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19.02.2026 14:16

Appalti:Callari, in gare pubbliche vantaggi a chi propone miglior Ccnl

Sulla falsariga del Comune di Firenze, premiati coloro che garantiranno trattamenti superiori ai 9 euro
Pordenone, 19 feb - "La Regione intende introdurre nei propri appalti pubblici un sistema di premialità per le imprese che applicheranno il contratto collettivo nazionale più adeguato alla specifica fattispecie, riconoscendo condizioni economiche migliorative. Nei bandi di gara saranno attribuiti quindi punteggi aggiuntivi a chi garantirà trattamenti superiori alla soglia indicativa dei nove euro l'ora, operando sulla falsariga di quanto già sta facendo anche il Comune di Firenze".
È quanto annunciato dall'assessore regionale al Demanio e Patrimonio, Sebastiano Callari, nel corso dei lavori della 1. Commissione consiliare, rispondendo ad una mozione riguardante la previsione di una contribuzione minima oraria nei contratti di appalto degli enti pubblici regionali, degli enti locali e dei Comuni del Friuli Venezia Giulia. Come evidenziato dall'assessore, la soluzione prevista interviene nell'ambito della potestà amministrativa propria dell'ente appaltante e consente di promuovere condizioni di lavoro più favorevoli senza esporsi a rilievi di costituzionalità, aspetto questo che renderebbe vano ogni sforzo migliorativo a favore dei lavoratori.
Callari ha inoltre ribadito che il tema salariale "non può essere una questione di destra o di sinistra", ma rappresenta un nodo centrale per lo sviluppo economico. "Lavoratori che guadagnano di più, spendono di più e pagano più tasse. Tuttavia - ha aggiunto - dobbiamo tenere conto della competitività delle nostre imprese, perché senza imprese non c'è lavoro".
L'assessore ha inoltre richiamato la necessità di muoversi in un quadro normativo chiaro, evidenziando come sul tema vi siano ancora elementi di incertezza, anche alla luce delle pronunce della Corte costituzionale e del dibattito nazionale. L'esponente dell'esecutivo ha ricordato che la Regione, attraverso la propria Centrale unica di committenza (CUC), già applica nei bandi il riferimento ai contratti collettivi nazionali, individuando quello maggiormente pertinente e, in caso di dubbi, richiedendo chiarimenti agli organi competenti.
"Il nuovo Codice dei contratti pubblici (Dlgs 36/2023) - ha sottolineato Callari - ha rafforzato questo percorso, anche considerando che molte stazioni appaltanti, in particolare i piccoli Comuni, si affidano alla Regione per l'espletamento delle gare, garantendo così uniformità e correttezza nell'applicazione delle norme".
Infine, Callari ha annunciato l'avvio di una riflessione complessiva sull'organizzazione delle stazioni appaltanti regionali rispetto alla situazione attuale, che vede operare distintamente Cuc per gli enti locali, Arcs per il comparto della sanità e Insiel per ciò che riguarda la parte informatica. L'intento è quello di operare questa riforma per rendere il sistema più efficiente e coerente.
"La Regione - ha concluso l'assessore - vuole essere virtuosa e dare l'esempio, utilizzando lo strumento degli appalti pubblici per coniugare tutela del lavoro, rispetto dei contratti collettivi e sostenibilità del sistema economico". ARC/AL/gg