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Contributi per ridurre i maggiori costi nel commercio dovuti allo svantaggio localizzativo

FAQ - Contributi per ridurre i maggiori costi nel commercio dovuti allo svantaggio localizzativo

Sì, può presentare validamente la domanda di concessione del contributo. In questo caso, l’i stante indicherà quale volume di ricavi la cifra di zero, posto che non ha ancora presentato in merito alcuna dichiarazione all’Agenzia delle Entrate.

In base all’articolo 6, comma 5 del Regolamento, la spesa ammissibile deve essere sostenuta successivamente alla presentazione della domanda di concessione del contributo e fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione della domanda stessa (per l’anno 2020, entro il 31/12/2020). Le spese ammissibili devono, altresì, essere pagate in data successiva rispetto a quella di trasmissione dell'istanza ed entro il 28 febbraio dell’anno successivo la data di presentazione della domanda (per l’anno 2020, entro il 28/02/2021).
Pertanto, secondo la logica propria degli aiuti, non sono ammissibili spese riferite a fatture antecedenti alla data di presentazione della domanda, posto che in questo caso la spesa non può che esser già stata sostenuta anteriormente.
Nel caso di fatture (ad esempio relativamente a spese per gas, riscaldamento, luce...) riferite ad un periodo in parte anteriore alla data di presentazione della domanda (tornando all’e sempio: bolletta della luce riferita al periodo di settembre - ottobre, pagata dall’impresa successivamente alla presentazione della domanda), la spesa sostenuta ed ammissibile sarà riparametrata al solo periodo successivo alla domanda di contributo. 

Le modalità di pagamento ammesse sono quelle indicate dall'art. 14, comma 8 del regolamento. Sono ritenuti validi i pagamenti effettuati tramite rid. Non è, invece, ammesso il pagamento disposto tramite ricevuta bancaria (riba) e bollettino postale.

Sì, la variazione è consentita nel limite del 10% della spesa indicata in sede di domanda, come specificato all’art. 14 comma 6 del Regolamento.
Nel caso in cui il beneficiario non rispetti il limite suddetto, e fermo restando il limite invalicabile costituito dalla spesa totale ammessa a contributo, la spesa verrà rideterminata al ribasso, sottraendo alla spesa rendicontata l’intera variazione non ammessa.
Facendo un esempio pratico, in sede di domanda il beneficiario ha previsto una spesa totale di euro 5.000,
CAUSALE IMPORTO
a) acquisizione di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci, imballi e trasporti 1.000,00
b) spese per lavoro dipendente ed autonomo; 3.000,00
c) spese di riscaldamento e combustibili, gas, carburanti e lubrificanti, luce e forza motrice 1.000,00
…. ….
Totale 5.000,00
così suddivisa:
A fronte di una tale previsione egli potrà “spostare” tra le singole voci un importo complessivo di euro 500,00:
CAUSALE IMPORTO
a) acquisizione di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci, imballi e trasporti 500,00 (-500,00)
b) spese per lavoro dipendente ed autonomo; 3.200,00 (+200,00)
c) spese di riscaldamento e combustibili, gas, carburanti e lubrificanti, luce e forza motrice 1.300,00 (+300,00)
…. ….
Totale 5.000,00

Non sarà invece ammessa la seguente variazione compensativa e la relativa spesa sarà oggetto di rideterminazione in diminuzione per l’importo di €. 700.00 (importo ammesso a contributo: 4.300,00):
CAUSALE IMPORTO
a) acquisizione di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci, imballi e trasporti 300,00 (-700,00)
b) spese per lavoro dipendente ed autonomo; 3.500,00 (+500,00)
c) spese di riscaldamento e combustibili, gas, carburanti e lubrificanti, luce e forza motrice 1.200,00 (+200,00)
…. ….
Totale 5.000,00

 

In sede di istruttoria della domanda il contributo verrà raddoppiano sulla base delle spese preventivate e della somma richiesta a contributo dall’impresa, fermo restando il minimo di euro 1.000,00 ed il massimo di euro 2.500,00, così come previsto dal Regolamento. Ad esempio, nel caso in cui l’impresa richieda un contributo di euro 2.500,00 e dichiari di svolgere almeno una delle attività di cui al punto 2) della domanda di contributo, il contributo verrà raddoppiato ad euro 5.000,00. In sede di rendicontazione il raddoppio effettivo riguarderà il contributo determinato dalla sola spesa ammissibile, ossia, nel caso in cui l’impresa di cui sopra presenti a rendiconto spese ammissibili per euro 4.000,00 il contributo verrà ridotto ad euro 2.000,00 e qualora sia comprovato che la ditta svolga una delle attività di cui al punto 2) lo stesso verrà raddoppiato a euro 4.000,00.

L’avvenuta erogazione del servizio di consegna dovrà essere comprovato mediante la predisposizione di apposite ricevute attestanti l’avvenuta effettuazione dello stesso, sia esso a titolo gratuito o oneroso, e dovrà essere attivo al momento della domanda di finanziamento. Si evidenzia che il servizio di consegna a domicilio dovrà essere reso noto alla clientela che accede all’esercizio commerciale in modo da poter rendere edotto dell’esistenza dello stesso qualsiasi avventore.

No, il contributo non verrà revocato. Verrà erogato il solo contributo base senza il relativo raddoppio della somma.
Ad esempio, nel caso in cui il beneficiario richieda un contributo di euro 2.500,00 e dichiari di svolgere almeno una delle attività di cui al punto 2) della domanda di contributo (consegna a domicilio, accesso ad internet tramite rete wi fi, ecc…), ma in sede di rendicontazione non produca la documentazione che comprovi lo svolgimento di tali attività, il contributo liquidato sarà di euro 2.500,00 anziché euro 5.000,00 (fermo restando che la spesa ammissibile risulti pari o superiore a euro 5.000,00).
 

In sede di domanda di finanziamento il servizio deve essere attivo e dovrà pertanto essere dimostrata la presenza di una rete liberamente accessibile presso l’azienda (ad esempio dandone evidenza fornendo il contratto stipulato con il provider e comprovando l’esistenza dell’impianto di trasmissione dati come rilevabile dal libro cespiti) o di una postazione pc collegata alla rete aziendale (ad esempio fornendo il libro cespiti da cui si rilevi la presenza del computer, o una dichiarazione del richiedente che attesti la data a decorrere dalla quale la postazione è attiva).

l’accertamento della variazione verrà effettuato d’ufficio dalla Regione quale soggetto concedente. Affinché il beneficio del raddoppio del contributo possa essere riconosciuto, la variazione camerale dovrà avere data anteriore (o al massimo contestuale) alla data di presentazione della domanda

Per beneficiare del raddoppio del contributo la ditta deve dimostrare alla data della domanda di possedere contemporaneamente tutte e tre le tipologie di dispositivi di cui sopra con il mezzo più idoneo (libro cespiti, contratto d’uso o locazione, ecc.).

In sede di presentazione della domanda dovrà essere prodotto l’atto o gli atti, sottoscritti bilateralmente, di messa a disposizione a titolo gratuito degli spazi con l’indicazione delle modalità di fruizione degli stessi e con l’evidenza del numero di fruizioni e di soggetti fruitori, della data di utilizzo, nonché dell’oggetto e della natura degli incontri o delle attività svolte.

 
ultimo aggiornamento: Tuesday 09 June 2020