L'assessore in III Commissione ha analizzato i dati sulla
mobilità sanitaria: "Aumentata la produzione interna anche di tre
o quattro volte rispetto al passato"
Trieste, 10 mar - "Di fronte al fenomeno della mobilità
sanitaria, il sistema regionale sta dimostrando una buona
capacità di reazione. Abbiamo aumentato in maniera significativa
la capacità di produzione interna, con valori che in alcune
specialità sono cresciuti di tre o quattro volte rispetto al
passato, e abbiamo invertito il saldo nella specialistica
ambulatoriale: nel 2025 abbiamo finalmente superato la soglia in
cui l'attrazione dei pazienti verso le nostre strutture è
superiore alla fuga verso altre regioni".
Sono le parole dell'assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, che ha illustrato oggi in III Commissione consiliare i
dati sull'andamento della mobilità sanitaria, evidenziando come
la strategia intrapresa stia dando i primi frutti strutturali.
Analizzando il fenomeno della mobilità passiva, l'assessore ha
chiarito che la fuga persiste da molti anni, iniziando ben prima
del governo Fedriga, almeno dal 2015. Il flusso in uscita si
concentra prevalentemente sulla protesica e sull'ortopedia,
sull'oculistica e sulla diagnostica, orientandosi verso il
privato accreditato veneto, che può contare su una disponibilità
di budget superiore a quella regionale.
"Le ragioni di questo andamento sono diverse e radicate nel tempo
- ha precisato l'esponente della Giunta - . Se nell'ambulatoriale
abbiamo invertito la tendenza, il problema resta invece nel
ricovero ospedaliero e nella riabilitazione. Nonostante nelle
principali tipologie di fuga abbiamo aumentato sensibilmente la
produzione nelle nostre strutture pubbliche, il flusso verso il
privato veneto prosegue".
Per contrastare questo fenomeno, Riccardi ha annunciato che sono
già in corso per l'ospedaliero le medesime azioni correttive che
hanno garantito il successo nel comparto ambulatoriale. "Dobbiamo
agire su più fronti - ha sottolineato l'assessore - : va
approfondito il tema dell'appropriatezza, specialmente in ambito
diagnostico dove registriamo volumi di esami troppo elevati
rispetto alla media nazionale, e bisogna proseguire con
determinazione nella concentrazione e nella specializzazione
degli ospedali".
In questo contesto, la Rete oncologica regionale rappresenta il
modello di riferimento per evitare dispersioni e recuperare
efficienza garantendo la sicurezza delle cure, superando la
frammentazione dei servizi. "È la sfida del futuro - ha concluso
Riccardi - che guarda al recupero di efficienza del sistema
pubblico passando anche per l'attivazione di partenariati
pubblico-privati, con una guida pubblica forte, necessari per
contrastare l'offerta privata oltre confine, e per la stipula di
nuovi accordi di mobilità interregionale che garantiscano
uniformità tariffaria e regole condivise a livello nazionale".
ARC/PAU/gg
L'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi oggi in III Commissione
L'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi oggi in III Commissione