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27.01.2026 14:18

Giorno della Memoria: assessori a cerimonie in Friuli Venezia Giulia

Roberti a Trieste "Antisemitismo dramma da contrastare"; Callari a Gorizia e Monfalcone "Memoria è impegno civile quotidiano"; Zilli a Udine "Testimonianze del passato siano esempio per i giovani"; Zannier a Spilimbergo "Simili tragedie non si ripetano"; Amirante a Pordenone "Studenti parte attiva dei progetti sulla memoria".

Trieste, 27 gen - "Il 27 gennaio è una data carica di significati che va ricordata in un momento in cui pare che l'antisemitismo sia tornato prepotentemente alla ribalta delle cronache quotidiane. È una piaga che dobbiamo continuare a combattere. Ricordare quanto accaduto nel secolo scorso ci aiuta a contrastare questo fenomeno drammatico. Questa è però anche la giornata in cui si celebrano persone che rappresentano degli esempi. Una di queste è senz'altro Giovanni Palatucci".

Il fitto calendario di iniziative per il Giorno della Memoria in regione ha avuto avvio a Trieste, con la partecipazione dell'assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, alla Casa circondariale in via del Coroneo dove è stato celebrato Giovanni Palatucci, l'ultimo questore reggente di Fiume che salvò migliaia di ebrei dalla deportazione nazista e che trovò la morte il 10 febbraio 1945 nel campo di Dachau.

Dopo la deposizione della corona davanti alla lapide che, all'interno del carcere, ricorda Giovanni Palatucci, le manifestazioni per il Giorno della Memoria sono proseguite con una marcia silenziosa organizzata dall'Associazione nazionale ex deportati (Aned) fino alla Stazione Centrale per poi concludersi come tradizione alla Risiera di San Sabba.

Nell'Isontino, l'assessore regionale al Patrimonio Sebastiano Callari ha partecipato alle celebrazioni organizzate a Gorizia, presso il monumento di piazzale Martiri della Libertà, e a Monfalcone, all'interno del cimitero comunale dove sorge il cippo in memoria dei deportati. In entrambe le occasioni, il rappresentante dell'Esecutivo ha riflettuto come l'odio razziale e le ideologie di stampo nazista rappresentino minacce ancora attuali, citando i recenti e drammatici conflitti in Medio Oriente.

"Il dovere di ricordare deve tradursi in un impegno civile quotidiano e non solo formale - ha aggiunto Callari - . La Regione si pone l'obiettivo di costruire una barriera etica contro l'antisemitismo e l'odio razziale, onorando un territorio storicamente segnato da profonde sofferenze". Diversi gli appuntamenti in programma anche nel capoluogo friulano.

L'assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli è intervenuta a Udine alla Santa Messa al tempio Ossario per commemorare gli appartenenti alla Polizia italiana deportati nei campi di sterminio nazisti e alla cerimonia in Prefettura per la consegna delle Medaglie d'onore alla memoria degli internati militari.

"Quello di oggi - ha dichiarato Zilli - è un gesto che restituisce dignità, volto e voce a uomini che, in uno dei passaggi più drammatici della nostra storia, seppero compiere una scelta difficile e coraggiosa". Zilli, ha poi colto l'occasione della presenza alla cerimonia della Medaglia d'oro al valor militare Paola Del Din per ricordare il dovere di "Accogliere le testimonianze vive e dirette di chi come lei sa ancora scuotere le coscienze ed essere d'esempio per i giovani, nei quali abbiamo grande fiducia poiché dimostrano impegno e interesse nel conoscere la nostra storia più recente".

Zilli, assieme al Prefetto Domenico Lione e ai rappresentanti delle Amministrazioni comunali, ha consegnato le medaglie ai famigliari di otto militari internati dopo l'8 settembre 1943: Antonelli Aquilio (Terzo d'Aquileia), Colugnati Francesco (Reana del Rojale), Comuzzi Ermenegildo (Campoformido), Gollino Giuseppe (Venzone), Marcon Silvio (Ronchis), Montemiglio Carlo (Buja), Paravano Guido (Rivignano Teor), Zagar Andrea (San Leonardo).

Due gli appuntamenti nel Friuli occidentale. A Barbeano di Spilimbergo l'assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier ha partecipato alla posa delle pietre d'inciampo in via Magredi e via delle Zuccole, agli ingressi delle abitazioni in cui hanno vissuto Antonio Valentinis e Sante Codignotto, partigiani deportati nei campi di concentramento tedeschi. Nell'occasione Zannier ha voluto ricordare come "quello compiuto oggi a Spilimbergo è un gesto tanto semplice quanto importante, a preservazione della memoria collettiva attorno quegli anni e alla responsabilità di trasmettere alle nuove generazioni la storia di donne e uomini deportati nei campi di concentramento, affinché il loro sacrificio non venga mai dimenticato e simili tragedie non si ripetano in futuro".

A Pordenone, l'assessore alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, ha partecipato alla cerimonia istituzionale organizzata dal Comune davanti al monumento dei deportati in piazza Maestri del Lavoro. Successivamente il corteo ha raggiunto la sede dell'ex Provincia per la commemorazione e la deposizione delle corone davanti alla targa in ricordo del Giorno della Memoria. Le celebrazioni della giornata, presente anche una rappresentanza degli studenti, hanno previsto anche la posa in città di ulteriori cinque pietre d'inciampo davanti ad altrettanti luoghi di residenza o lavoro di deportati nei campi di sterminio.

"Il Giorno della Memoria - ha detto Amirante, a margine delle celebrazioni - nasce per ricordare l'Olocausto del popolo ebraico: uno sterminio pianificato, sistematico, industriale, che rappresenta uno spartiacque nella storia dell'umanità. Il coinvolgimento dei ragazzi e degli studenti è fondamentale e rappresenta uno degli aspetti più importanti di questa giornata. Da diversi anni, a Pordenone, i giovani non sono chiamati solo a partecipare al momento ufficiale e celebrativo, ma sono parte attiva di progetti e percorsi di ricerca e di riflessione storica. Tra questi - ha ricordato l'assessore - il progetto delle pietre d'inciampo assume un significato speciale: oggi in città sono 29, 106 nel territorio provinciale, e fanno parte di un grande Museo diffuso europeo, con oltre 80mila pietre, che restituisce un nome, un volto e una storia a chi è scomparso, vittima dell'orrore della Shoah. È anche attraverso questi percorsi che la memoria diventa consapevolezza e responsabilità per il futuro". ARC/TOF-PAU-LIS-AL-S