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09.06.2026 13:16

Urbanistica: Amirante, ora avanti con Piano governo territorio

L'assessore su approvazione della cornice normativa per PGT Trieste, 9 giu - "La legge urbanistica è la cornice normativa indispensabile per procedere all'approvazione del Piano di governo del territorio: una riforma che renderà la regione attrattiva, permettendo di mettere a terra gli investimenti privati e pubblici con una visione da qui a 30 anni".
Così l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina Amirante, ha commentato l'approvazione in Giunta del disegno di legge sulla Riforma del governo del territorio, che introduce le regole del gioco sia per il nuovo Piano, quindi per la procedura di approvazione, sia per le successive varianti.
Tra i cardini, Amirante sottolinea il passaggio a una pianificazione basata su tre pilastri: le infrastrutture principali (viarie e ferroviarie), il sistema insediativo e le infrastrutture verdi e blu. Queste ultime permetteranno di dare finalmente "una visione urbanistica anche a quella protezione introdotta dal Piano paesaggistico regionale", trasformando i vincoli in opportunità di sviluppo sostenibile.
La riforma introduce inoltre il concetto innovativo di "sostenibilità urbanistica" e lo strumento del Programma Operativo (PO), pensato specificamente per la rigenerazione dei tessuti urbani degradati senza ricorrere a varianti complesse.
L'obiettivo finale è quello di tutelare il modello di "regione policentrica costituita da tanti piccoli comuni", garantendo al contempo semplificazione procedurale e il contrasto al consumo di suolo attraverso il principio del bilancio ecologico.
"Il disegno di legge inoltre stabilisce una stretta connessione con le norme in materia di politiche abitative regionali in un quadro in cui la pianificazione territoriale è finalizzata all'incremento dell'offerta di edilizia residenziale pubblica proprio per favorire il riconoscimento del "diritto di abitazione" spiega Amirante.
"Il soddisfacimento delle esigenze abitative è considerata prioritaria: il concetto innovativo di 'Città Pubblica' introdotto dalla riforma include infatti non solo servizi e infrastrutture, ma anche il sistema integrato di edilizia residenziale pubblica e a prezzi accessibili. A tal fine, sono previste misure per la riqualificazione del patrimonio immobiliare privato (efficientamento energetico, sicurezza sismica) e interventi di edilizia sovvenzionata, social housing e affordable housing. Tali strumenti sono pensati per fronteggiare le emergenze dei nuclei familiari in condizioni di grave disagio sociale ed abitativo. Per favorire queste politiche, gli interventi di edilizia residenziale pubblica e a prezzo calmierato godono di una disciplina di favore: ad esempio, non vengono computati nel calcolo del bilancio complessivo del consumo di suolo".
Il disegno di legge si compone di 49 articoli.
Il titolo II definisce i soggetti e i livelli della pianificazione. Tre i livelli: regionale, attuato dal Piano di Governo del Territorio (PGT) e dai Piani Territoriali Infraregionali (PTI) per le aree industriali; intermedio, basato sui 12 Sistemi Territoriali Locali (STL), ambiti di area vasta per la co-pianificazione di infrastrutture, servizi e reti verdi/blu; comunale, rappresentato dal Piano Regolatore Comunale (PRC).
Tra gli strumenti attuativi, oltre ai Piani Attuativi Comunali (PAC), nasce il Programma Operativo (PO), strumento semplificato per la rigenerazione urbana che si presenta unitamente alla richiesta di permesso di costruire, riducendo i tempi per interventi su tessuti degradati.
Il titolo III introduce attraverso la "Città Pubblica" standard prestazionali per servizi, verde e mobilità sostenibile, includendo nuove categorie come gli alloggi a prezzo calmierato e le residenze temporanee; perequazione e compensazione sono previste sia a livello intermedio che comunale per ripartire equamente oneri e benefici delle trasformazioni territoriali, incentivando la demolizione di edifici degradati attraverso il riconoscimento di crediti volumetrici.
Viene istituito l'Osservatorio regionale del governo del territorio per monitorare l'efficacia del PGT. La Banca Dati per la Pianificazione (BDP) centralizzerà gli strati informativi digitali, rendendo obbligatorio l'interscambio di dati spaziali tra Comuni e Regione. ARC/EP/al