Emergenze: Riccardi, dal sisma '76 lezioni che ci orientano ancor oggi
Udine, 12 feb - "L'esperienza del terremoto del 1976 ci impone
di continuare a fare meglio: non possiamo disperdere le lezioni
più importanti e le migliori pratiche che quella tragedia ci ha
consegnato". Lo ha affermato oggi a Udine l'assessore regionale delegato alla
Protezione civile Riccardo Riccardi, intervenendo al convegno
"Cinquant'anni di lezioni imparate ed aspettative per il futuro
per la comunità del Gngts", ospitato nell'auditorium della
Biblioteca scientifica dell'Università di Udine nell'ambito del
44° convegno del Gruppo nazionale di geofisica della Terra solida
(Gngts) dell'Ogs. "Il Friuli Venezia Giulia non sarebbe quello che è oggi senza
quella prova durissima: fu una tragedia immane, ma anche un
momento che fece emergere una straordinaria capacità collettiva
di reagire e ricostruire con uno sguardo rivolto al futuro", ha
sottolineato Riccardi. Nel suo intervento l'assessore ha rimarcato il valore della
comunità tecnico-scientifica e professionale impegnata nella
prevenzione e nella gestione delle emergenze: "Questa platea
rappresenta un patrimonio di competenze costruito con studio e
passione, con l'obiettivo più alto: proteggere la vita delle
persone. È qui che si misura il senso più autentico della
responsabilità". Riccardi ha quindi richiamato il ruolo decisivo di una classe
dirigente capace di interpretare la complessità e di compiere
scelte condivise: "Allora ci fu una classe dirigente che seppe
leggere la situazione con lucidità e che, anche nello
straordinario, non si divise. Nelle grandi decisioni non prevalse
un approccio ideologico: prevalse l'unità di intenti e questo
segnò una svolta per il Paese". "Da quel terremoto - ha aggiunto - è nato anche un modello
organizzativo fondato sulla sussidiarietà: una catena di comando
in cui lo Stato si fida della Regione e la Regione si fida dei
sindaci. È così che abbiamo saputo esercitare al meglio anche la
specialità regionale". Riccardi ha inoltre ricordato la solidarietà ricevuta e il ruolo
centrale di Giuseppe Zamberletti nello sviluppo della moderna
Protezione civile, evidenziando come negli anni sia cresciuto
l'approccio scientifico agli eventi impattanti. "Dal 1994 in
Friuli Venezia Giulia abbiamo gestito nove emergenze nazionali,
con investimenti complessivi superiori al miliardo di euro.
Questa regione ha titolo per ospitare una scuola di alta
formazione sulla resilienza" ha osservato. "È compito della politica e delle istituzioni garantire
continuità di risorse, investimenti e capacità di fare rete tra
scienza, ricerca e sistema dell'emergenza. Le tragedie possono
diventare occasione per costruire futuro, anche per onorare la
memoria di quei mille morti" ha concluso l'assessore. Nel corso del convegno, infine, è stato evidenziato come la
presenza della stazione sismologica di Trieste abbia reso il
terremoto del Friuli uno snodo epocale nello sviluppo
dell'approccio scientifico ai sismi. È stato inoltre ricordato
come dal sisma siano derivate importanti ricadute: dalla nascita
dell'Università di Udine al consolidamento dell'Ogs come
riferimento nazionale, fino all'istituzionalizzazione della
ricerca scientifica multidisciplinare con strumenti fondamentali
quali il catalogo dei terremoti italiani e le carte della
pericolosità e del rischio sismico.
ARC/SSA/gg
L’assessore regionale delegato alla Protezione civile Riccardo Riccardi
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