Province: Roberti, non necessaria la consultazione popolare
L'assessore in Consiglio regionale chiarisce: "Consultazione
prevista solo per eventuali modifiche dei confini" Pordenone, 14 apr - "L'istituzione delle nuove Province del
Friuli Venezia Giulia potrà avvenire senza ricorrere a un
referendum consultivo, poiché si tratta di ripristinare
circoscrizioni già esistenti. La consultazione delle popolazioni
è prevista, come lo era già prima dello scioglimento delle
Province dieci anni fa, dallo Statuto, per eventuali modifiche
future dei confini o per la creazione di nuovi enti, non per
questa fase iniziale di prima istituzione. Nell'interrogazione
probabilmente si è preso un abbaglio, confondendo ciò che è
previsto nell'ordinamento del Friuli Venezia Giulia". Lo ha chiarito l'assessore regionale alle Autonomie locali,
Pierpaolo Roberti, rispondendo in Consiglio regionale, attraverso
una dettagliata relazione anche con precisi riferimenti
giurisprudenziali, a un'interrogazione sul percorso di riforma
degli enti di area vasta in particolare sul tema dell'eventuale
ricorso alla consultazione referendaria. "Le attuali circoscrizioni provinciali - ha spiegato Roberti -
sono rimaste operative nel tempo per diverse funzioni
amministrative dello Stato e della Regione. Per questo motivo, la
loro reintroduzione come enti elettivi non comporta una modifica
dei confini e non richiede, in questa fase, il coinvolgimento
referendario delle popolazioni". L'assessore ha quindi ribadito che la Regione proseguirà
nell'iter legislativo con propria legge (portando la norma alla
discussione finale entro il mese di maggio) per il ripristino dei
quattro enti di area vasta elettivi, che ricalcheranno i
perimetri storici delle Province e manterranno competenze
fondamentali, in particolare in materia di edilizia scolastica e
viabilità. La legge regionale in fase di predisposizione rappresenta il
passaggio necessario dopo la recente modifica da parte del
Parlamento dello Statuto speciale, che ha reintrodotto un livello
intermedio di governo tra Regione e Comuni. Entrando nel merito della previsione statutaria che richiama
l'espressione "intese le popolazioni interessate", Roberti ha
precisato che la disposizione troverà applicazione solo in caso
di modifiche delle circoscrizioni o della denominazione degli
enti; ad esempio, con la creazione di nuove Province o la
variazione dei confini, sarà necessario attivare forme di
consultazione delle comunità locali. "In questa fase - ha ribadito infine l'assessore - la priorità è
dare attuazione alla riforma prevista dallo Statuto, istituendo
per la prima volta i nuovi Enti di area vasta. Un percorso
complesso, ma fondamentale per rafforzare l'assetto istituzionale
regionale con una riforma attesa dai territori per garantire
servizi più efficienti ai cittadini".
ARC/LIS/al
Province: Roberti, non necessaria la consultazione popolare