Commercio: Bini, okay criteri per aree indebolimento da rilanciare
La Giunta ha approvato la delibera che permetterà di individuare,
di concerto con i Comuni, le aree dove attivare contributi
specifici per nuove aperture, affitti, oneri fiscali e spese di
gestione dei negozi di prossimità Udine, 18 apr - "Con questa delibera la Regione compie un
passaggio decisivo per sostenere il commercio di vicinato. Una
volta individuate di concerto con i Comuni, nelle aree a
indebolimento commerciale sarà possibile attivare contributi per
l'avvio di nuove attività, per l'abbattimento degli oneri fiscali
connessi all'apertura nel primo anno di attività, per la
riduzione dei canoni di affitto e per il sostegno alle spese di
gestione, comprese quelle per stipendi di dipendenti e
collaboratori". Sono le parole dell'assessore regionale alle Attività produttive
Sergio Emidio Bini dopo l'approvazione da parte della Giunta
regionale della delibera che definisce i parametri e i criteri
per l'individuazione e la perimetrazione delle aree a
indebolimento commerciale, in attuazione del nuovo Codice
regionale del Commercio e del Turismo. Il provvedimento mette a
disposizione di Regione ed enti locali uno strumento tecnico
uniforme, oggettivo e verificabile per riconoscere i contesti
segnati da svuotamento commerciale, aumento dei locali sfitti e
riduzione dei servizi di prossimità. Nel dettaglio, le aree a indebolimento commerciale possono essere
individuate nei comuni aventi più di 5 mila abitanti, in maniera
complementare rispetto ai sussidi già vigenti per le attività
site nei piccoli comuni. I criteri prevedono l'individuazione di
due tipologie di aree a indebolimento commerciale: gli ambiti
territoriali e gli ambiti urbani omogenei. Nel primo caso, si
tratta di singole frazioni, località, borgate e altre
denominazioni locali, compreso il capoluogo comunale, qualora la
popolazione residente nel singolo ambito territoriale non superi
i 3.000 abitanti. Nel secondo caso, invece, si tratta di vie,
tratti di via, isolati o fronti edilizi continui, qualora la
popolazione residente nell'ambito sia superiore a 3.000 abitanti,
e che presenta un tasso di sfitto commerciale pari o superiore al
30%. Il tasso si calcola come rapporto percentuale tra il numero
di locali commerciali sfitti e il numero totale delle unità
commerciali presenti nell'ambito considerato. In ogni caso, la perimetrazione delle aree all'interno degli
ambiti con oltre 3.000 abitanti non potrà comprendere l'intero
centro urbano o vaste aree continue, ma dovrà privilegiare
comparti commerciali omogenei e contigui, come singoli isolati o
vie, in modo da rappresentare aree a effettivo indebolimento
commerciale. "L'approvazione dei parametri - ha spiegato Bini - rappresenta un
passaggio operativo essenziale per dare attuazione al Masterplan
del commercio, orientare le misure pubbliche di sostegno e
rafforzare la presenza dei servizi di vicinato nei territori
maggiormente esposti ai processi di indebolimento commerciale. In
questa fase di avvio della misura, sarà fondamentale la sinergia
tra Regione, amministrazioni locali e uffici tecnici, ai quali
forniremo a breve istruzioni operative per una rapida ed efficace
mappatura e rilevazione delle criticità del territorio".
L'aggiornamento delle aree a indebolimento commerciale avverrà
con cadenza minima triennale, sulla base dei dati rilevati dai
Comuni e validati dalla Regione.
ARC/PT/gg
Commercio: Bini, okay criteri per aree indebolimento da rilanciare