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Notizie dalla Giunta


07.12.2017 16:54

Agroalimentare: Shaurli, le voci del Fvg si raccontano a Milano

Milano, 7 dicembre - "Artigiano in fiera", l'appuntamento espositivo milanese in corso fino al 10 dicembre alla Fieramilano di Rho, accoglie un ampio padiglione dedicato al Friuli Venezia Giulia.

Allestito dalla Regione e dall'Ersa, l'agenzia regionale per lo sviluppo rurale, che qui hanno voluto restituire una visione corale della produzione agroalimentare e artigianale, lo spazio espositivo regionale è un "mosaico di eccellenze", come lo ha definito l'assessore alle Risorse agricole del Friuli Venezia Giulia, Cristiano Shaurli.

Molte le voci che compongono questo coro di esperienze, alcune delle quali si presentano per la prima volta a Milano, altre, invece, hanno confermato una presenza pluriennale.

Tra queste quella di Massimo Cipolat, dell'azienda agricola San Gregorio di Castello di Aviano. Con 80 capre in mungitura, che producono una media di 3,5 litri di latte al giorno per dieci mesi, Cipolat ha portato per la prima volta nella vetrina milanese caciotte, ricotte, caprini stagionati e freschi e un'ampia gamma di prodotti allo zafferano, che includono il gelato, una novità in linea con le nuove tendenze "per essere in dialogo con il territorio". Un'esperienza nuova e complessa, ma che sarà riconfermata, con qualche innovazione, nell'edizione dell'anno prossimo a cui Cipolat ha già annunciato di non voler mancare.

Tra le offerte agroalimentari un posto di primo piano è stato conquistato da Luca Pancotto, che con la moglie Sonia gestisce l'azienda agricola Cortivo Pancotto e la malga Fossa di Savone a Fratta di Caneva. Casaro, norcino, cuoco, Pancotto ha apprezzato molto l'esperienza della fiera di Milano, per la possibilità che offre di portare "orgoglio e onore non solo per noi ma per tutta la regione". I prodotti più richiesti dal pubblico lombardo sono musetto, frico, formaggio frant e grana di malga, ma c'è molta curiosità anche per la ricca attività estiva per ragazzi che i coniugi svolgono in malga, dove trasferiscono l'esperienza della vita del casaro.

"Gigi verdure" è un veterano di Artigiano in fiera. Alla sua sesta edizione, Luigi Faleschini dell'azienda agricola Faleschini di Pontebba, propone ad una clientela ormai affezionata conserve alimentari certificate da agricoltura biologica, erbe, sciroppi agrodolci, creme di erbe selvatiche, confetture e composte. "La presenza del Friuli Venezia Giulia è percepita in crescita" ha rilevato, sottolineando "la soddisfazione di vedere la clientela tornare ad acquistare i prodotti proposti".

Tra gli artigiani si possono raccogliere le testimonianze soddisfatte di Giovanni Cimarosti, delle coltellerie di Maniago Euroblade, presente a Milano da diversi anni perché qui "il prodotto è bene accolto, un certo tipo di pubblico è consolidato, ma soprattutto si registra un alto riscontro per lo stand del Friuli Venezia Giulia in generale, a cui giova un'esperienza di promozione unitaria di tutta la regione".

Della stessa opinione Catia Clinaz, ceramista che presenta Cuori di Terra per il quinto anno consecutivo, con un riscontro crescente non solo per la clientela al dettaglio ma anche per l'interesse da parte di alcuni piccoli negozi.

Esperienze più culturali quelle che ruotano attorno alla Scuola mosaicisti del Friuli e alla Scuola italiana amanuensi di San Daniele del Friuli, l'unica scuola a livello nazionale che rilascia un diploma per l'arte della calligrafia antica e che in 5 anni ha avuto 580 allievi.

Infine, fuori dagli spazi della fiera, in centro a Milano batte un cuore gastronomico friulano. È quello de L'osteria della Stazione di Gunnar Cautero, udinese trapiantato in Lombardia, che propone "ristorazione friulana per milanesi e non e cucina milanese per friulani". Forte di 40 anni di lavoro di cui 20 anni trascorsi nella ristorazione, da 5 anni guida questo locale a conduzione famigliare, in cui quasi tutto parla friulano. "Ho contatti diretti con i produttori della regione sia del settore agroalimentare che vitivinicolo, con cui ho un'ottima collaborazione". La cucina friulana è apprezzata da turisti ("che ritornano" tiene a sottolineare Cautero) ma anche milanesi e friulani trapiantati da varie generazioni che ricercano le proprie radici nei piatti tipici. ARC/SSA/fc