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Notizie dalla Giunta


10.10.2017 13:18

Giustizia: Bolzonello, no chiusura tribunale fallimentare Pn

Pordenone, 10 ottobre - "I parametri per la chiusura dei tribunali fallimentari vanno ritarati sulla base della presenza effettiva di imprese in un territorio. Per essere incisivi a livello nazionale va però avviato un ragionamento allargato a tutto il Friuli Venezia Giulia, che coinvolga anche le altre istituzioni, le associazioni di categoria e gli ordini professionali".

Lo ha affermato il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello, al termine dell'incontro svoltosi nella sede di Unindustria a Pordenone. Argomento del confronto, al quale hanno partecipato anche il sindaco Alessandro Ciriani e i rappresentanti degli Ordini degli avvocati, dei notai e delle associazioni di categoria, è stato il rischio della chiusura del tribunale fallimentare del capoluogo naonense. Del tema si sta occupando in queste ore il Parlamento, che è chiamato a votare la legge delega del Governo sulla razionalizzazione delle sedi simili a quelle del Friuli occidentale presenti in tutta Italia.

Il grido di allarme che si è levato dal pordenonese è stato raccolto da Bolzonello, il quale ha definito i contorni della partita che, ha evidenziato, andrà giocata non solo nell'intero territorio regionale ma anche con una azione di lobby a livello nazionale.

"In prima battuta - ha spiegato il vicepresidente della Regione - la legge così come è stata concepita porterebbe sia alla perdita di un presidio di legalità sia ad una riduzione dei servizi a favore dei cittadini e delle imprese che operano nel Pordenonese".

Per Bolzonello c'è poi un secondo e altrettanto importante aspetto da prendere in esame che riguarda la necessaria pesatura dei parametri fissati a livello nazionale per razionalizzare la presenza dei tribunali fallimentari. "Quei valori - ha detto - dovranno essere rimessi necessariamente in discussione. I parametri andranno rimodulati tenendo conto di quanto incide la presenza delle imprese in un territorio".

"Il Pordenonese - ha sottolineato il vicepresidente Fvg - è un'area che dal punto di vista produttivo è tra le più importanti in Italia, come testimonia la presenza della locale Confidustria all'interno del Club dei 15. La decisione assunta a livello nazionale non può essere accettata sulla base di questi parametri che portano a tagli lineari e, pertanto, andranno necessariamente ridiscussi all'interno dei decreti attuativi della norma stessa".

Per questo motivo, al termine dell'incontro, i convenuti hanno deciso di procedere all'avvio di un lavoro di gruppo che coinvolga le categorie economiche e professionali, accompagnate da Regione e Comune. L'obiettivo è quello di stilare criteri valutativi più oggettivi che tengano conto del peso dell'attività industriale e imprenditoriale del territorio.

"Una volta che verrà definito in tempi assai brevi questo documento - ha aggiunto Bolzonello - andremo ad un nuovo confronto con il Governo per apportare alcuni necessari correttivi che dovranno essere inseriti all'interno dei decreti attuativi della legge delega".

Infine, il vicepresidente ha ricordato l'azione di lobby che dovrà essere necessariamente compiuta a livello regionale e sovraterritoriale attraverso le sue istituzioni.

"La Regione - ha spiegato Bolzonello - ha già inviato al Governo una lettera in cui manifesta la propria contrarietà alla norma così concepita sulla razionalizzazione delle sedi. Abbiamo dato però la nostra disponibilità a dialogare per trovare correttivi che interessino non solo il Friuli Venezia Giulia ma anche altri territori che si trovano in situazione simili a quella pordenonese".

"Inoltre, nei prossimi giorni, in occasione di una visita del presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, nella Destra Tagliamento, è stato calendarizzato un incontro bilaterale nel corso del quale - ha concluso il vicepresidente della Regione - verrà affrontato anche questo argomento. Dal canto suo, il sindaco si è detto disponibile a portare il tema all'attenzione dell'Anci affinché anche l'associazione dei Comuni possa esprimere una posizione a riguardo". ARC/AL/fc