La struttura decentrata del Presidio ospedaliero di Udine
contribuirà a promuovere il modello della sanità in prossimità
Cividale del Friuli, 9 apr - L'inaugurazione del nuovo centro
dialisi di Cividale rappresenta un risultato di grande rilievo
per il sistema sanitario regionale e per il territorio, frutto di
un lavoro lungo e complesso condiviso da amministratori locali,
professionisti, associazioni e istituzioni. Un percorso non
sempre facile, ma che ha saputo mantenere una visione chiara:
garantire risposte concrete e sicure ai bisogni di salute delle
persone.
Questi, in sintesi, i concetti espressi dall'assessore regionale
alla Salute all'odierna inaugurazione del nuovo Centro dialisi a
Cividale del Friuli, Centro ad assistenza decentrata incardinato
nella Struttura operativa complessa (Soc) di Nefrologia, Dialisi
e Trapianto renale del Presidio ospedaliero "Santa Maria della
Misericordia" di Udine. Al taglio del nastro hanno partecipato,
tra gli altri, il direttore generale dell'Azienda sanitaria
universitaria Friuli centrale (Asufc), la direttrice del
Distretto sociosanitario del Natisone, il presidente regionale
dell'Associazione nazionale emodializzati e numerosi
professionisti operanti nel comparto.
La struttura è stata aperta nell'ambito del progetto del nuovo
Padiglione di Levante, partito nel 2007 con un finanziamento
iniziale di 7.150.000 euro con l'obiettivo di ospitare la sede
del distretto sanitario. Il definitivo completamento e la
conseguente attivazione della dialisi sono stati resi possibili
solo recentemente dall'Asufc, grazie all'integrazione di 470.000
euro di fondi già disponibili con un'ulteriore quota di 389.077
euro, assegnata dalla Regione.
Come è emerso dal messaggio dell'esponente dell'Esecutivo, il
valore del centro dialisi di Cividale non risiede solo nella
nuova struttura, ma nel modello di sanità che incarna. Oggi - è
stato sottolineato - la dialisi non è più legata esclusivamente
all'ospedale, ma può essere erogata in un contesto territoriale,
più vicino ai cittadini e più adatto a gestire la cronicità, per
migliorare la qualità della vita dei pazienti, consentendo loro
di ricevere cure adeguate senza essere costretti a continui
accessi ospedalieri.
I risultati raggiunti - grazie alla competenza e alla dedizione
dei professionisti sanitari - registrano che nel 2025 sono state
effettuate oltre 75 mila dialisi e che l'ambulatorio nefrologico
ha garantito centinaia di prime visite e migliaia di controlli.
Cividale, è stato sottolineato nell'occasione, diventa un
presidio strategico nella risposta alla cronicità, dimostrando
come il futuro della sanità passi da una rete territoriale forte,
integrata con l'ospedale e orientata alla prossimità. Un modello
replicabile, fondato su sicurezza, innovazione e centralità della
persona, che rappresenta una risposta concreta alle
trasformazioni dei bisogni di salute e alle sfide del sistema
sanitario.
Il nuovo centro si distingue per le sue caratteristiche
tecnologiche e organizzative all'avanguardia, con 15 posti
tecnici in area clinica, un posto dedicato all'osservazione
post-dialisi e 20 apparecchiature di ultima generazione. Sono 49
i pazienti emodializzati cronici attualmente presi in carico, il
30% del totale dei pazienti dializzati afferenti alla Soc di
Nefrologia, Dialisi e Trapianto renale di Udine.
L'equipe medica è composta da 22 operatori del personale del
comparto (infermieristico e di supporto), mentre è garantita la
presenza del personale medico della struttura di Udine in tutti i
turni di cura, articolati su due fasce giornaliere (mattina e
pomeriggio) dal lunedì al sabato. L'utenza servita, è stato
spiegato, è considerata fragile con un'età media di 76 anni e
pazienti spesso affetti da diabete e cardiopatie, immunodepressi
e con necessità di trasporti organizzati.
ARC/PAU/ep
Una veduta interna del centro dialisi a Cividale