Urbanistica: Amirante, ora avanti con Piano governo territorio
L'assessore su approvazione della cornice normativa per PGT
Trieste, 9 giu - "La legge urbanistica è la cornice normativa
indispensabile per procedere all'approvazione del Piano di
governo del territorio: una riforma che renderà la regione
attrattiva, permettendo di mettere a terra gli investimenti
privati e pubblici con una visione da qui a 30 anni". Così l'assessore regionale alle Infrastrutture, Cristina
Amirante, ha commentato l'approvazione in Giunta del disegno di
legge sulla Riforma del governo del territorio, che introduce le
regole del gioco sia per il nuovo Piano, quindi per la procedura
di approvazione, sia per le successive varianti. Tra i cardini, Amirante sottolinea il passaggio a una
pianificazione basata su tre pilastri: le infrastrutture
principali (viarie e ferroviarie), il sistema insediativo e le
infrastrutture verdi e blu. Queste ultime permetteranno di dare
finalmente "una visione urbanistica anche a quella protezione
introdotta dal Piano paesaggistico regionale", trasformando i
vincoli in opportunità di sviluppo sostenibile. La riforma introduce inoltre il concetto innovativo di
"sostenibilità urbanistica" e lo strumento del Programma
Operativo (PO), pensato specificamente per la rigenerazione dei
tessuti urbani degradati senza ricorrere a varianti complesse. L'obiettivo finale è quello di tutelare il modello di "regione
policentrica costituita da tanti piccoli comuni", garantendo al
contempo semplificazione procedurale e il contrasto al consumo di
suolo attraverso il principio del bilancio ecologico. "Il disegno di legge inoltre stabilisce una stretta connessione
con le norme in materia di politiche abitative regionali in un
quadro in cui la pianificazione territoriale è finalizzata
all'incremento dell'offerta di edilizia residenziale pubblica
proprio per favorire il riconoscimento del "diritto di
abitazione" spiega Amirante. "Il soddisfacimento delle esigenze abitative è considerata
prioritaria: il concetto innovativo di 'Città Pubblica'
introdotto dalla riforma include infatti non solo servizi e
infrastrutture, ma anche il sistema integrato di edilizia
residenziale pubblica e a prezzi accessibili. A tal fine, sono
previste misure per la riqualificazione del patrimonio
immobiliare privato (efficientamento energetico, sicurezza
sismica) e interventi di edilizia sovvenzionata, social housing e
affordable housing. Tali strumenti sono pensati per fronteggiare
le emergenze dei nuclei familiari in condizioni di grave disagio
sociale ed abitativo. Per favorire queste politiche, gli
interventi di edilizia residenziale pubblica e a prezzo
calmierato godono di una disciplina di favore: ad esempio, non
vengono computati nel calcolo del bilancio complessivo del
consumo di suolo". Il disegno di legge si compone di 49 articoli. Il titolo II definisce i soggetti e i livelli della
pianificazione. Tre i livelli: regionale, attuato dal Piano di
Governo del Territorio (PGT) e dai Piani Territoriali
Infraregionali (PTI) per le aree industriali; intermedio, basato
sui 12 Sistemi Territoriali Locali (STL), ambiti di area vasta
per la co-pianificazione di infrastrutture, servizi e reti
verdi/blu; comunale, rappresentato dal Piano Regolatore Comunale
(PRC). Tra gli strumenti attuativi, oltre ai Piani Attuativi Comunali
(PAC), nasce il Programma Operativo (PO), strumento semplificato
per la rigenerazione urbana che si presenta unitamente alla
richiesta di permesso di costruire, riducendo i tempi per
interventi su tessuti degradati. Il titolo III introduce attraverso la "Città Pubblica" standard
prestazionali per servizi, verde e mobilità sostenibile,
includendo nuove categorie come gli alloggi a prezzo calmierato e
le residenze temporanee; perequazione e compensazione sono
previste sia a livello intermedio che comunale per ripartire
equamente oneri e benefici delle trasformazioni territoriali,
incentivando la demolizione di edifici degradati attraverso il
riconoscimento di crediti volumetrici. Viene istituito l'Osservatorio regionale del governo del
territorio per monitorare l'efficacia del PGT. La Banca Dati per
la Pianificazione (BDP) centralizzerà gli strati informativi
digitali, rendendo obbligatorio l'interscambio di dati spaziali
tra Comuni e Regione.
ARC/EP/al
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