15.07.2012 10:57
MITTELFEST: APERTURA NEL SEGNO DELLA CULTURA DEL FVG
Cividale del Friuli, 15 lug - Si è aperto nel segno delle espressioni culturali del Friuli Venezia Giulia Mittelfest 2012, che da ieri si protrarrà a Cividale - con puntate a Palmanova e a Pordenone - fino a domenica 22 luglio.
Sia ieri che oggi (domenica), infatti, il festival propone alcune delle sue produzioni dirette o co-produzioni realizzate con artisti e organismi teatrali o musicali della regione. Ecco, allora, che al termine della cerimonia inaugurale è andato subito in scena "Alpha Golem Revolution", un omaggio a "Praga Magica", uno dei percorsi di Mittelfest 2012, di e con Marco Maria Tosolini e con Sonia Dorigo (canto), Angelo Comisso (pianoforte). Un lavoro, quello di Tosolini, che trasporta il mito ebraico del gigante d'argilla, il Golem appunto, da Praga nella Berlino degli anni Trenta e quindi inevitabilmente - fra richiami sonori e cabarettistici - agli anni della tragedia nazista. Un'altra eccellenza friulana nel settore della danza, la compagnia Arearea, ha portato invece il pubblico in riva al Natisone in Borgo Brossana, per presentare il suo "Panta rei" una coreografia ideata da Marta Bevolacqua. In questo spettacolo l'acqua del fiume che scorre incessante (in greco "panta rei" significa "tutto scorre") diventa la metafora dell'invito ai filosofi (e agli uomini) ad abbandonare l'accademia per riappropriarsi della natura). Quindi la prosa, rappresentata dalla produzione in friulano di "Siums" (Sogni), nella quale Mittelfest e Farie Teatrâl Furlane hanno lavorato assieme per dar vita a uno spettacolo che Gigi Dall'Aglio - con la scrittura scenica e la drammaturgia di vari "uomini di teatro" friulano - ha tratto dagli scritti di autori come Elio Bartolini, pre Antonio Bellina, Carlo Ginzburg, Novella Cantarutti, Sergio Maldini, Pier Paolo Pasolini, Carlo Sgorlon.
Un sogno collettivo, un immaginario collettivo, attraverso il quale - fra suggestioni, richiami e rimandi, linguaggi diversi - Dall'Aglio e soci tentano di proporre un'immagine se non unitaria almeno riconducibile a una qualche condivisione di un Friuli in bilico tra moderne tensioni di rapporto con "gli altri" (Pasolini), ancestrali credenze (Bartolini), ricerca di una Chiesa aperta agli uomini (pre Toni Beline), il rapporto di tre donne con la morte (Cantarutti), le tensioni ingenerate da un matrimonio con un "foresto" (Sgorlon) o quelle per un'eredità contesa (Tavan). Infine la musica: quella che Mittelfest ha commissionato a Glauco Venier e che è sfociata nella produzione "Simphonika", andata in scena nel Teatro Nuovo di Udine a conclusione della giornata inaugurale. Ricercando i diversi fili della tradizione musicale friulana e giuliana (tra villotte e musiche "colte"), Venier ha dato vita ad una partitura varia e accattivante, per la cui orchestrazione il musicista ha lavorato con Michele Corcella ed eseguita, oltre che dallo stesso Venier (al pianoforte), dalla voce della grande Norma Winstone (che ha cantato pure versi in friulano di Pasolini), con la "FVG Mitteleuropa Orchestra" e la "Mittelfest Big Band". ARC/NNa