Salute: Riccardi, Case comunità pilastro di nuova sanità territoriale
L'assessore a Fontanafredda per illustrare Casa della comunità di
Sacile. "Risposta concreta a cronicità e bisogni emergenti" Fontanafredda, 7 apr - "La Casa della comunità rappresenta un
tassello fondamentale nel rafforzamento della medicina
territoriale: un luogo di prossimità, accessibile e integrato,
capace di garantire continuità assistenziale e risposte sempre
più appropriate ai bisogni di salute dei cittadini. In
particolare, alle esigenze legate all'aumento delle patologie
croniche, che devono trovare risposta sempre più a livello
territoriale e domiciliare, contribuendo anche a ridurre gli
accessi impropri ai pronto soccorso, che devono concentrarsi sui
fenomeni più gravi". Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, intervenendo questa sera a Fontanafredda nel corso di
un incontro pubblico in Municipio dedicato alla presentazione del
nuovo modello organizzativo della sanità territoriale, di cui la
Casa di comunità di Sacile rappresenta uno dei presidi di
riferimento per l'Ambito distrettuale del Livenza. All'incontro
ha partecipato anche il direttore generale di AsFo, Giuseppe
Tonutti, insieme allo staff tecnico impegnato nello sviluppo
della medicina territoriale. "Il punto centrale - ha proseguito Riccardi - è il cambiamento
del modello organizzativo: oggi la sanità deve rispondere a una
società che invecchia sempre di più e in cui crescono le
cronicità. Il sistema costruito in passato era fortemente
orientato alla gestione delle acuzie, ma non ha tenuto il passo
con l'evoluzione dei bisogni. È necessario spostare il baricentro
verso il territorio, dove le Case di comunità rappresentano il
primo livello di risposta". "In questo contesto - ha aggiunto l'assessore - le Case della
comunità hanno anche l'obiettivo di intercettare i bisogni prima
che si trasformino in accessi impropri al pronto soccorso,
offrendo risposte di prossimità attraverso un'organizzazione
integrata dei servizi e delle professionalità". Riccardi ha quindi richiamato il tema della carenza dei medici di
medicina generale: "Serve rifondare le condizioni per rendere
nuovamente attrattiva la medicina generale e rafforzare il
rapporto fiduciario con i cittadini. È una sfida complessa, ma
necessaria per garantire sostenibilità al sistema nel medio e
lungo periodo". La Casa di comunità si configura come punto di riferimento per
l'assistenza non urgente, con accesso diretto dalle 8 alle 20,
mentre nelle ore notturne è attiva la continuità assistenziale
(ex guardia medica), destinata a confluire, dopo la metà di
aprile, nel Numero europeo armonizzato 116117 per le cure mediche
non urgenti. All'interno della struttura sono garantiti percorsi di presa in
carico continuativa, con particolare attenzione alle patologie
croniche - tra cui diabete, malattie cardiovascolari e
respiratorie - attraverso ambulatori dedicati e il coinvolgimento
integrato di medici di medicina generale e personale
infermieristico. Prosegue inoltre l'attività di assistenza
domiciliare programmata, con un ruolo centrale affidato
all'infermiere di famiglia e comunità. "Stiamo accompagnando questo cambiamento con un lavoro di ascolto
e di presenza sul territorio - ha concluso Riccardi - spiegando
ai cittadini le ragioni di queste scelte complicate. Ma quando
c'è disponibilità all'ascolto e trasparenza, anche processi
complessi vengono compresi dalla popolazione. Si tratta di una
riforma che richiede tempo, ma che nasce da valutazioni condivise
con i professionisti, ai quali va riconosciuto l'impegno nel
costruire la sanità del futuro".
ARC/LIS/ep
Salute: Riccardi, Case comunità pilastro di nuova sanità territoriale