Udine, 2 apr - "Il Far East Film Festival è stato precursore di
quella cultura di frontiera che oggi la Regione sostiene con
convinzione: chi ha saputo sognare e realizzare quei sogni può
essere artefice di una nuova stagione di rinascita culturale".
È questo il riconoscimento che il vicegovernatore con delega alla
Cultura Mario Anzil ha voluto attribuire da parte della Regione
Friuli Venezia Giulia alla 28esima edizione del festival del
cinema dell'estremo oriente che si terrà a Udine dal 24 aprile al
2 maggio.
Anzil, nel portare il saluto del governatore Massimiliano Fedriga
alla conferenza stampa di presentazione che si è svolta
stamattina al Visionario, ha sottolineato la capacità dei
promotori - a cominciare dagli ideatori Sabrina Baracetti e
Thomas Bertacche del Centro espressioni cinematogrfiche - di
vincere la sfida di creare un legame tra Udine e il Far East nel
nome della settima arte.
"Attraverso il cinema, con la sua capacità di farci evadere
nell'incanto dell'impossibile, possiamo guardare ai popoli
lontani con occhi nuovi: il cinema orientale ci racconta
moltitudini, dialogo e pace - ha detto Anzil, ricordando la
centralità del Friuli Venezia Giulia nei rapporti verso l'oriente
-. Da Nord-Est possiamo diventare centro dell'Europa grazie alla
cultura: è questa la visione della Regione, che considera la
cultura una leva strategica per creare luoghi in cui sia sempre
più bello vivere".
Un'edizione numericamente tra le più copiose di sempre: 76
titoli, 52 in concorso e 24 fuori concorso, provenienti da 12
nazioni. Di questi, 8 anteprime mondiali, 18 anteprime
internazionali, 22 anteprime europee e 20 anteprime italiane (il
film di chiusura verrà annunciato l'8 aprile).
Il Far East Film Festival, che ha ancora la sua casa principale
al Teatro Giovanni da Udine, affida il film di apertura a
Singapore con la pellicola "We Are All Strangers" di Anthony
Chen, già ospite a Udine in passato.
Apice dello spettacolo l'assegnazione del Gelso d'Oro alla
Carriera a due star del cinema orientale: la diva cinese Fan
Bingbing, attrice, produttrice, icona della moda, e il divo
giapponese Yakusho Koji, protagonista di Perfect Days di Wim
Wenders, volto-simbolo del 2023 come miglior attore a Cannes.
Poi sarà un susseguirsi di visioni che attraversano tutti i paesi
dell'Asia con i colossi cinematografici di Corea del Sud, Taiwan
e Hong Kong, cui si aggiungono le industrie cinematografiche
emergenti tra cui Vietnam e Malesia. Proprio con Kuala Lumpur il
Feff ha consolidato la collaborazione, allacciando una
partnership con il festival malese MIFFest con proiezioni
speciali di film malesi e scambi tra cineasti.
"Questo festival ha saputo costruire, a partire dalla creatività
culturale, una vera e propria impresa per l'economia del cinema,
locale e globale, generando nuovi progetti, collaborazioni
internazionali e opportunità di lavoro per centinaia di
professionisti del settore" ha ricordato ancora Anzil,
aggiungendo che "il Far East Film Festival ha proiettato Udine
nel mondo e il mondo a Udine, producendo una significativa
ricaduta in termini di visibilità e attrattività turistica per
l'intero territorio".
Tutta la città è coinvolta nelle giornate, avendo già registrato
1.500 accrediti, il tutto esaurito in 18 hotel e l'ospitalità di
150 studenti universitari dall'Italia e dall'estero per le varie
collaborazioni, senza contare le 65mila presenze che il Feff
muove attorno alla sua programmazione e al ricco calendario di
eventi collaterali.
ARC/SSA/ma
Il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil con Sabrina Baracetti, il vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi e l'assessore alla Cultura del Comune Federico Pirone.
Il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil con Sabrina Baracetti