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13.04.2026 21:09

Eventi:Zilli, nel libro di Floramo memoria dei terremoti imprime anime

Majano, 13 apr - "La memoria dei terremoti non è solo il racconto del dolore, ma il fondamento della nostra identità e della nostra capacità di costruire futuro".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli intervenendo all'Hospitale di San Giovanni di San Tomaso di Majano alla presentazione del volume "Di scjas in scjas: i taramots inte storie furlane" di Angelo Floramo, promosso da La Patrie dal Friûl.
All'incontro, moderato dal direttore Walter Tomada, sono intervenuti anche il presidente dell'associazione editrice Andrea Valcic e il curatore del volume Andrea Venier.
"Questo luogo, che da secoli accoglie pellegrini e storie, è il contesto ideale per riflettere su due anniversari che parlano alla stessa anima: gli 80 anni de La Patrie dal Friûl e i 50 anni dal terremoto del 1976 - ha sottolineato Zilli -. Il lavoro di Floramo ci ricorda che il sisma non è un evento isolato, ma una componente della nostra storia, che ha forgiato il carattere e la tenacia della nostra comunità".
L'assessore ha evidenziato il valore dell'opera nel trasformare la memoria in consapevolezza collettiva: "La storia del Friuli è la storia di un popolo che, nonostante le cadute, ha sempre saputo dove rimettere la prima pietra. Non abbiamo ricostruito solo case, ma un senso profondo di appartenenza".
Un passaggio è stato dedicato al significato del ricordo del terremoto del 1976: "Per chi lo ha vissuto o ne ha ereditato la memoria, il sisma è una ferita che si è fatta cicatrice. E le cicatrici non parlano solo del dolore, ma della capacità di guarire, di rialzarsi e di diventare più forti".
Zilli ha quindi rimarcato come la memoria debba essere orientata al futuro: "Questo libro, nato dalle pagine de La Patrie dal Friûl, è una memoria collettiva strutturata che deve entrare nel nostro Dna di ingegno: non per fermarsi al passato, ma per continuare a costruire il Friuli di domani con consapevolezza e responsabilità".
Infine, l'assessore ha voluto rendere omaggio a una figura recentemente scomparsa: "Rivolgiamo un pensiero commosso a Roberto Ongaro, custode appassionato della nostra identità. Se oggi possiamo raccontare la nostra storia con profondità e amore, lo dobbiamo anche a persone come lui".
"Le pagine di Floramo - ha concluso Zilli - ci insegnano che siamo un popolo tenace, capace di non arrendersi e di guardare avanti. È questa la nostra forza, ed è da qui che dobbiamo continuare a partire". ARC/SSA/ma