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Wed Jan 09 08:00:00 CET 2019

Innovazione nel settore agrifood: le nuove frontiere della tecnologia

Bruxelles, 9 gennaio 2019 - La tecnologia è sempre più coinvolta nella produzione agro-alimentare. Il duplice obiettivo è quello di migliorare la qualità dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole e ridurre l’impatto ambientale dell’industria agro-alimentare. Per es3empio, oggi sono disponibili droni contro piante infestanti e parassiti, satelliti che monitorano il raccolto e robot che controllano la qualità dell'uva prima della vendemmia.

Secondo un rapporto ONU del 2009 entro il 2050 la produzione di cibo dovrà essere aumentata del 70% per supportare la crescita demografica globale. Per fare questo, l'agricoltura avrà bisogno di tutto l'aiuto tecnologico possibile.Allo stesso tempo, bisognerà fronteggiare il cambiamento climatico e l'impoverimento della biodiversità, pertanto ogni nuova tecnologia dovrà necessariamente essere ecologica, non solo per evitare i pesticidi chimici, ma anche per favorire la cosiddetta “agricoltura di precisione”.

Rimpiazzando i trattori ed eliminando la necessità di arare i campi, secondo Benn-Scott Robinson (co-fondatore della Small Robot Company) i robot potrebbero tagliare del 90% la produzione di CO2 delle aziende agricole, mentre l'utilizzo di sostanze chimiche sarebbe ridotto del 95%. Mentre alcune tecnologie si concentrano sulla raccolta dati nei campi, altre puntano ad ottimizzare le piante stesse. Strumenti come "Plantix app", sviluppata dalla start-up berlinese PEAT, servono a individuare malattie nelle piante. Lanciata nel 2015, l'app oggi ha più di 600.000 utenti in tutto il mondo.

La tecnologia, però, viene in aiuto anche del consumatore. Secondo uno studio recente, per il 70% degli europei, conoscere l'origine di un prodotto alimentare è un fattore determinante nella decisione di acquistarlo. Un prodotto di base come la carne passa attraverso quattro fasi: produzione, lavorazione, trasporto e vendita (e questo può avvenire in paesi distanti migliaia di chilometri tra di loro). Più complesso è il prodotto, più complessa diventa la catena di approvvigionamento. La pizza surgelata per esempio (la cui vendita aumenta del 6% annuo), è composta da diversi ingredienti, provenienti ognuno da produttori diversi che a loro volta hanno altri produttori. Ne risulta che tracciare l'origine di ogni ingrediente diventa veramente difficile.

L' industria alimentare comprende l'importanza di monitorare il ciclo distributivo, per permettere non solo la trasparenza (sempre più richiesta dai cittadini, come si è detto), ma anche per permettere ai produttori di intervenire rapidamente qualora un prodotto contenga contaminanti tossici. Infatti, oggi, il ritiro dal commercio dei prodotti alimentari costa per l'azienda coinvolta mediamente 1,3 milioni di euro (senza considerare il danno d'immagine). Attualmente, le informazioni di ogni membro della cd.  supply chain non sono condivise con gli altri attori.

La sfida consisterebbe, pertanto, nel riuscire ad unificare informazioni e dati di ognuno. Questo è quanto Siemens, il colosso tedesco, si propone di fare assieme ad alcune università: l'obiettivo è quello di creare una piattaforma digitale sulla quale tutti i membri di una supply chain possono condividere le informazioni sui prodotti alimentari.