L'assessore ha invitato la Consulta a fare da testimone delle
buone pratiche in Fvg
Trieste 20 feb - "La disabilità rappresenta una condizione di
cronicità che accompagna la persona per l'intera esistenza.
L'esperienza maturata in questa Regione, i cui risultati sono tra
i più avanzati a livello nazionale, dimostra chiaramente come la
gestione della cronicità debba diventare il paradigma per
trasformare un modello organizzativo ancora troppo sbilanciato
sulla fase acuta, a fronte di una domanda di salute profondamente
mutata. Di ciò invito tutti, la Consulta in primis, a farne
testimonianza nel dibattito pubblico".
Lo ha detto oggi a Trieste l'assessore regionale alla Salute,
politiche sociali e disabilità, Riccardo Riccardi, intervenendo
sul rifinanziamento, nella legge si Stabilità 2026, dei Centri di
riferimento informativo per la disabilità finalizzati al sostegno
delle attività di consulenza, orientamento e informazione, con
particolare riferimento a quelle relative all'utilizzo dei
presidi, degli ausili e delle tecnologie assistive per
l'autonomia. Presente all'incontro con la stampa, tra gli altri,
anche il presidente della Consulta regionale dei disabili Mario
Brancati.
Come ha spiegato il rappresentante della Giunta regionale, la
risposta sanitaria deve configurarsi come una catena continua,
priva di anelli che si spezzano o si interrompono: un percorso
unitario che va dall'intervento chirurgico fino alla gestione
quotidiana della cronicità, fattore sempre più rilevante in una
società caratterizzata da un felice e costante aumento
dell'aspettativa di vita.
Secondo Riccardi, in questo sistema interconnesso, ogni
componente deve poter esprimere la propria voce. "Registro
tuttavia - ha aggiunto l'assessore, richiamando l'attenzione sul
piano oncologico regionale - il riproporsi di vecchie dinamiche
in cui alcuni soggetti si attestano su posizioni ormai
anacronistiche e spesso strumentali. La scienza, la tecnologia e
le competenze professionali hanno compiuto progressi
straordinari, evolvendo radicalmente i tempi di risposta e
riducendo l'invasività delle cure. Parallelamente, la complessità
clinica è aumentata: oggi, ad esempio, il paziente oncologico
deve essere considerato a tutti gli effetti un paziente cronico".
Infine Riccardi, partendo proprio dal modello realizzato sulla
disabilità, ha affermato che il dibattito sulla rete oncologica
regionale non può dunque limitarsi alla sola fase chirurgica, ma
deve abbracciare l'intero modello assistenziale.
"Per troppo tempo, visioni superate hanno reso strutturalmente
rigida la nostra capacità di risposta, impedendo alla Regione di
adottare quegli strumenti organizzativi necessari per seguire la
velocità con cui si trasformano i bisogni di salute dei
cittadini. Invito quindi tutti a favorire un confronto politico
che non si concentri su sterili campanilismi, ma che si focalizzi
- ha concluso - su una visione d'insieme della sanità regionale".
ARC/GG/al
L'assessore Riccardi nel corso del suo intervento, Al suo fianco Mario Brancati, presidente della Consulta regionale dei disabili