L'assessore al convegno Ebiart: "Modello condiviso tra parti
sociali alternativa al salario minimo per legge"
Udine, 31 marzo - "La bilateralità rappresenta un principio
cardine dell'azione della Regione Friuli Venezia Giulia nelle
politiche per il lavoro e per la famiglia: un modello fondato
sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e lavoratori che
consente di costruire risposte efficaci, condivise e durature.
Con la recente legge regionale sull'innovazione sociale abbiamo
rafforzato questo approccio, integrando welfare territoriale,
politiche attive del lavoro e sostegno alle famiglie, con
particolare attenzione al potere d'acquisto, alla qualità
dell'occupazione e alla riduzione della precarietà, soprattutto
per giovani e donne".
Lo ha dichiarato oggi l'assessore regionale al Lavoro, formazione
e famiglia, Alessia Rosolen, intervenendo a Udine alla tavola
rotonda nell'ambito del convegno "La bilateralità artigiana
valore condiviso dalle parti sociali. Le opportunità e le nuove
prospettive", organizzato da Ebiart Fvg, l'Ente bilaterale
dell'artigianato regionale.
"Il rapporto tra la Regione Fvg e il sistema della bilateralità -
ha proseguito l'assessore - è storicamente fondato su confronto e
collaborazione. Anche nei momenti più complessi, come le crisi
economiche e la pandemia, siamo stati in grado di costruire
soluzioni innovative, accompagnando sia le fasi di difficoltà sia
quelle di ripresa e di espansione economica. In questi anni
abbiamo consolidato un vero e proprio modello regionale, capace
di coniugare competitività delle imprese e tutela dei lavoratori".
Rosolen ha quindi evidenziato il ruolo strategico delle politiche
integrate: "Con la recente norma sull'innovazione sociale abbiamo
voluto rafforzare l'integrazione tra interventi per il lavoro e
misure per la famiglia e per l'abitare sociale, investendo sul
diritto allo studio, sulla formazione continua e
sull'accompagnamento al lavoro, in particolare di donne e
giovani, con l'obiettivo di contrastare il calo demografico e la
fuga di giovani qualificati dal territorio".
In merito al tema del salario minimo, l'assessore ha ribadito la
sua posizione: "Ritengo preferibile il sistema della
contrattazione collettiva, costruita nella bilateralità e nella
partecipazione delle parti sociali, rispetto all'introduzione di
un salario minimo per legge. Il rischio è che quest'ultimo si
trasformi in un salario massimo, comprimendo il valore della
contrattazione e delle specificità territoriali e settoriali che
in più occasioni si sono rivelate preziose".
"Nel nostro sistema contrattuale nazionale - ha ribadito Rosolen
- viene ricompresa la quasi totalità dei lavoratori attraverso i
contratti più rappresentativi: i 99 contratti più rappresentativi
e applicati, sottoscritti da imprese e Cgil, Cisl e Uil, coprono
il 97 per cento dei lavoratori. Per questo, come Regione,
continuiamo a sostenere e premiare la contrattazione territoriale
di secondo livello, contrastando al contempo fenomeni distorsivi
come i contratti pirata e valorizzando le esperienze virtuose del
nostro territorio".
ARC/LIS/ep
L'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen nel suo intervento al convegno dell'Ebiart a Udine