L'assessore a Udine alla presentazione della ricerca promossa da
Fnp Cisl e Cisl Fvg
Udine, 8 giu - "Il lavoro dell'Università di Udine certifica la
linea che la Regione sostiene da tempo: integrazione
sociosanitaria, deistituzionalizzazione, presa in carico delle
persone a partire dal domicilio e sviluppo dell'abitare
inclusivo. Il futuro dell'assistenza agli anziani passa da un
modello capace di spostare il baricentro dalla risposta
all'acuzia alla gestione della cronicità, con servizi più vicini
alla vita quotidiana delle persone. I comandamenti sono cambiati:
non possiamo più misurare la sostenibilità del nostro sistema
solo con il numero dei ricoveri in ospedale, gli interventi
chirurgici sotto le soglie degli standard di sicurezza o lasciare
gli stessi punti nascita con i parti diminuiti in 10 anni di
oltre il 30%".
Sono le parole dell'assessore regionale alla Salute Riccardo
Riccardi, intervenuto oggi nella sede di via Tomadini
dell'Università di Udine all'incontro di presentazione della
ricerca sull'andamento della popolazione regionale e sulle
possibili economie di scala e buone pratiche, promossa dalla
Federazione nazionale pensionati della Confederazione italiana
sindacati lavoratori del Friuli Venezia Giulia (Fnp Cisl Fvg) e
dalla Confederazione italiana sindacati lavoratori del Friuli
Venezia Giulia (Cisl Fvg), commissionata al Dipartimento di
Scienze economiche e statistiche dell'ateneo udinese.
Secondo quanto emerso dallo studio, tra il 2019 e il 2024 la
spesa per la popolazione anziana over 65 è cresciuta del 32,5 per
cento e Aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp), case di
riposo e Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) assorbono oltre
il 60 per cento del budget sociosanitario regionale. Al 2030, a
fronte di una popolazione residente in calo, gli over 65
salirebbero da 324.458 a 352.025 unità e gli over 80
crescerebbero dell'11,7 per cento. In uno scenario conservativo,
la spesa passerebbe da 2,15 miliardi di euro nel 2024 a 2,33
miliardi nel 2030, con un fabbisogno aggiuntivo netto stimato in
183 milioni di euro.
"La ricerca - ha evidenziato Riccardi - conferma che le
ottimizzazioni generate da nuovi modelli organizzativi devono
essere riversate nel sistema per migliorare i servizi. Si tratta
di risparmi da reinvestire, evitando riduzioni dei servizi. Ogni
trasformazione richiede anche una revisione dell'offerta
esistente: accanto ai nuovi servizi va ripensato ciò che oggi
risponde meno ai bisogni delle persone. Un'offerta che deve
aumentare nella componente della non autosufficienza rendendola
più appropriata a partire dal domicilio".
Un altro dei passaggi centrali riguarda l'abitare inclusivo. La
ricerca indica che la domiciliarità avanzata e modelli
alternativi alla residenzialità tradizionale, per gli anziani
autosufficienti con fragilità lievi o moderate, potrebbero
generare risparmi superiori a 23 milioni di euro all'anno. Su
questo fronte, ha ricordato l'assessore, la Regione ha già
investito quasi 20 milioni di euro.
"L'abitare inclusivo - ha aggiunto Riccardi - rappresenta una
delle risposte di maggiore qualità. Ritengo che anche
l'assestamento di bilancio, nelle prossime settimane
all'attenzione delle commissioni, debba continuare ad occuparsi
di questo tema. C'è poi l'aspetto dell'autosufficienza, oggi
considerata allo stesso modo tra condizione lieve e condizione
grave: va stratificata l'offerta, un punto sul quale bisogna
continuare a lavorare auspicando la convergenza più ampia".
"Viviamo più a lungo grazie all'innovazione, alla scienza, alla
ricerca e agli esiti di vita delle persone - ha concluso Riccardi
-. Per questo il sistema deve offrire nuove prospettive a chi è
ancora autosufficiente e accompagnare la trasformazione dei
servizi con una visione condivisa".
ARC/PT/ma
L'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.