Per Riccardi rischia di sparire un patrimonio di tutti
Trieste, 31 mar - "Rispettiamo e non commentiamo la sentenza
odierna. Abbiamo lavorato in modo significativo per intervenire
anche sul piano legislativo a livello nazionale, assieme al
ministro Luca Ciriani, all'assessore Riccardo Riccardi e al
senatore Marco Dreosto, per cercare di affrontare il problema e
tutelare l'eccellenza della Protezione civile e la ricchezza del
volontariato che questa terra esprime".
Lo afferma il governatore della Regione Friuli Venezia Giulia,
Massimiliano Fedriga, a seguito della condanna in primo grado del
sindaco di Preone e del coordinatore di Protezione civile del
comune carnico per i fatti legati alla morte di un volontario di
Protezione civile, avvenuta durante le operazioni di sgombero di
una strada dagli alberi abbattuti da un violento fortunale il 29
luglio 2023.
"Quello che si propone all'attenzione di tutti è un problema
serio - sottolinea Fedriga - perché riguarda sindaci, volontari e
organizzazioni del territorio che hanno dimostrato, negli anni,
di saper affrontare le emergenze con professionalità e
competenza. Approfondiremo nel dettaglio i contenuti della
sentenza, emersa oggi, per capire come poter intervenire, perché
il rischio concreto è quello di colpire duramente una realtà che
rappresenta un'eccellenza del nostro Paese e, in particolare, del
Friuli Venezia Giulia".
"La nostra Protezione civile - conclude Fedriga - è riconosciuta
anche a livello europeo come modello virtuoso e non possiamo
permetterci di perderla o di indebolirla".
Per l'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo
Riccardi, la condanna del sindaco di Preone e del coordinatore di
Protezione civile del comune carnico rappresenta un duro colpo
per il sistema di gestione delle emergenze, con il rischio di
mettere in crisi il settore del volontariato.
"La modifica del Parlamento, volta a escludere l'applicazione
delle sanzioni sulla sicurezza del lavoro - commenta Riccardi -
non è stata sufficiente. Fermo restando il rispetto e la
necessità del codice penale, dobbiamo chiederci se questo Paese
possa continuare a prevedere gli stessi giudizi e le stesse pene
in condizioni di normalità e in situazioni critiche ed
emergenziali. Ciò riguarda tutti coloro che sono chiamati ad
assumere decisioni in momenti di particolare difficoltà, ancor
più se si dedicano volontariamente e gratuitamente ad aiutare gli
altri".
"È questa una riflessione - prosegue l'assessore regionale - che
sarebbe utile a tutti: a chi giudica, a chi raccoglie gli
elementi dei fatti e a chi ne è direttamente colpito. Leggeremo
le motivazioni di questa sentenza, ma ciò che resta è il concreto
rischio che la Protezione civile, insieme all'intero mondo del
volontariato, non esista più per come l'abbiamo conosciuta. E, se
così fosse, non vivremmo in un Paese migliore".
ARC/AL/ep
Il governatore della Regione Massimiliano Fedriga e l'assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi