dati e analisi sul mercato del lavoro

03.11.21

Cresce ancora la domanda di lavoro in regione: superati i livelli 2019. I dati dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro tra gennaio e settembre 2021.

Continua ad aumentare la domanda di lavoro in FVG. Le assunzioni, nei primi nove mesi di quest’anno, sono in forte crescita rispetto al 2020 (+25,4%) e sono prossime al livello del 2019 (-1,5%). Il saldo tra assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro è oltre le 20.600 unità, più elevato rispetto al 2019.

Trieste, 3 novembre 2021 – La domanda di lavoro in FVG continua a crescere, in linea con le previsioni e con la crescita del PIL (oltre il 5% su base annua). Le assunzioni nei primi 9 mesi di quest’anno sono 179.007. Rispetto al 2020 l’aumento è del 25,4%. Man mano che i mesi passano la forbice rispetto al pre-pandemia si sta riducendo, con il mese di settembre la differenza rispetto allo stesso periodo del 2019 è -1,5%.
Dal lato delle cessazioni (e dei licenziamenti) non ci sono segnali particolarmente negativi, queste si riducono rispetto al 2019 (-3,4%). Si tratta soprattutto di scadenze di contratti a termine e di pensionamenti. “La tendenza è coerente con l’elevata quota di richieste delle imprese e con i dati di crescente difficoltà di reperimento di personale, mostrati dal sistema informativo Excelsior-Unioncamente” afferma Carlos Corvino, Responsabile dell’Osservatorio regionale del mercato del lavoro. “In un momento in cui da diverse fonti informative emerge come questa ripresa economica implichi da parte delle imprese maggiori difficoltà di reperimento di personale rispetto al recente passato, è molto probabile che le aziende tendano a tenersi stretto i propri lavoratori, evitando il più possibile riduzione di organici e licenziamenti.”
Se consideriamo l’indicatore delle assunzioni nette, nei primi nove mesi del 2021 è pari a 20.690 unità, e ha superato già il dato dei primi nove mesi del 2019 (17.865). La crescita è distribuita su tutte le partizioni territoriali, anche se con delle differenze. In termini di assunzioni il territorio triestino e quello della bassa friulana stanno guidando la crescita rispetto al 2020, anche perché sono quelli che più hanno pagato in termini di “minori assunzioni” nei comparti del commercio e del turismo, i più colpiti dalle misure di contenimento della pandemia. La zona del pordenonese segna un livello di assunzioni maggiori del 2019 (+2,9%), mentre se consideriamo l’indicatore sintetico del saldo la crescita maggiore si deve alla zona dell’alto Friuli (+1.195 unità in più rispetto al 2019).
Si conferma la tendenza alla forte crescita delle assunzioni a termine, in particolare il lavoro a tempo determinato (+1% rispetto al 2019), la somministrazione di lavoro (+49,8% rispetto al 2020) e il lavoro parasubordinato (+15% rispetto al 2019). I dati mostrano che, tendenzialmente, il lavoro è più “stabile” nei comparti del manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi ad elevata qualificazione, mentre nel terziario più tradizionale, le quote di lavoro temporaneo sono più elevate e in crescita rispetto al 2019. “In questa fase, il mercato del lavoro pare ancor più flessibile rispetto al periodo pre-pandemia, nonostante la forte crescita della domanda di lavoro e la difficoltà di reperimento di figure professionali qualificate. Questa tendenza è sottolineata dalla forte diminuzione delle trasformazioni dal lavoro temporaneo a quello stabile dopo il 2019 (-15,5%).” – conclude Corvino.
In forte crescita le assunzioni dei giovani under 29 anni (+36,6% rispetto al 2020, +0,9% rispetto al 2019) e quelle degli anziani over 55 (+5,4% rispetto al 2019), maggior quota di assunzioni maschili (93.000 unità circa) rispetto a quelle femminili (85.870), con una crescita percentuale più spiccata per i maschi (+26,8%). Va notato che l’incidenza proporzionalmente maggiore del lavoro temporaneo pesa soprattutto sulle assunzioni giovanili e femminili nei settori del terziario tradizionale, tendenza questa confermata e accentuata rispetto al mercato del lavoro pre-pandemia.
L’aumento della domanda di lavoro, in questa fase, è trainata dal comparto casa, in particolare le costruzioni (+37,7% rispetto al 2020, +5,4% rispetto al 2019) e dalle attività manifatturiere (+40,3% rispetto al 2020, -1,3% rispetto al 2019). Elevate le quote di crescita rispetto al 2020 per il terziario (+25%) e per il comparto turistico (+18,4%), la differenza tuttavia rispetto al 2019 è ancora accentuata per le attività di alberghi e ristoranti (-15%). Nell’ambito del terziario, poi, ancora criticità vanno segnalate per il commercio all’ingrosso e al dettaglio (-7,8%) e per i servizi ICT (-30,3%), anche se in quest’ultimo caso probabilmente si tratta di un adeguamento degli organici rispetto alle tecnologie dei processi di produzione. In crescita rispetto al 2019 le assunzioni nelle attività di noleggio, agenzie di viaggio e supporto alle imprese (+49,5% rispetto al 2020, +5,7% rispetto al 2019), ancora elevate le quote di assunzioni nella sanità e assistenza sociale (+8,3% rispetto al 2019) e per il lavoro domestico (+18,8%) che, come si ricorderà, ha avuto una costante risalita proprio a partire dai primi lockdown del 2020.
Le professioni che, in questo momento, stanno alimentando la domanda di lavoro sono soprattutto quelle a elevata specializzazione (+13,6%) soprattutto nel comparto dell’istruzione e nelle discipline ingegneristiche e informatiche, in forte crescita rispetto al 2020 le professioni impiegatizie (+33%) e gli operai specializzati e artigiani (+26,1%). In forte crescita le professioni riconducibili alla categoria dei conduttori di impianti fissi e macchine e macchinari (+38,1% rispetto al 2020, +4,2% rispetto al 2019). Sempre alta la quota di assunzioni generiche e senza specifiche qualifiche (+7,4% rispetto al 2019).
Seguendo il sistema informativo Excelsior-Unioncamere, le previsioni di assunzione nel periodo ottobre-dicembre 2021 sono in crescita: le aziende prevedono di richiedere almeno 33.000 unità di personale entro fine anno. E’ in crescita l’indicatore della difficoltà di reperimento: a maggio 2021 il 36,4% degli inserimenti in azienda era considerato difficile, a ottobre 2021 il 46,4%. La difficoltà cresce con il crescere della qualificazione richiesta per il personale da inserire in azienda, a ottobre 2021 sono soprattutto gli operai specializzati e i conduttori ad essere considerati “merce rara”, l’indicatore supera il 55%. Tra le professioni più richieste ci sono gli operai specializzati nella meccanica e nell’elettromeccanica (oltre 1.600 richieste, con difficoltà al 60% circa), seguiti dai cuochi, camerieri e altre professioni nel turismo (quasi 1.000 richieste, con difficoltà a oltre il 40%), gli operai specializzati nell’edilizia e manutenzione (oltre 800 unità con una difficoltà del 70%). Molto richiesti anche tecnici informatici ed ingegneristici, addetti all’amministrazione finanza e marketing, conduttori di mezzi di trasporto, i tecnici di vendite marketing e distribuzione commerciale.

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    Consulta il Rapporto completo sul Mercato regionale del lavoro a gennaio – settembre 2021