Cinema: Anzil, produzione su Fiume tra storia e identità di confine
Trieste, 16 apr - "Ritengo che questa pellicola abbia il
merito di rappresentare una stagione estremamente dinamica e
propulsiva della storia del confine orientale: un periodo
complesso e tragico, ma allo stesso tempo connotato dal fascino e
dal carisma che D'Annunzio sapeva esercitare su moltissimi
giovani soldati italiani reduci della prima guerra mondiale". Lo ha detto ieri sera a Udine il vicegovernatore con delega alla
Cultura Mario Anzil in occasione della prima del film "Alla Festa
della Rivoluzione", diretto da Arnaldo Catinari e che racconta
l'impresa di Fiume (1919-1920), declinata non solo come un atto
politico o militare, ma un'esplosione di esperienze, ideali e
provocazioni, un crocevia di ribellione e utopia, in cui si
mescolarono futurismo, trasgressione, sogni rivoluzionari e
spirito anarchico "in cui vi sono ancora pagine che meritano di
essere approfondite, come per esempio il testo della Carta del
Carnaro". Come ha spiegato Anzil, il sostegno della Regione nasce anche in
virtù di un cast di alto livello e di una regia capace di
perseguire un obiettivo artistico ambizioso, muovendosi con
equilibrio nel racconto di un'epoca per certi aspetti controversa. "È proprio questa la nostra cultura di confine: una cultura - ha
concluso il vicegovernatore - che ha la voglia e il coraggio di
guardare al passato con la consapevolezza che il futuro debba
essere costruito sui binari del dialogo e dell'amicizia tra i
popoli e le nazioni che ci circondano".
ARC/GG/al
Al centro il vicegovernatore Anzil con il cast del film
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