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11.12.2025 13:09

Codice Terziario: Bini presenta modello Fvg, plauso da Confcommercio

L'assessore ha illustrato le novità del testo, che sarà pubblicato lunedì, alle Unioni regionali dell'associazione
Roma, 11 dic - "Una riforma che segna un prima e un dopo a livello nazionale, una rivoluzione copernicana, che rappresenta il primo esempio in Italia di normativa unitaria in cui si riuniscono commercio e turismo in una sola cornice legislativa".
Lo ha sottolineato l'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini, illustrando oggi a Roma, nella sala Colucci della sede confederale dove si svolge l'assemblea delle Unioni regionali di Confcommercio, il nuovo Codice del Commercio e del Turismo.
L'assessore ha presentato il "case history del Fvg" su invito del vice presidente nazionale, Giovanni Da Pozzo, e alla presenza di presidenti, segretari e direttori provenienti da tutta Italia, tra cui anche una delegazione dal Friuli Venezia Giulia, guidata dal presidente regionale Gianluca Madriz e dal presidente provinciale di Pordenone Fabio Pillon.
Il testo - è stato reso noto nell'occasione - sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale lunedì 15 dicembre ed entrerà quindi in vigore il giorno successivo.
Ringraziando la Confcommercio nazionale per l'invito, Bini ha ribadito "l'orgoglio per veder riconosciuto il lavoro svolto dalla Direzione centrale Attività produttive e Turismo, definito da Confcommercio un 'caso studio' a livello nazionale.
Dal vice presidente Da Pozzo e dai rappresentanti regionali è stato infatti tributato un riscontro ampiamente positivo ed è stata rimarcata l'importanza della condivisione di best practice locali a livello nazionale.
Un'attestazione che valorizza la capacità innovativa e la responsabilità che la Regione si è assunta. Infatti, in un contesto economico nazionale complesso e con una pressione normativa europea sempre troppo alta, l'amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia ha voluto in concreto impegnarsi in una vasta operazione di snellimento legislativo per le imprese e per gli oltre 200 mila lavoratori del Terziario regionale".
"Siamo passati da 567 a 147 articoli, da 14 leggi sparse a un solo Codice, da 29 regolamenti a 12", ha ricordato Bini, chiarendo che non si tratta di una deregulation, ma di un ammodernamento che elimina quelle "zone grigie" nate dall'eccesso di norme.
La legge introduce un masterplan delle superfici di vendita - mutuando al settore del commercio il modello vincente già applicato a livello industriale - grazie al quale la Regione potrà mappare le aree dove è più necessario intervenire. "La riforma in tal senso è stata giudicata di particolare rilievo dai rappresentanti delle Unioni territoriali - ha commentato Bini - perché con il Masterplan si introduce un coordinamento regionale all'insediamento di grandi e medie superfici di vendita nei centri storici".
Accanto a questo, la riforma dell'urbanistica commerciale rende più semplice e conveniente aprire nuove attività nei centri cittadini, con una semplificazione delle pratiche e un sostegno economico senza precedenti dedicato ai negozi e ai locali storici. "Tra le parti caratterizzanti della legge - ha illustrato Bini - c'è quella sul commercio di prossimità, il cui obiettivo è quello di evitare che borghi e piccoli centri si trasformino in "dormitori", con misure che puntano ad abbattere i canoni di affitto, il costo degli stipendi e gli oneri fiscali".
Ampio spazio anche ai Distretti del commercio, oggi 25 in tutta la regione e attivi su 161 comuni, che verranno rafforzati con un albo regionale dei manager e con incentivi per i distretti che avvieranno accordi con piattaforme di welfare aziendale.
Nel suo intervento l'assessore ha rimarcato il ruolo centrale svolto da Confcommercio e dai suoi ambiti settoriali nel percorso di stesura della legge, "frutto dell'ascolto e del dialogo con i portatori di interesse". A questo proposito, tra le novità, l'assessore ha evidenziato la convocazione di un tavolo di discussione e confronto, aperto a Anci, manager dei Distretti del commercio, organizzazioni sindacali, associazioni di categoria maggiormente rappresentative nei settori del commercio e del turismo e quelle dei consumatori per svolgere da osservatorio dei settori commerciale e turistico e monitorare l'impatto delle politiche commerciali e turistiche su competitività e occupazione.
Sul fronte turistico, in generale, il Codice riconosce il valore strategico del turismo lento, sostenendo la mobilità cicloturistica e i cammini e introducendo una nuova linea di finanziamento per favorire la nascita di strutture ricettive lungo i percorsi. È prevista inoltre una revisione in un'ottica di semplificazione dei criteri di classificazione dell'offerta ricettiva e l'introduzione di un disciplinare, finalizzato a incentivare l'erogazione di servizi di qualità alla clientela. La riforma interviene anche sulla tassa di soggiorno, ampliando la libertà dei Comuni nella gestione delle risorse e concedendo a tutti la possibilità di introdurla.
Un segnale importante arriva infine sul fronte dell'occupazione: "Sosterremo il lavoro di qualità", ha dichiarato Bini, prevedendo una premialità nei bandi per le imprese che applicano i contratti delle associazioni maggiormente rappresentative e incontrando su questo punto un plauso particolare da parte di tutta l'assemblea di Confcommercio.
A dare sostanza alla riforma c'è una dotazione economica di 242 milioni di euro per il prossimo triennio (86 milioni per il 2026, 80 milioni per il 2027, 76 milioni per il 2028), garanzia che - come ha assicurato l'assessore - "le tante innovazioni introdotte non rimarranno sulla carta". ARC/EP/al