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10.04.2026 11:26

Salute: Riccardi, Asufc certifica modello percorso per tumore prostata

Udine, 10 apr - "La politica approvando la rete oncologica regionale ha fatto la sua parte. Ora spetta al sistema professionale, nei luoghi stabiliti, procedere. Il lavoro presentato oggi rappresenta un passaggio simbolicamente e concretamente importante: certifica un modello organizzativo che mette al centro il paziente e la qualità degli esiti, e che può diventare riferimento anche per altri percorsi specialistici".
Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo questa mattina a Udine al convegno "Percorsi di diagnosi e cura del tumore della prostata: gli specialisti del Fvg si incontrano", promosso in occasione della presentazione del nuovo Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) dedicato al tumore della prostata certificato da Asufc.
"Viviamo un momento complesso per il servizio sanitario - ha evidenziato Riccardi - segnato da profondi cambiamenti, dalla carenza di personale e da una crescente complessità dei bisogni. Ridurre tutto alla mancanza di risorse o operatori è una semplificazione che non restituisce la realtà: le risposte devono essere prima di tutto strutturali e organizzative".
L'assessore ha quindi ripercorso le principali azioni intraprese dalla Regione negli ultimi anni: "In otto anni, con una pandemia nel mezzo, abbiamo fatto scelte fondamentali. La prima è stata la revisione del modello istituzionale, con la definizione di tre aziende imperniate sul rapporto tra ospedale Hub e Spoke e di cui due integrate con le università: una riorganizzazione che si è rivelata decisiva per affrontare l'emergenza Covid e che ha superato le criticità di un sistema frammentato. La soluzione non è aumentare il numero delle aziende, ma rafforzare l'integrazione. Inoltre - ha aggiunto - abbiamo scelto di ricondurre l'intero percorso oncologico dentro il perimetro del sistema pubblico, garantendo uniformità e qualità nella presa in carico".
Riccardi ha poi sottolineato il lavoro in corso sul territorio: "Stiamo dando piena attuazione alla strutturazione della sanità territoriale, già prevista da riforme avviate anni fa che non hanno trovato nel tempo l'applicazione. Senza una rete territoriale solida, anche i percorsi più avanzati rischiano di non reggere alla prova dei fatti".
Infine, un passaggio sulla rete oncologica regionale: "L'ultimo documento di programmazione in ambito oncologico risaliva al 1998. Oggi stiamo costruendo una rete aggiornata e coerente con i bisogni attuali. Esperienze come quella del PDTA prostata possono rappresentare un modello da estendere ad altre specialità".
Nel suo intervento, l'assessore ha anche richiamato l'importanza di un cambiamento culturale: "Non dobbiamo indebolire il sistema continuando a difendere una visione centrata esclusivamente sull'acuzie. Risorse e personale sono temi reali, ma vanno collocati dentro una riorganizzazione complessiva. La politica ha definito regole e obiettivi: ora spetta al sistema professionale proseguire con responsabilità in questo percorso".
Il nuovo PDTA per il tumore della prostata, al centro del convegno, punta a garantire appropriatezza clinica, uniformità dei percorsi e integrazione tra ospedale e territorio, promuovendo una presa in carico multidisciplinare e continua del paziente, dalla diagnosi alla fase riabilitativa, con l'obiettivo di migliorare gli esiti e la qualità di vita. ARC/SSA/al