Nei comuni montani oltre la metà delle imprese operano nel
terziario. L'assessore: "Risorse per le aree interne leva per
investimenti e occupazione"
Trieste, 22 apr - "Continuare a mistificare i dati relativi al
turismo in montagna è un atto in malafede e irrispettoso nei
confronti delle imprese, dei lavoratori e di chi quei territori
li vive e li anima. Oltretutto, si tratta di tematiche e bilanci
già sollevati, analizzati e discussi in Consiglio regionale, a
cadenza pressoché annuale, da ultimo nella recente audizione di
PromoTurismoFVG in Prima Commissione in febbraio. Evidentemente a
prevalere è però l'intento demagogico e polemico, piuttosto che
la volontà di operare per il bene delle Terre Alte, dove oltre la
metà delle imprese operano nel turismo e nel terziario. Investire
risorse importanti per le aree interne significa non arrendersi
allo spopolamento e garantire posti di lavoro".
Lo ha affermato l'assessore regionale alle Attività produttive e
Turismo, Sergio Emidio Bini.
"Occorre fare chiarezza e contestualizzare i dati - ha precisato
l'esponente della Giunta -. Nella stagione 2017/18 (pre-giunta
Fedriga) i primi ingressi nei poli erano pari a 758.316, mentre
nella stagione 2025/26 hanno toccato quota 976.259, con un
aumento del +28,7%. Al tempo stesso, i ricavi dei poli montani
sono passati dai circa 10 milioni e 400 mila euro della stagione
2017/18 (pre-giunta Fedriga) ai 17 milioni e 900 mila euro della
stagione 2025/26, con una crescita percentuale del +72,1%.
L'ottima performance registrata dagli impianti di risalita si è
tradotta in un aumento delle presenze turistiche in tutto il
territorio montano: nel 2019 i pernottamenti nelle strutture
ricettive negli ambiti turistici di Carnia, Dolomiti friulane,
Piancavallo e Tarvisiano erano pari in numeri interi a 1.057.769,
mentre nel 2025 hanno raggiunto quota 1.317.759, con una crescita
del +24,5%. Sono i numeri di una strategia che inequivocabilmente
sta funzionando".
"Non va dimenticato - ha proseguito l'assessore - che
PromoTurismoFVG non è una società chiamata a realizzare utili,
bensì a erogare servizi ai turisti e ai cittadini. Per questo,
ogni investimento deve essere misurato sulla base del ritorno
sociale ed economico per imprese, lavoratori e fruitori di
servizi. In questo senso va letta la programmazione triennale
degli investimenti di PromoTurismoFVG, i quali - è bene
ricordarlo - non riguardano soltanto gli impianti di risalita, ma
anche lo sviluppo estivo della montagna, percorsi bike e opere
inerenti altre strutture gestite dall'ente, come la Darsena Porto
Vecchio di Lignano e le Terme di Grado".
"Se guardiamo ai risultati - ha concluso Bini - al di là
dell'aumento dei turisti, dopo un decennio di crisi, nei comuni
montani si registra da quattro anni una crescita delle imprese
attive, grazie al traino dei servizi: saldo positivo di 173
imprese (+3,5%) dal 2021 al 2024, secondo le elaborazioni
dell'ufficio studi della Camera di commercio di Pordenone-Udine.
In un contesto in cui le imprese del Terziario in montagna
rappresentano il 51,8% del totale, è la conferma che le risorse
regionali per il settore fungono da reale stimolo per l'impresa,
l'occupazione e la vitalità delle Terre Alte".
ARC/Com/pph
L'assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini