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14.04.2026 16:05

Case Comunità:Riccardi, oltre obiettivi Pnrr con risultati certificati

Agenas registra raggiungimento obiettivo Pnrr per l'assistenza domiciliare con superamento soglia del 10% di over 65 assistiti Trieste, 13 apr - "I dati ufficiali smentiscono le letture di parte: il Friuli Venezia Giulia ha già attivato servizi nel 93,8 per cento delle Case della Comunità programmate e ha appena ricevuto la certificazione Agenas per il raggiungimento del target PNRR sull'assistenza domiciliare". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, rispondendo in Aula a un'interrogazione riguardante l'attuazione della rete territoriale. Secondo l'esponente della Giunta, sulle Case di Comunità l'opposizione "sovrappone capziosamente due piani distinti: la realizzazione delle strutture finanziate dal PNRR e l'attuazione del modello organizzativo del DM 77, che per sua natura è progressiva e parte proprio dai risultati infrastrutturali che l'Europa ci consegna". Per l'esponente della Giunta, tentare di dimostrare un fallimento basandosi su dati parziali "è un'operazione di parte che ignora la distinzione essenziale tra i target europei e gli standard organizzativi nazionali". "Mentre si tenta di accreditare un presunto fallimento parlando di sole 6 strutture, il monitoraggio Agenas al 31 dicembre 2025 certifica che su 32 Case della Comunità programmate, ben 30 hanno almeno un servizio attivo" ha precisato Riccardi, evidenziando come il dato regionale (93,8 per cento) sia quasi il doppio della media nazionale, ferma al 45,5 per cento. L'assessore ha chiarito che il PNRR vincola la realizzazione di 23 strutture entro giugno 2026 — obiettivo che la Corte dei Conti ha già confermato essere in via di completamento — mentre la Regione ha scelto di investirne altre 9 con risorse proprie per una copertura più capillare. Una conferma dei risultati raggiunti è arrivata proprio in queste ore con la certificazione Agenas del raggiungimento del target PNRR relativo all'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), avendo superato la soglia del 10 per cento di presa in carico della popolazione over 65. A questo si aggiunge il successo del nuovo numero 116117, che ha già gestito oltre 20.000 chiamate in soli due mesi. "Queste tappe danno il senso della riforma: un modello che identifica nella casa il primo luogo di cura" ha commentato Riccardi, spiegando che la rete, composta da Case della Comunità, Ospedali di Comunità, Centrali Operative Territoriali, infermieri di famiglia, "non è solo sulla carta ma progressivamente e concretamente operativa". Il rafforzamento della sanità territoriale è "un percorso - ha osservato Riccardi - che deve recuperare ritardi stratificati e costruire condizioni di maggiore equità nell'accesso ai servizi, oggi ancora influenzate da scelte organizzative del passato e da assetti che hanno privilegiato a lungo una risposta centrata sulle acuzie". La riforma si fonda su un progressivo riequilibrio verso la presa in carico della cronicità, dell'invecchiamento della popolazione e della continuità assistenziale, con l'obiettivo di rendere più omogenea l'offerta tra territori diversi e rafforzare l'integrazione tra medicina generale, servizi territoriali e rete ospedaliera. "Un cambiamento che richiede tempo, ma che si sta sviluppando lungo una traiettoria chiara, sostenuta da investimenti, standard nazionali e risultati già certificati" ha concluso Riccardi. ARC/EP/al