Udine, 10 apr - "La politica approvando la rete oncologica
regionale ha fatto la sua parte. Ora spetta al sistema
professionale, nei luoghi stabiliti, procedere. Il lavoro
presentato oggi rappresenta un passaggio simbolicamente e
concretamente importante: certifica un modello organizzativo che
mette al centro il paziente e la qualità degli esiti, e che può
diventare riferimento anche per altri percorsi specialistici".
Lo ha dichiarato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, intervenendo questa mattina a Udine al convegno
"Percorsi di diagnosi e cura del tumore della prostata: gli
specialisti del Fvg si incontrano", promosso in occasione della
presentazione del nuovo Percorso
Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) dedicato al tumore
della prostata certificato da Asufc.
"Viviamo un momento complesso per il servizio sanitario - ha
evidenziato Riccardi - segnato da profondi cambiamenti, dalla
carenza di personale e da una crescente complessità dei bisogni.
Ridurre tutto alla mancanza di risorse o operatori è una
semplificazione che non restituisce la realtà: le risposte devono
essere prima di tutto strutturali e organizzative".
L'assessore ha quindi ripercorso le principali azioni intraprese
dalla Regione negli ultimi anni: "In otto anni, con una pandemia
nel mezzo, abbiamo fatto scelte fondamentali. La prima è stata la
revisione del modello istituzionale, con la definizione di tre
aziende imperniate sul rapporto tra ospedale Hub e Spoke e di cui
due integrate con le università: una riorganizzazione che si è
rivelata decisiva per affrontare l'emergenza Covid e che ha
superato le criticità di un sistema frammentato. La soluzione non
è aumentare il numero delle aziende, ma rafforzare
l'integrazione. Inoltre - ha aggiunto - abbiamo scelto di
ricondurre l'intero percorso oncologico dentro il perimetro del
sistema pubblico, garantendo uniformità e qualità nella presa in
carico".
Riccardi ha poi sottolineato il lavoro in corso sul territorio:
"Stiamo dando piena attuazione alla strutturazione della sanità
territoriale, già prevista da riforme avviate anni fa che non
hanno trovato nel tempo l'applicazione. Senza una rete
territoriale solida, anche i percorsi più avanzati rischiano di
non reggere alla prova dei fatti".
Infine, un passaggio sulla rete oncologica regionale: "L'ultimo
documento di programmazione in ambito oncologico risaliva al
1998. Oggi stiamo costruendo una rete aggiornata e coerente con i
bisogni attuali. Esperienze come quella del PDTA prostata possono
rappresentare un modello da estendere ad altre specialità".
Nel suo intervento, l'assessore ha anche richiamato l'importanza
di un cambiamento culturale: "Non dobbiamo indebolire il sistema
continuando a difendere una visione centrata esclusivamente
sull'acuzie. Risorse e personale sono temi reali, ma vanno
collocati dentro una riorganizzazione complessiva. La politica ha
definito regole e obiettivi: ora spetta al sistema professionale
proseguire con responsabilità in questo percorso".
Il nuovo PDTA per il tumore della prostata, al centro del
convegno, punta a garantire appropriatezza clinica, uniformità
dei percorsi e integrazione tra ospedale e territorio,
promuovendo una presa in carico multidisciplinare e continua del
paziente, dalla diagnosi alla fase riabilitativa, con l'obiettivo
di migliorare gli esiti e la qualità di vita.
ARC/SSA/al
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi