Nella sessione europea della IV commissione l'assessore ha
ribadito la necessità di attuare interventi pragmatici e
sostenibili
Trieste, 4 mar - "Il Friuli Venezia Giulia condivide gli
obiettivi della transizione ecologica europea, ma con un
approccio pragmatico: la sostenibilità ambientale deve procedere
insieme alla tenuta del sistema produttivo e alla competitività
del territorio. Attraverso il piano energetico regionale, che
prevede investimenti pari a 1,8 miliardi, verranno creati circa
13 mila nuovi posti di lavoro".
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente
Fabio Scoccimarro intervenendo oggi nella seduta della IV
Commissione consiliare riunita nell'ambito della sessione europea.
Nel corso dell'audizione l'assessore ha evidenziato come la
Regione abbia già avviato alcune iniziative che anticipano gli
indirizzi europei in materia ambientale. Tra queste, la legge
regionale FVGreen, che definisce linee d'indirizzo per anticipare
di almeno cinque anni alcuni obiettivi del Green Deal europeo.
"La transizione deve essere realizzata senza compromettere il
sistema economico regionale, - ha osservato Scoccimarro -
soprattutto in un contesto internazionale in cui territori vicini
non adottano gli stessi standard ambientali, con il rischio di
concorrenza non equilibrata".
L'assessore ha poi richiamato il nuovo Piano energetico regionale
(Per), indicato come uno degli strumenti strategici della per la
transizione energetica. Il piano prevede investimenti complessivi
pari a 1,8 miliardi di euro entro il 2030, di cui 800 milioni di
risorse pubbliche e circa un miliardo di investimenti privati.
L'esponente dell'esecutivo ha spiegato che "l'obiettivo è ridurre
le emissioni e rafforzare l'indipendenza energetica della
Regione, oltre a sostenere lo sviluppo economico e l'occupazione"
stimando circa 13mila nuovi posti di lavoro collegati alle
attività legate alla transizione sostenibile.
Nel suo intervento Scoccimarro ha inoltre fornito alcuni dati
relativi al sistema di controllo delle emissioni industriali. In
Friuli Venezia Giulia operano circa 300 impianti soggetti ad
Autorizzazione integrata ambientale (Aia), per i quali sono
applicati standard emissivi basati sulle migliori tecnologie
disponibili. Negli ultimi quattro anni è stata revisionata oltre
la metà delle autorizzazioni, con l'aggiornamento degli
stabilimenti ai più recenti standard ambientali. A questi si
aggiungono circa 3.000 impianti soggetti ad Autorizzazione unica
ambientale (Aua), anch'essi oggetto di monitoraggio e
aggiornamento. "Si tratta di un sistema di controllo che
coinvolge una parte significativa del tessuto produttivo
regionale e che consente di mantenere elevati livelli di tutela
ambientale", ha precisato l'assessore.
Scoccimarro ha poi richiamato l'approvazione nel 2024 del nuovo
Piano regionale della qualità dell'aria, che prevede interventi
in sette ambiti tra cui trasporti, agricoltura e riscaldamento
domestico. Tra le azioni previste, sono state attivate linee
contributive per la sostituzione dei vecchi impianti di
riscaldamento con sistemi ad alta efficienza. L'assessore ha
infine ricordato che, con la delibera di Giunta regionale 250 del
2026, è stato sottoscritto un accordo con il Ministero
dell'Ambiente e della sicurezza energetica che assegna al Friuli
Venezia Giulia 5 milioni di euro per interventi integrati tra il
Piano qualità dell'aria e il Piano energetico regionale.
"La Regione - ha concluso Scoccimarro - si presenta al confronto
europeo con strumenti normativi, piani operativi e risorse già
attivi. La tutela ambientale e l'innovazione devono procedere
insieme, tenendo conto anche della posizione geografica del
Friuli Venezia Giulia e del rischio di delocalizzazione verso
territori con standard ambientali meno rigorosi".
ARC/AL/gg