promozione salute e prevenzione

Vaccinazioni anti COVID-19

FAQ - Vaccinazioni anti COVID-19

La Circolare del Ministero della Salute dell'11 giugno 2021 “Aggiornamento parere CTS vaccini” rivede nuovamente le indicazioni sul vaccino VAXZEVRIA; il siero viene somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai 60 anni. L’indicazione è maturata alla luce del mutato scenario epidemiologico in senso favorevole e di alcuni rari eventi avversi occorsi. Il nuovo contesto ha comportato una rivalutazione del rapporto beneficio-rischio per le età meno a rischio di forme gravi di COVID.

La Circolare del Ministero della Salute dell'11 giugno 2021 stabilisce che per le persone che hanno ricevuto la prima dose di tale vaccino e sono al di sotto dei 60 anni di età, il ciclo deve essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA (Comirnaty o Moderna), da somministrare ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose.

Sì, chi ha avuto il COVID-19 può essere vaccinato, anche se la priorità è per chi non ha mai contratto il virus. L'indicazione al vaccino sarà valutata dal personale sanitario nell'anamnesi preliminare; in base alla circolare del Ministero Salute 03.03.2021 (Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV-2) verranno vaccinate le persone che hanno contratto il virus almeno 3 mesi prima (è preferibile portare con sé eventuale documentazione sanitaria, ad esempio referti dei tamponi).

In base alla circolare del Ministero Salute 03.03.2021 (Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV-2), le persone che hanno avuto il COVID-19 (forma sintomatica o asintomatica) potranno essere vaccinate con un’unica dose se non hanno deficit immunologici e hanno contratto l’infezione da 3 a 6 mesi prima dell’appuntamento. Altrimenti verranno vaccinate con due dosi.

Può vaccinarsi in Friuli Venezia Giulia. Nel caso il suo soggiorno in FVG si interrompesse a meno di 12 settimane dalla prima dose dovrà accordarsi autonomamente con il Servizio Sanitario della propria regione per la somministrazione della seconda dose.

Sì possono farlo se hanno un motivo comprovabile per soggiornare stabilmente in regione (lavoro, famiglia).

Prevenire le morti da COVID-19 e ridurre la circolazione e la trasmissione del virus SARS CoV-2. La campagna è partita il 27 dicembre, vista l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) e dall’AIFA (Agenzia del primo vaccino anti COVID-19. Dopo una fase iniziale, che dovrà essere limitata a destinatari prioritari per il numero limitato di dosi consegnate, essa si svilupperà in continuo crescendo coinvolgendo tutta la popolazione. I vaccini saranno offerti secondo un ordine di priorità, che tiene conto del rischio di malattia, delle indicazioni (cioè età, patologia, etc.) dei diversi tipi di vaccino e della loro disponibilità.

. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione. In ogni caso il profilo di sicurezza viene continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.

No. Una eventuale malattia COVID-19 successiva alla vaccinazione, può essere causata solo da una infezione naturale del virus, contratta indipendentemente dal vaccino. Nessuno dei vaccini autorizzati contiene il virus SARS CoV-2.

Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) “indebolito” (vaccini a vettore virale come Vaxzevria o Janssen), oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce l’”intruso” e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontra quello vero. Nel caso dei vaccini a mRNA invece si inietta l’”istruzione” per produrre una particolare proteina, detta proteina “Spike”, che è quella che il virus utilizza per “attaccarsi” alle cellule. La cellula produce quindi da sola la proteina “estranea”, che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi.

Oltre a non avere le “istruzioni” per modificare il DNA, l’RNA messaggero non entra mai nel nucleo della cellula, che è la parte che contiene il genoma, e non può quindi alterarlo in nessun modo. Inoltre l’RNA messaggero si degrada dopo pochi giorni, una volta eseguito il suo “compito”.

, il vaccino è efficace, stimola le difese immunitarie dell’organismo a produrre anticorpi e cellule immunitarie che agiscono contro il virus, proteggendo così l’organismo dal COVID-19.

No, ma è fortemente consigliato. Visti i tanti danni alla salute e alla società che la pandemia sta causando, nonché l’effettivo rischio per la vita in alcune categorie di persone che per età o patologia sono particolarmente sensibili agli effetti del virus.
Vige invece l’obbligo vaccinale per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario, ai sensi del decreto legge n° 44 del 1 aprile 2021, successivamente convertito in legge (n. 76 del 28 maggio 2021).

- Per i vaccini autorizzati dall'EMA e dall’AIFA (ad oggi Comirnaty di Pfizer-Biontech, Moderna, Vaxzevria di Astra Zeneca) sono previste due dosi a distanza di qualche settimana in base al tipo di vaccino (secondo le schede tecniche 21 giorni dalla prima dose per Comirnaty, 28 per Moderna, comunque non oltre i 42 giorni per entrambi; Astra Zeneca almeno 10 settimane, al massimo entro 12 settimane. L’intervallo scelto dalla Regione FVG, relativamente ai vaccini a mRNA è di 35 giorni, considerato un giusto compromesso tra la necessità di garantire un maggior numero di “prime dosi” e quindi un aumento della copertura della popolazione, e la possibilità di avere qualche giorno di recupero in caso dovesse essere necessario).
- Per il solo vaccino Janssen di Johnson & Johnson la somministrazione è unica.
 

Gli studi clinici sui vaccini evidenziano un’ottima efficacia nel prevenire la malattia COVID19 severa, ma non sono ancora complete le conoscenze sulla possibilità dei vaccinati di essere contagiosi per gli altri, pertanto è necessario per ora continuare ad utilizzare le misure di prevenzione (mascherina, distanziamento, lavaggio frequente delle mani):

Comirnaty (Pfizer-BioNtech) e Moderna hanno dimostrato un’efficacia molto elevata del vaccino, rispettivamente, dopo una settimana e dopo due settimane dalla seconda dose vaccinale. Il massimo della protezione si ha, quindi, dopo questo periodo. Sebbene anche dopo la prima dose è verosimile che ci sia una certa protezione dal virus, questa non è immediata dopo l'inoculazione del vaccino, ma si sviluppa progressivamente dopo almeno 7-14 giorni dall'iniezione. La seconda dose del vaccino ha il compito di rinforzarla e renderla più prolungata.

Vaxzevria - AstraZeneca è un vaccino la cui protezione dopo la prima dose inizia dopo circa 3 settimane. I vaccinati potrebbero non essere completamente protetti fino a 15 giorni dopo la somministrazione della seconda dose.

Janssen - Johnson & Johnson offre protezione dopo circa due settimane dall’i noculazione e raggiunge la massima efficacia dopo circa 28 giorni.

Come accade con tutti i vaccini, la vaccinazione con i vaccini “anti-COVID19” potrebbe non proteggere tutti i soggetti vaccinati, pertanto è necessario fino a nuove indicazioni mantenere le misure di protezione, anche perché non conosciamo la durata della permanenza degli anticorpi.

La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi.

Prima della vaccinazione il personale sanitario pone alla persona da vaccinare una serie di precise e semplici domande, utilizzando una scheda standardizzata. Se l’operatore sanitario rileva risposte significative alle domande, valuta se la vaccinazione possa essere effettuata o rinviata. Inoltre l’operatore verifica la presenza di controindicazioni o precauzioni particolari, come riportato anche nella scheda tecnica del vaccino.

, chi ha avuto il COVID-19 può essere vaccinato.

Al Medico di medicina generale o allo specialista di riferimento nel caso di patologia grave o allergica.

Qualsiasi reazione avversa dopo la somministrazione del vaccino può essere comunicata al medico di medicina generale o all’Azienda sanitaria e verrà attivato il sistema nazionale di farmacovigilanza. Oppure si può segnalare compilando i moduli scaricabili sul sito dell’AIFA:

Segnalazioni reazioni avverse – Sito AIFA

Moduli segnalazioni reazioni avverse – Applicazione VigiFarmaco di AIFA

ultimo aggiornamento: Monday 02 August 2021