Udine, 13 apr - "Il disegno di legge sulle politiche abitative
regionali nasce da un lungo lavoro di ascolto e aggiorna la
risposta pubblica a bisogni abitativi che oggi sono più ampi e
più differenziati rispetto al passato. L'obiettivo è garantire il
diritto all'abitazione, migliorare il processo di programmazione,
collegare il tema della casa alla rigenerazione urbana e
territoriale e offrire strumenti più adatti ai diversi contesti
del Friuli Venezia Giulia".
Sono le parole dell'assessore regionale alle Infrastrutture e
Territorio, Cristina Amirante, intervenuta oggi a Udine, nel
palazzo della Regione, alla seduta del Consiglio delle autonomie
locali (Cal) chiamato a esprimere l'intesa sullo schema di
disegno di legge "Disposizioni in materia di politiche abitative
regionali". Il Cal ha dato parere positivo all'unanimità.
Come ha spiegato Amirante, "il testo modifica l'impianto della
legge del 2016 nella parte che ha mostrato maggiori limiti, a
partire dal processo di programmazione. La proposta - ha
dettagliato l'assessore - è il risultato del percorso di ascolto
svolto tra il 2024 e il 2025 attraverso incontri con i Comuni,
soggetti pubblici e privati, con sessioni plenarie e confronti
mirati sui diversi territori. A questo lavoro si sono aggiunti
attività di studio e comparazione, con approfondimenti sviluppati
anche su esperienze osservate nella vicina Austria".
"Il quadro attuale presenta esigenze molto diverse rispetto a
dieci anni fa - ha osservato Amirante -. Accanto alle situazioni
di maggiore fragilità e all'edilizia sovvenzionata tradizionale,
cresce infatti l'area della cosiddetta 'fascia grigia' o 'fascia
intermedia', con bisogni abitativi nuovi e articolati. Per questo
il disegno di legge interviene sulle diverse tipologie di
risposta: emergenza abitativa, edilizia sovvenzionata, edilizia
agevolata e convenzionata, locazione e formule che possono
attivarsi, anche attraverso partenariati pubblico-privati".
Uno dei cardini della riforma riguarda la rilevazione del
fabbisogno abitativo, che viene ricondotta a una lettura più
aderente alle caratteristiche dei singoli territori. "La proposta
punta infatti a distinguere con maggiore precisione le esigenze
delle aree turistiche, dei contesti a vocazione industriale,
delle zone segnate da emergenze abitative e dei territori nei
quali aumenta la fascia intermedia - ha spiegato l'esponente
dell'Esecutivo -. In questo quadro ai Comuni viene riconosciuto
un ruolo importante nella rilevazione dei bisogni".
Amirante ha inoltre spiegato che i nuovi Tavoli territoriali
saranno coordinati dalle Aziende territoriali per l'edilizia
residenziale (Ater), individuate come soggetti vicini ai
territori e già in grado di leggere con continuità le dinamiche
locali. "La scelta - ha spiegato - nasce dalla volontà di rendere
più efficace il sistema, dopo che la partecipazione diretta della
Regione a tutti i tavoli territoriali aveva mostrato limiti
operativi".
Un asse centrale del provvedimento riguarda il collegamento
stretto tra politiche abitative e nuova legge urbanistica. La
casa viene riportata dentro i processi di rigenerazione urbana
come elemento della pianificazione e come parte dei programmi di
riqualificazione, recupero e trasformazione dei contesti urbani.
In questa impostazione rientra anche la possibilità di
considerare l'abitare come standard urbanistico e come fattore
che orienta la qualità dei progetti.
L'assessore ha richiamato anche il tema della mixité urbana, cioè
l'integrazione delle funzioni abitative all'interno dei contesti
urbani, superando modelli fondati sulla separazione rigida delle
destinazioni. La direzione indicata è quella di riportare la casa
dentro quartieri, paesi e città come presenza viva, collegata ai
servizi, alla qualità dello spazio e alla vita quotidiana delle
comunità.
ARC/PT/ma
L'assessore Amirante al Cal
L'assessore Amirante al Cal
L'assessore Amirante al Cal