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26.10.2012 

AMBIENTE: RICCARDI, IL RECUPERO DEI SITI DISMESSI GARANTIRA' LAVORO

Torviscosa, 26 ott - "L'industria deve coniugarsi con l'ambiente ma deve esserci, perché in questo momento il tema più importante e su cui non possiamo derogare è il lavoro".
In questo modo l'assessore regionale a Infrastrutture, Pianificazione territoriale e Lavori pubblici Riccardo Riccardi ha sintetizzato la posizione della Regione sulle tematiche di stretta attualità al centro del convegno "Siti produttivi: un patrimonio nazionale da salvaguardare", organizzato a Torviscosa nel decennale della "Bracco Spin", azienda collocata, ha ricordato Diana Bracco, in un sito di archeologia industriale che oggi "è un recupero tra i meglio riusciti del Paese, tanto da esser stato inserito nel padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia come esempio virtuoso del rapporto industria-territorio". Parafrasando il concetto di archeologia industriale, Riccardi ha osservato "ma l'industria non può diventare archeologia", e ha ricordato l'affiancamento della Regione all'avvio del progetto di rilancio industriale dell'area, sancito dall'accordo tra Friulia, Bracco e Bertolini per la creazione di uno stabilimento di ultima generazione destinato alla produzione di clorosoda "strategica - ha ricordato la Bracco - per l'industria chimica pulita". Riccardi ha quindi parlato del sistema delle Regioni "che deve continuare ad esistere perché è pronto a sostenere iniziative importanti per il riavvio del Paese" e osservato come il nuovo polo chimico di Torviscosa "non sia solo il testimone della difficile storia della Bassa friulana, ma anche un impianto strategico di cui siamo orgogliosi, perché opererà nell'interesse del Paese".
Rispondendo al commissario straordinario della Caffaro Chimica Marco Cappelletto, che aveva sottolineato la difficoltà di "rendere coesi" impresa, lavoro ed ambiente, Riccardi ha affermato che invece "oggi è possibile da Taranto, dove c'è l'Ilva, a Trieste, dove c'è la Ferriera, mettere assieme l'industria con il lavoro rispettando l'ambiente". "Il 31 ottobre ci sarà la Conferenza dei servizi che servirà a restituire ad usi legittimi molte delle aree che in Friuli Venezia Giulia facevano parte del Sito inquinato di Interesse Nazionale" ha detto Riccardi, ricordando la Laguna di Grado e Marano e l'area industriale di Trieste, due esempi di riconversione che restituiranno all'industria nuove aree per garantire l'incremento del lavoro". Il tema dei siti inquinati era stato affrontato anche dal ministro per l'Ambiente Corrado Clini, che ha definito il progetto di rilancio industriale di Torviscosa "importante perché riattrezzare un territorio per accogliere una nuova attività industriale significa attirarne altre". Rivolgendosi alla dottoressa Bracco Clini ha detto: "Chiudiamo qui in Friuli Venezia Giulia un cerchio apertosi quando Diana aveva sollevato l'esigenza di partire dai siti italiani e riqualificarli per rinnovare l'infrastruttura dello sviluppo del paese", ma ha anche ricordato come il processo di recupero dei siti dismessi al riuso industriale si sia rallentato sino a fermarsi dal momento che solo due sui 57 individuati sono stati sino ad ora bonificati. "Qui si tocca con mano quel che può avvenire in Italia con gli strumenti che abbiamo" ha detto Clini e ha sottolineato l'importanza di evitare che si amplifichino i rischi connessi all'abbandono delle aree dismesse riportando il territorio nelle mani di chi è stato eletto per gestirlo. ARC/LVZ