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14.04.2026 19:04

Porti: Amirante, corridoio Imec grande opportunità per scali Fvg

L'assessore è intervenuta alla tavola rotonda sul tema svoltasi nel pomeriggio all'Università di Trieste
Trieste, 14 apr - "Oggi è la giornata ideale per parlare del corridoio Imec, che rappresenta una grandissima occasione per l'ulteriore sviluppo dei porti del Friuli Venezia Giulia e di quello di Trieste in particolare per la sua rilevanza internazionale. Il tema della portualità è stato infatti centrale nel dibattito in Consiglio regionale, che ha visto l'approvazione all'unanimità di una mozione che chiede al Governo di riconoscere le specificità del nostro territorio nell'ambito delle scelte strategiche nazionali e di salvaguardare l'autonomia dei nostri scali".
È il pensiero espresso dall'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante nel corso della tavola rotonda dal titolo "Corridoio Imec: quali le nuove opportunità per Trieste e la sua portualità?", organizzata dall'ateneo giuliano e dall'Associazione nazionale donne elettrici, alla quale hanno preso parte la rettrice Donata Vianelli, la presidente dell'Ande Marina Rinaldi, i professori Gian Paolo Dolso (direttore del Dipartimento Iuslit), Giuseppe Borruso e Massimo Campailla, il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Marco Consalvo, il presidente dell'Associazione Trieste Summit Francesco Parisi.
Nel corso dell'incontro, che ha visto una rilevante affluenza di pubblico, sono state analizzate l'evoluzione delle dinamiche geopolitiche e la ridefinizione delle principali rotte commerciali internazionali e nello specifico del Corridoio Indo-Mediterraneo. "Il Friuli Venezia Giulia ha porti efficienti e moderni, ma anche una piattaforma logistica costituita da infrastrutture retroportuali strettamente interconnesse attraverso l'autostrada e il sistema ferroviario, che grazie all'Imec potrebbero rivelarsi particolarmente utili per l'intero Paese", ha detto l'assessore.
Amirante ha rimarcato che "interporti anche lontani dal mare, come quello di Pordenone, sono particolarmente utili sia per evitare la saturazione della capacità ferroviaria, sia per scaglionare il traffico in ingresso al porto. Questo avviene grazie a un accordo stipulato tra l'Authority e Autostrade Alto Adriatico, che ha permesso di mettere in campo un sistema digitale per la lettura anticipata delle targhe dei mezzi pesanti diretti al gate del porto, installato al casello del Lisert. In questo modo è possibile conoscere l'intensità dei flussi di traffico e regolarli, perché il problema della capacità, soprattutto dell'ultimo miglio, è un tema assolutamente centrale proprio nell'ambito del corridoio Imec".
L'esponente della Giunta ha sottolineato che "in attesa della decisione su dove sboccherà in Europa il corridoio con il Far East risultano strategici gli interventi infrastrutturali. In particolare, la stazione di Servola e le connessioni con la grande viabilità triestina, ma anche la ferrovia, che rappresenta la grande forza degli scali di Trieste e Monfalcone. Per aumentare la capacità di transito delle merci va rivista la connessione su rotaia tra Trieste e Monfalcone e deve essere affrontato il complesso tema dell'efficientamento della linea Trieste-Venezia".
L'assessore ha chiarito che "anche le linee Pontebbana e Adriatica necessitano di una serie di interventi: alcuni sono già finanziati e in fase di progettazione, come il ponte di Latisana, uno dei colli di bottiglia della rete ferroviaria; altri riguardano il nodo di Udine, con interventi in parte in fase di realizzazione e altri in via di progettazione e prossimi alla gara". ARC/MA/al