Sulla falsariga del Comune di Firenze, premiati coloro che
garantiranno trattamenti superiori ai 9 euro
Pordenone, 19 feb - "La Regione intende introdurre nei propri
appalti pubblici un sistema di premialità per le imprese che
applicheranno il contratto collettivo nazionale più adeguato alla
specifica fattispecie, riconoscendo condizioni economiche
migliorative. Nei bandi di gara saranno attribuiti quindi
punteggi aggiuntivi a chi garantirà trattamenti superiori alla
soglia indicativa dei nove euro l'ora, operando sulla falsariga
di quanto già sta facendo anche il Comune di Firenze".
È quanto annunciato dall'assessore regionale al Demanio e
Patrimonio, Sebastiano Callari, nel corso dei lavori della 1.
Commissione consiliare, rispondendo ad una mozione riguardante la
previsione di una contribuzione minima oraria nei contratti di
appalto degli enti pubblici regionali, degli enti locali e dei
Comuni del Friuli Venezia Giulia. Come evidenziato
dall'assessore, la soluzione prevista interviene nell'ambito
della potestà amministrativa propria dell'ente appaltante e
consente di promuovere condizioni di lavoro più favorevoli senza
esporsi a rilievi di costituzionalità, aspetto questo che
renderebbe vano ogni sforzo migliorativo a favore dei lavoratori.
Callari ha inoltre ribadito che il tema salariale "non può essere
una questione di destra o di sinistra", ma rappresenta un nodo
centrale per lo sviluppo economico. "Lavoratori che guadagnano di
più, spendono di più e pagano più tasse. Tuttavia - ha aggiunto -
dobbiamo tenere conto della competitività delle nostre imprese,
perché senza imprese non c'è lavoro".
L'assessore ha inoltre richiamato la necessità di muoversi in un
quadro normativo chiaro, evidenziando come sul tema vi siano
ancora elementi di incertezza, anche alla luce delle pronunce
della Corte costituzionale e del dibattito nazionale. L'esponente
dell'esecutivo ha ricordato che la Regione, attraverso la propria
Centrale unica di committenza (CUC), già applica nei bandi il
riferimento ai contratti collettivi nazionali, individuando
quello maggiormente pertinente e, in caso di dubbi, richiedendo
chiarimenti agli organi competenti.
"Il nuovo Codice dei contratti pubblici (Dlgs 36/2023) - ha
sottolineato Callari - ha rafforzato questo percorso, anche
considerando che molte stazioni appaltanti, in particolare i
piccoli Comuni, si affidano alla Regione per l'espletamento delle
gare, garantendo così uniformità e correttezza nell'applicazione
delle norme".
Infine, Callari ha annunciato l'avvio di una riflessione
complessiva sull'organizzazione delle stazioni appaltanti
regionali rispetto alla situazione attuale, che vede operare
distintamente Cuc per gli enti locali, Arcs per il comparto della
sanità e Insiel per ciò che riguarda la parte informatica.
L'intento è quello di operare questa riforma per rendere il
sistema più efficiente e coerente.
"La Regione - ha concluso l'assessore - vuole essere virtuosa e
dare l'esempio, utilizzando lo strumento degli appalti pubblici
per coniugare tutela del lavoro, rispetto dei contratti
collettivi e sostenibilità del sistema economico".
ARC/AL/gg
L'assessore Callari nel corso dei lavori della Commissione