Domande online dal 25 marzo al 29 aprile. Stanziati 250mila euro
per progetti degli enti del Terzo settore del Friuli Venezia
Giulia.
Udine, 18 mar - "Con questo bando, in linea con quanto fatto
negli anni precedenti, confermiamo l'impegno della Regione per
garantire la più ampia accessibilità alle attività ricreative
estive da parte di bambini e ragazzi nel periodo delle vacanze
scolastiche".
Sono le parole dell'assessore regionale al Lavoro, formazione,
istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen, in
occasione della pubblicazione del bando 2026 destinato al
finanziamento di progetti per la realizzazione di centri estivi
rivolti a minori, promossi dagli enti del Terzo settore del
Friuli Venezia Giulia.
Lo stanziamento complessivo previsto ammonta a 250mila euro che,
ha spiegato Rosolen, "potrà essere incrementato ulteriormente con
un successivo provvedimento in base alle domande che
perverranno".
Il contributo regionale può arrivare fino a mille euro per
settimana di attività per ciascun gruppo che rispetti i requisiti
previsti, fino a un massimo di 24mila euro per progetto. È
inoltre riconosciuto un contributo aggiuntivo di 10 euro per ogni
ora di tutoraggio dedicato all'affiancamento e all'inserimento di
utenti con disabilità certificata, fino a un massimo di 20mila
euro. Il finanziamento regionale non può in ogni caso superare il
90 per cento della spesa ammissibile ed è richiesto un
cofinanziamento minimo del 10 per cento da parte del soggetto
proponente.
Possono presentare domanda gli enti del Terzo settore iscritti al
Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), con sede
legale o secondaria in Friuli Venezia Giulia. I progetti devono
essere realizzati sul territorio regionale, non generare profitti
ed essere rivolti alle famiglie per favorire la conciliazione dei
tempi di vita e di lavoro e il sostegno alla genitorialità.
I centri estivi finanziabili devono avere una durata minima di
quattro settimane nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 13
settembre 2026, con attività per almeno cinque giorni alla
settimana e sei ore al giorno. È richiesto un minimo di 10
iscritti per gruppo, ridotto a 5 nei Comuni con meno di 2mila
abitanti o appartenenti alla Strategia nazionale Aree interne
2021-2027. Ogni progetto deve inoltre garantire inclusione,
accessibilità, continuità del servizio, copertura assicurativa e
assenza di finalità di lucro.
Particolare attenzione è riservata alla qualità educativa e
organizzativa del servizio. Il progetto deve prevedere un
coordinatore responsabile, almeno un operatore di area educativa
ogni 15 minori, rapporto ridotto a uno ogni 10 bambini nella
fascia 3-6 anni, personale ausiliario adeguato e la copresenza
costante di almeno due operatori per ciascun gruppo, di cui
almeno uno di area educativa.
Le domande potranno essere presentate esclusivamente online dalle
ore 9 del 25 marzo 2026 fino alle ore 12 del 29 aprile 2026. Il
bando, la modulistica e gli allegati sono disponibili nella
pagina dedicata del sito istituzionale della Regione Friuli
Venezia Giulia.
"L'iniziativa dei centri estivi a sostegno delle famiglie si
inserisce pienamente nel quadro organico delle politiche
regionali e nasce con l'obiettivo di favorire la conciliazione
tra tempi di vita e tempi di lavoro, oltre che di rafforzare il
sostegno alla genitorialità - ha ricordato Rosolen -. Non si
tratta di una misura isolata, né di un intervento spot, ma di un
tassello coerente all'interno di una programmazione puntuale e
strutturata dei servizi educativi extrascolastici in Friuli
Venezia Giulia".
"In questi anni, questa Amministrazione regionale ha sperimentato
e costruito un sistema articolato di misure che hanno l'obiettivo
di accompagnare le famiglie e i minori durante tutto l'anno nei
periodi di chiusura delle scuole: dai centri estivi alle attività
di pre e post accoglienza, fino ai doposcuola - ha ricordato,
ancora, l'assessore -. Non ci siamo limitati ad erogare
contributi: abbiamo integrato risorse e strumenti per costruire
una rete territoriale capace di rispondere in maniera efficace e
capillare ai bisogni dei genitori, implementando e mettendo a
sistema l'offerta di servizi e assicurandone, insieme alla
qualità, la gratuità o comunque costi contenuti per le famiglie".
ARC/COM/pt/gg
L'assessore Rosolen