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12.03.2026 16:47

Ue: Zilli, difesa coesione e protagonismo regionale per sviluppo

L'assessore alla Sessione europea in V Commissione: "No all'accentramento statale dei fondi post-2027. Fvg modello di efficienza per innovazione e transizione
Trieste, 12 mar - "La partecipazione della Regione alla fase ascendente della legislazione europea non è un mero adempimento formale, ma un atto sostanziale di difesa e promozione degli interessi della nostra comunità. Il Friuli Venezia Giulia, per la sua vocazione geografica e storica e in virtù della propria autonomia, deve continuare a essere protagonista delle scelte che orientano lo sviluppo strategico del territorio attraverso le leve dell'Unione europea".
È il commento dell'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli durante l'audizione odierna in V Commissione, dedicata alla Sessione europea e al programma di lavoro della Commissione Ue per il 2026. Zilli ha sottolineato come la Conferenza delle Regioni, attraverso uno specifico documento approvato nel 2025, punti a definire una posizione condivisa da trasmettere al Governo.
Secondo l'assessore, la semplificazione normativa e il coordinamento delle politiche fiscali a livello europeo sono elementi essenziali per favorire la competitività delle imprese. "Le divergenze fiscali tra gli Stati membri incidono sulla crescita - ha sostenuto Zilli -. Occorre superare la frammentazione e la burocrazia per sostenere gli investimenti e l'innovazione attraverso un sistema moderno e aderente alle esigenze del sistema produttivo".
Entrando nel merito delle risorse, Zilli ha ricordato che l'attuale programmazione della politica di coesione 2021-27 vede il Friuli Venezia Giulia impegnato con dotazioni significative: il programma Fesr vale oltre 560 milioni di euro (di cui 195,5 milioni di risorse regionali aggiuntive), mentre il Fse+ ammonta a 373 milioni di euro. "Siamo tra le prime regioni in Italia per capacità di utilizzo di questi fondi, dimostrando che l'integrazione tra risorse europee e regionali genera effetti positivi concreti sulla crescita e sulla tenuta socio-economica dei territori, comprese le aree interne e marginali".
In vista del negoziato per il quadro finanziario post-2027, Zilli ha espresso una ferma posizione contro ogni tentativo di centralizzazione. "Le politiche di coesione dell'Unione europea devono essere difese non solo come strumento finanziario, ma come presidio dell'autonomia dei territori - ha dichiarato l'assessore -. Opporsi a tentativi di accentramento o nazionalizzazione dei fondi significa tutelare la capacità delle Regioni di rispondere efficacemente alle sfide della transizione verde, della digitalizzazione e della competitività delle imprese". ARC/PAU/ma