ma di riorganizzarle per
garantire maggiore qualità e sicurezza delle cure. "In questa
prospettiva - ha spiegato ancora Riccardi - diventa fondamentale
concentrare alcune attività in centri adeguati, in grado di
assicurare volumi e competenze tali da migliorare gli esiti
clinici. Noi dobbiamo riuscire a entrare nella logica in cui la
risposta più appropriata al bisogno di salute non ha un confine
territoriale".
Tra le criticità evidenziate anche quella legata alla carenza di
personale sanitario, seppur il Friuli Venezia Giulia sia una tra
le regioni italiane a soffrire meno di questo problema, tema che
non dipende esclusivamente dalle risorse economiche investite, ma
anche dalla difficoltà di rendere le organizzazioni attrattive
per le nuove generazioni di professionisti. Nel suo intervento
Riccardi ha inoltre richiamato il percorso di rafforzamento della
sanità territoriale, anche attraverso l'applicazione del DM 77,
indicato come uno degli strumenti per intercettare i bisogni dei
cittadini prima che si trasformino in emergenze. Un cambiamento
che richiede tempo ma che rappresenta una risposta concreta
all'evoluzione della domanda di salute.
L'assessore ha infine sottolineato come le scelte in ambito
sanitario siano spesso complesse e non sempre popolari, ma
necessarie per garantire la sostenibilità del sistema, ribadendo
l'importanza di rafforzare l'integrazione sociosanitaria e il
ruolo dei Comuni, superando una visione esclusivamente
ospedale-centrica.
ARC/AL/ep