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10.03.2026 15:21

Salute: Riccardi, saldo positivo flusso specialistica ambulatoriale

L'assessore in III Commissione ha analizzato i dati sulla mobilità sanitaria: "Aumentata la produzione interna anche di tre o quattro volte rispetto al passato"
Trieste, 10 mar - "Di fronte al fenomeno della mobilità sanitaria, il sistema regionale sta dimostrando una buona capacità di reazione. Abbiamo aumentato in maniera significativa la capacità di produzione interna, con valori che in alcune specialità sono cresciuti di tre o quattro volte rispetto al passato, e abbiamo invertito il saldo nella specialistica ambulatoriale: nel 2025 abbiamo finalmente superato la soglia in cui l'attrazione dei pazienti verso le nostre strutture è superiore alla fuga verso altre regioni".
Sono le parole dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha illustrato oggi in III Commissione consiliare i dati sull'andamento della mobilità sanitaria, evidenziando come la strategia intrapresa stia dando i primi frutti strutturali.
Analizzando il fenomeno della mobilità passiva, l'assessore ha chiarito che la fuga persiste da molti anni, iniziando ben prima del governo Fedriga, almeno dal 2015. Il flusso in uscita si concentra prevalentemente sulla protesica e sull'ortopedia, sull'oculistica e sulla diagnostica, orientandosi verso il privato accreditato veneto, che può contare su una disponibilità di budget superiore a quella regionale.
"Le ragioni di questo andamento sono diverse e radicate nel tempo - ha precisato l'esponente della Giunta - . Se nell'ambulatoriale abbiamo invertito la tendenza, il problema resta invece nel ricovero ospedaliero e nella riabilitazione. Nonostante nelle principali tipologie di fuga abbiamo aumentato sensibilmente la produzione nelle nostre strutture pubbliche, il flusso verso il privato veneto prosegue".
Per contrastare questo fenomeno, Riccardi ha annunciato che sono già in corso per l'ospedaliero le medesime azioni correttive che hanno garantito il successo nel comparto ambulatoriale. "Dobbiamo agire su più fronti - ha sottolineato l'assessore - : va approfondito il tema dell'appropriatezza, specialmente in ambito diagnostico dove registriamo volumi di esami troppo elevati rispetto alla media nazionale, e bisogna proseguire con determinazione nella concentrazione e nella specializzazione degli ospedali".
In questo contesto, la Rete oncologica regionale rappresenta il modello di riferimento per evitare dispersioni e recuperare efficienza garantendo la sicurezza delle cure, superando la frammentazione dei servizi. "È la sfida del futuro - ha concluso Riccardi - che guarda al recupero di efficienza del sistema pubblico passando anche per l'attivazione di partenariati pubblico-privati, con una guida pubblica forte, necessari per contrastare l'offerta privata oltre confine, e per la stipula di nuovi accordi di mobilità interregionale che garantiscano uniformità tariffaria e regole condivise a livello nazionale". ARC/PAU/gg