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13.04.2026 18:05

Università:Rosolen, Fvg evolve da offerta alloggi a sistema di servizi

Udine, 13 apr - "Il Friuli Venezia Giulia sta compiendo un passaggio profondo: non abbiamo più bisogno di dormitori, ma di sistemi capaci di offrire servizi completi agli studenti, in grado di accompagnarli lungo tutto il loro percorso formativo e di vita. Il diritto allo studio è una leva per lo sviluppo".
Lo ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione e università Alessia Rosolen intervenendo oggi a Udine alla tavola rotonda "Connessioni fra i servizi per il diritto allo studio e gli attori dello sviluppo economico e sociale del territorio", nell'ambito della Giornata del diritto allo studio, ospitata nel nuovo Camplus inaugurato per l'occasione.
Nel suo intervento, Rosolen ha evidenziato come il sistema regionale del diritto allo studio si stia evolvendo in chiave di innovazione sociale: "L'università non può essere considerata un semplice luogo di formazione e residenza, ma un ecosistema articolato che integra servizi, opportunità e relazioni con il territorio".
L'assessore ha posto l'accento sulla necessità di rafforzare il legame tra formazione e prospettive occupazionali: "Non è sufficiente offrire un'alta qualità formativa per attrarre studenti durante il periodo universitario: dobbiamo immaginare come accompagnarli nel percorso post universitario, aprendogli le porte del mercato del lavoro e mantenendoli all'interno della comunità in cui si sono formati".
Un tema, quello della permanenza dei giovani qualificati, che si intreccia con i dati demografici e con le scelte strategiche della Regione: "Negli ultimi vent'anni abbiamo perso circa 20mila laureati che si sono trasferiti in altre regioni o principalmente all'estero: persone sulle quali sono state investite risorse importanti e rispetto alle quali dobbiamo interrogarci su come valorizzarne la presenza sul territorio".
Rosolen ha quindi richiamato il ruolo delle politiche europee e regionali: "Abbiamo scelto di affiancare alle risorse regionali l'utilizzo del Fondo sociale europeo, ampliando in maniera significativa la platea dei beneficiari e rafforzando il sistema complessivo del diritto allo studio".
Particolare attenzione è stata dedicata all'internazionalizzazione: "Nell'anno accademico 2020-2021 gli studenti extra Ue erano 546; oggi sono 1.715. Su questi giovani investiamo risorse con l'obiettivo di trattenerli anche nel percorso post universitario, favorendone l'inserimento nel tessuto economico e sociale regionale".
Infine, l'assessore ha ribadito l'importanza di un approccio integrato: "Garantiamo non solo alloggi, ma anche trasporti, mobilità internazionale, iniziative culturali e sportive, servizi di supporto e inclusione. È questo l'insieme che rende attrattivo e competitivo il nostro sistema universitario".
In conclusione, Rosolen ha ringraziato l'Amministrazione regionale, l'Ardis e la Fondazione Friuli per la lungimiranza dimostrata nel sostenere un modello evoluto e integrato di diritto allo studio come quello del nuovo Camplus Manin. ARC/SSA/ma