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13.12.2025 12:58

Cancro: Riccardi, prevenzione solida ora razionalizzare organizzazione

L'assessore alla Salute è intervenuto, alla presenza del presidente nazionale Francesco Schittulli, al convegno Lilt
Udine, 13 dic - "Il cancro oggi non è più solo una battaglia clinica: è una sfida culturale che riguarda l'intero modello di società. Il binario della prevenzione è solido, ora la sfida è rendere l'organizzazione più razionale ed efficace".
È il messaggio centrale dell'intervento dell'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi al convegno "Stato attuale degli studi e della lotta contro il cancro", ospitato nel salone del Parlamento di Udine e organizzato dalla Lilt - Lega italiana per la lotta contro i tumori - in occasione del centenario della sezione friulana.
Riccardi ha richiamato il contesto politico in cui si colloca il dibattito sulla sanità, facendo cenno alla "complicata" seduta consiliare sulla legge di Stabilità, conclusa alle prime ore del mattino, che ha visto proprio oncologia e prevenzione al centro di "una discussione animata". Un riferimento che ha introdotto una riflessione più ampia sulla necessità di superare letture semplificate e strumentali delle scelte sanitarie.
Da qui l'urgenza sottolineata da Riccardi di un'azione di informazione e consapevolezza rivolta ai cittadini. Una "propaganda popolare", nel significato più autentico del termine, capace di spiegare come le modifiche dei modelli organizzativi siano pensate per produrre benefici non più rimandabili. "Non abbiamo bisogno di propaganda fatta in piazza parlando di tagli - ha ribadito - ma di un lavoro culturale che spieghi perché razionalizzare non significa togliere, bensì rendere il sistema più efficace e coerente con le conquiste raggiunte in oltre trent'anni di lavoro".
Un'espressione, quella di "propaganda popolare", che affonda le radici nella storia stessa della Lilt friulana, nel cui manifesto di fondazione, alla fine di novembre del 1925, la neonata associazione si poneva l'obiettivo di diffondere tra la popolazione il concetto di prevenzione nella lotta contro il cancro.
Il punto di partenza è un cambiamento ormai irreversibile: oggi il malato oncologico non è più considerato un paziente acuto, ma sempre più una persona affetta da una patologia cronica. Un risultato reso possibile dalle conquiste scientifiche e organizzative maturate negli ultimi decenni, anche grazie al lavoro di associazioni come Lilt. "Se gli stili di vita e le cure ci consentono di vivere trent'anni in più - ha osservato l'assessore - questo significa che dobbiamo ripensare profondamente il modo in cui rispondiamo ai bisogni".
La sfida non riguarda solo le terapie, ma il modello complessivo di presa in carico, che coinvolge competenze multidisciplinari, percorsi garantiti e una riorganizzazione dei servizi. Nel suo intervento l'assessore ha ringraziato il presidente nazionale della Lilt, Francesco Schittulli, per aver saputo tracciare "con profondità e competenza" il bilancio dell'attività dell'associazione e le sfide future. Un riconoscimento fondato su numeri che raccontano un impegno strutturato e capillare: 106 sezioni provinciali, 20 coordinamenti regionali, 397 ambulatori attivi sul territorio nazionale e, negli ultimi vent'anni, oltre 30 milioni di euro investiti in progetti di ricerca.
Il convegno, aperto dal presidente della Lilt friulana Giorgio Arpino assieme alla vice Sandra Dri, ha visto alternarsi interventi di contributo storico - tra cui quello di Gianpiero Fasola sull'evoluzione dell'Oncologia udinese -, organizzativo - tra cui quello di Massimo Robiony sul tema dell'umanizzazione delle cure - e scientifici sulle prospettive della chirurgia onclologica. ARC/EP/pph