Università:Rosolen, Fvg evolve da offerta alloggi a sistema di servizi
Udine, 13 apr - "Il Friuli Venezia Giulia sta compiendo un
passaggio profondo: non abbiamo più bisogno di dormitori, ma di
sistemi capaci di offrire servizi completi agli studenti, in
grado di accompagnarli lungo tutto il loro percorso formativo e
di vita. Il diritto allo studio è una leva per lo sviluppo". Lo ha affermato l'assessore regionale all'Istruzione e università
Alessia Rosolen intervenendo oggi a Udine alla tavola rotonda
"Connessioni fra i servizi per il diritto allo studio e gli
attori dello sviluppo economico e sociale del territorio",
nell'ambito della Giornata del diritto allo studio, ospitata nel
nuovo Camplus inaugurato per l'occasione. Nel suo intervento, Rosolen ha evidenziato come il sistema
regionale del diritto allo studio si stia evolvendo in chiave di
innovazione sociale: "L'università non può essere considerata un
semplice luogo di formazione e residenza, ma un ecosistema
articolato che integra servizi, opportunità e relazioni con il
territorio". L'assessore ha posto l'accento sulla necessità di rafforzare il
legame tra formazione e prospettive occupazionali: "Non è
sufficiente offrire un'alta qualità formativa per attrarre
studenti durante il periodo universitario: dobbiamo immaginare
come accompagnarli nel percorso post universitario, aprendogli le
porte del mercato del lavoro e mantenendoli all'interno della
comunità in cui si sono formati". Un tema, quello della permanenza dei giovani qualificati, che si
intreccia con i dati demografici e con le scelte strategiche
della Regione: "Negli ultimi vent'anni abbiamo perso circa 20mila
laureati che si sono trasferiti in altre regioni o principalmente
all'estero: persone sulle quali sono state investite risorse
importanti e rispetto alle quali dobbiamo interrogarci su come
valorizzarne la presenza sul territorio". Rosolen ha quindi richiamato il ruolo delle politiche europee e
regionali: "Abbiamo scelto di affiancare alle risorse regionali
l'utilizzo del Fondo sociale europeo, ampliando in maniera
significativa la platea dei beneficiari e rafforzando il sistema
complessivo del diritto allo studio". Particolare attenzione è stata dedicata
all'internazionalizzazione: "Nell'anno accademico 2020-2021 gli
studenti extra Ue erano 546; oggi sono 1.715. Su questi giovani
investiamo risorse con l'obiettivo di trattenerli anche nel
percorso post universitario, favorendone l'inserimento nel
tessuto economico e sociale regionale". Infine, l'assessore ha ribadito l'importanza di un approccio
integrato: "Garantiamo non solo alloggi, ma anche trasporti,
mobilità internazionale, iniziative culturali e sportive, servizi
di supporto e inclusione. È questo l'insieme che rende attrattivo
e competitivo il nostro sistema universitario". In conclusione, Rosolen ha ringraziato l'Amministrazione
regionale, l'Ardis e la Fondazione Friuli per la lungimiranza
dimostrata nel sostenere un modello evoluto e integrato di
diritto allo studio come quello del nuovo Camplus Manin.
ARC/SSA/ma
L’assessore regionale all’Istruzione e università Alessia Rosolen
L’assessore regionale all’Istruzione e università Alessia Rosolen
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