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23.12.2025 15:36

Salute: Riccardi, al via Case della comunità a Sacile e Maniago

L'assessore all'inaugurazione dei due nuovi poli socio-sanitari territoriali: "È l'avvio del modello di medicina territoriale che risponde a bisogni sempre meno legati alle acuzie e sempre più alle cronicità"
Sacile-Maniago, 23 dic - "L'inaugurazione delle Case della Comunità di Sacile e Maniago segna l'inizio di un percorso che porterà a un'offerta sanitaria più moderna e vicina ai cittadini, capace di fornire nuove risposte socio-sanitarie nell'accesso alle cure. È l'applicazione concreta di un nuovo modello di sanità territoriale, discusso per decenni e oggi finalmente realizzato".
Lo ha affermato questa mattina l'assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo all'inaugurazione delle prime due Case della Comunità dell'Area vasta pordenonese, a Sacile e Maniago, finanziate in parte con fondi del Pnrr e in larga misura con risorse della Regione. All'evento erano presenti, tra gli altri, il direttore generale di AsFo Giuseppe Tonutti, il personale delle due strutture, e i sindaci di Sacile Carlo Spagnol e di Maniago Umberto Scarabello, oltre al personale delle strutture.
"Si tratta di luoghi - ha spiegato Riccardi che ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere il risultato - nei quali i cittadini troveranno, 24 ore su 24 e sette giorni su sette, una risposta sanitaria per le urgenze a bassa complessità e una serie di servizi integrati in grado di rispondere alla domanda di salute legata alle cronicità. In questo modo si potrà ridurre la pressione sugli accessi impropri ai Pronto soccorso, che oggi rappresentano circa l'80 per cento delle richieste".
"È un modello - ha proseguito l'assessore - che trasforma l'accesso alle cure e la risposta ai bisogni sociosanitari, profondamente cambiati nel corso degli anni. Un modello condiviso da tutti, ma che richiedeva responsabilità e coraggio per essere realizzato. Con l'apertura delle prime sei Case della Comunità in Friuli Venezia Giulia - a Gemona, San Daniele, Udine, Sacile, Maniago ed entro la fine dell'anno anche a Trieste - abbiamo raggiunto un obiettivo concreto".
Nel 2026 è prevista l'apertura graduale di alcune decine di Case della Comunità sull'intero territorio regionale. "Dobbiamo mettere ordine - ha aggiunto l'esponente della Giunta - nei flussi di richiesta sanitaria di persone che oggi presentano bisogni molto diversi rispetto al passato, legati soprattutto alle cronicità e alle fragilità derivanti da pluripatologie. Questi bisogni - ha ribadito l'assessore - non trovano risposta né nei Pronto soccorso né negli ospedali, ma richiedono una presa in carico territoriale strutturata".
In entrambi i nuovi poli territoriali della salute sarà attivo un Punto unico di accesso, gestito in integrazione con i servizi sociali dei Comuni, per rispondere ai bisogni sociosanitari e sociali. Sono inoltre previsti un ambulatorio per la gestione delle cronicità e delle fragilità, dedicato anche ai pazienti dimessi dall'ospedale, e un ambulatorio di cure primarie per le prestazioni non differibili, con la presenza di un medico h24, sette giorni su sette, e dell'infermiere di comunità dalle 8 alle 20.
"L'obiettivo - ha osservato l'assessore - è costruire una rete integrata tra medicina di base e specialistica, migliorando i tempi di risposta e la qualità dell'assistenza territoriale".
Le funzioni della Casa della Comunità di Sacile, avviate negli spazi del presidio ospedaliero, confluiranno a partire dalla metà del 2027 in una nuova palazzina situata nelle immediate vicinanze, che ospiterà su due piani sia la Casa della Comunità sia il futuro Ospedale di Comunità. La struttura rappresenta un polo di integrazione sociosanitaria nel quale opererà un team multidisciplinare composto da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti, infermieri di comunità, assistenti sociali e altri professionisti della salute, supportati da tecnologie diagnostiche di base.
La Casa della Comunità di Maniago occupa, invece, tre piani dell'ala est del complesso ospedaliero. All'ingresso è stata realizzata una nuova area di accoglienza con sala d'attesa e punto informazioni per orientare l'utenza. Sono stati adeguati gli spazi del distretto, che ospitano i servizi amministrativi e gli ambulatori medico-infermieristici per le urgenze non complesse. Al piano superiore trovano sede il Punto unico di accesso sociosanitario integrato, il servizio infermieristico domiciliare e l'unità di continuità assistenziale medico-infermiere, dedicata alle esigenze legate alla non autosufficienza. L'ultima fase prevede la realizzazione di un nuovo centro di riabilitazione territoriale, con ambulatori di fisioterapia e una palestra attrezzata a disposizione dei pazienti. ARC/LISgg